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ENCI: Ente Nazionale Cinofilia Italiana

I Nostri Cani: maggio 2012

INC - maggio 2012


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ENCI -

Chiude il sipario della nota “Caccia Starne” a Nis.

Si chiude la parentesi serba dell’autunno 2010. La “Caccia Starne” è quasi all’epilogo, manca soltanto l’appuntamento croato che avrà inizio il 17 novembre prossimo. La Serbia come di consueto ha potuto donare un’importante e fondamentale contributo all’impegnativo lavoro di selezione dell’Enci, mettendo a disposizione ancora una volta ottimi terreni e autentica selvaggina, in numeri cospicui.

Per noi si sono adoperati nella distante regione del sud dei Balcani gli Esperti: Arcangeli, Bellatreccia, Borsetta, Capone, Carosi, Gaddini, Gardini, Grecchi, Miatton, Villa, (selezionatore Campionato Europeo Pointer di Caccia Starne), Barbieri, Bonacina Giuseppe, Bonfante, Caschera, Gardini, Lombardi, Mantegari, Moretti, Persi, Petruzzelli, Pignataro, e Radice. A questi si sono aggiunti i colelghi serbi Sormaz, Mitrovic Dragan, Mitrovic Dica, Ralic, Tosovic, Ristic, Nikolic, Niketic, Djordjevic, Milikovic, Stanoievic, e Sestic. Delegato in loco per l’Ente Nazionale della Cinofilia il sig. Giuliano Baricci.

A conclusione di tutto la partecipazione si riconferma come in passato: medesimi i numeri delle iscrizioni, forse con un aumento nelle razze inglesi ed un leggero calo in quelle continentali. Quotidianamente in scena circa sette batterie per gli inglesi, cinque per i continentali, e un paio per gli italiani. Le dettagliate classifiche pubblicate chiariscono con precisione la qualità ed il numero delle qualifiche assegnate, per lo più all’eccellenza. Ciò è presumibile tenendo in considerazione che a questa tipologia di prove accedono soltanto quei soggetti che hanno acquisito durante gli allenamenti il necessario bagaglio di esperienza, che li conduce poi ad ottenere tangibili risultati di notevole qualità. Ma la Serbia non è sempre uguale: si gioca all’aperto e con un “antagonista” che risente indubbiamente delle condizioni climatiche, e che assume diversi comportamenti che non sempre facilitano il lavoro del cane. Oltre a ciò le conseguenti modifiche ambientali e comportamentali di tutto quanto fa da contorno. Circa 300.000 ettari a disposizione nelle zone di Nis, Doljevac, Merosina, Zitorada, Zelenivir, Kamurlija, Dolievac, Mesurovo, Vrtiste, Lalinas, e Lalisk Poiate. Fulcro dell’evento il solito Hotel Nais dal quale la batteria più lontana affrontava un viaggio di circa 20 km. Cosa ha caratterizzato la manifestazione e quale l’andamento globale? La prima parte della tournee è stata contraddistinta da copiose piogge e freddo pungente, mentre poi il tempo si è modificato al meglio sino alla fine del periodo. Contrariamente a quanto si possa pensare, preferibile e più generosa la prima parte, e più difficoltà nella seconda: nei primi giorni gli incontri sono stati più consistenti e le classifiche più corpose, mentre con il tempo più gradevole le starne si sono rese più difficili da reperire con il conseguente impoverimento delle risultanze finali. Comunque sempre disponibili in modo più che soddisfacente  per l’espletamento delle verifiche. Con il freddo e la pioggia i terreni erano chiaramente a riposo, non frequentati, mentre l’uscita del sole e il conseguente innalzamento della temperatura ha coinciso con la presenza sui terreni degli agricoltori e dei mezzi di lavoro. Oltre ai pascoli, tutti i coltivi a fine produzione, (mais ad esempio), devono essere ripuliti, arati e seminati per il raccolto successivo. Il tutto fatto in tempi, quest’anno, ristretti a causa del ritardo stagionale. Questa frequentazione umana ha in qualche modo disturbato la popolazione delle grigie: togliere il granturco, arare i terreni spogli, e seminare nuovamente ha causato, nella coincidenza delle prove, palesi problemi ai concorrenti e ai cani durante il loro lavoro, oltre alle starne che necessitano della dovuta tranquillità. Comunque, Nis echeggia ancora una volta con cori di assenso e apprezzamenti. Queste le voci di alcuni degli Esperti intervenuti. (mr).


Silo Miatton: “Indubbiamente la starna in brigate è l’unico selvatico conosciuto che può contribuire alla vera selezione del cane da ferma . Allo stato attuale ritengo che questo selvatico ,almeno per mia conoscenza, sia indispensabile per la vera selezione. In queste situazioni, parlando di terreni, qualità, e quantità di selvaggina, si rende possibile la verifica in coppia dei soggetti. Tale tipologia, di fondamentale importanza, consente lo scambio del terreno che quando avviene con regolarità impedisce di commettere trascuri e tantomeno sorpassi della selvaggina, per giungere ad ottenere risultati vicini al massimo. Ho sempre pensato, e ne sono un convinto assertore, che anche le razze continentali ne trarrebbero beneficio: possibilità di ottenere cani più completi, (che consentono), che sviluppano personalità senza essere succubi del compagno, (vedici molti attuali barrage), ordine e metodo di cerca.


Enzo Persi: “ I terreni di nis vuoi per la loro composizione orografica che per i tipi di colture in atto rappresentano l'ideale per la effetuazione di tali prove.
L'ampia estenzione, gli incolti e le colture rappresentano l'habitat ideale per il tipo di selvaggina richiesta in tali verifiche, e mettono in condizioni di poter accertare la validita' del soggetto presentato, che solo in questi terreni e con la selvaggina  presente puo’ evidenziare tutte le doti da lui possedute.”

Erminio Radice: “ I terreni di Nis permettono qualsiasi tipo di verifica dei soggetti. la loro qualita’ , intesa sia per l’orografia, che per la natura delle coltivazioni, e per la presnza di autentiche starne,  pone i continentali nelle condizioni ideali per potersi esprimere al meglio.”

Claudio Lombardi: “ la starna, purche’ selvatica , e’ elemento primario nello sviluppo e nella selezione dei cani da ferma. specialmente nelle razze inglesi, notoriamente veloci, il riuscire ad avvertire in tempo utile l'emanazione in rapporto alla velocita, fermare questo selvatico, e  concludere l'azione, dimostra un equlibrio psichico molto importante. e’ fondamentale per il cane la consapevolezza dei suoi mezzi, e l’utilizzo di questi in piena sintonia:  in velocita’ il collegamento naso cervello risulta fondamentale, e un passo in piu’ su questo selvatico puo’ costituire problema tanto da causare l'involo della starna prima dell'arrivo del conduttore, cosa che rende vana tutta l'azione precedente.  Sulla mia esperienza personale lo posso asserire senza ombra di dubbio che in cani giovani sbagliare a ridosso della brigata e’ quanto di piu’ di salutare ci sia.  I soggetti restano estasiati e di questa esperienza ne faranno buon frutto successivamente. L’utilizzo pratico del cane da ferma , una attivita’ che spesso si svolge in coppia. l’operato di due o piu utilizzatori conl’ausilio di piu’ cani necessita di collaborazione fattiva fra questi. E’ impensabile che dopo ore di ricerca un’unica occasione venga buttatta all'aria per un mancato consenso. il consenso e’ dote naturale trasmissibile ma spesso acquisita tramite addestramento. Non e’ giustificabile che un cane da caccia non possegga tale qualita’,  e ancora meno giustificabile che un soggetto, magari proclamato campione di lavoro e quindi potenziale riproduttore, non sia capace di consentire. Per questo secondo me  e’ necessario che tutte le razze da ferma ,inglesi e continentali, vengano sottoposte a tale tipo di verifica, e la serbia permette tutto cio’”.

 

Documenti collegati:

 

LE CLASSIFICHE (NON UFFICIALI)

GRANDE CERCA

INGLESI

CONTINENTALI ITALIANI

CONTINENTALI ESTERI

 

 

 

Marco Ragatzu

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