
Le Classiche a quaglie in Sicilia
Le prove Classiche a quaglie: insostituibile vetrina tutta italiana che soltanto nel nostro Paese trova motivo di esistere quale fondamentale strumento di selezione zootecnica nella salvaguardia del cane da ferma.
Dopo aver assistito ai Trofei di Pianura e di Montagna organizzati dall’ENCI, prove Classiche che ogni anno caratterizzano le stagioni di primavera ed inizio estate, quando una miriade di cinofili si ritrova da sud a nord per godere delle prestazioni eleganti di inglesi e continentali, la passione cinofila stimola l’organizzazione di queste prove anche là dove da moltissimi anni non si assiste a questa particolare nota di concorso.
Volgendo lo sguardo verso la “punta dello stivale”, ecco ripresentarsi la cinofilia Siciliana, che non smentisce nel suo operato in quanto a organizzazione e partecipazione alle verifiche funzionali. Meravigliosa Isola, il nostro Orizzonte meridionale dove sorge nuovamente l’alba di un importante Trofeo dedicato al piccolo galliforme: 1° Trofeo Quaglia della Trinacria. Juncetto, Catania, 4 luglio 2010: ecco il teatro scelto dal Consiglio Siciliano della caccia, dall’Associazione Beccacciai e Perniciai, dalle Delegazioni Sis della Sicilia orientale, e dal Club Italiano Bracco Francese, per l’espletamento della prova a quaglie.
Molto lega la cinofilia e la terra di Sicilia: la passione e la stima che godono i cinofili dell’Isola, la beltà del suo paesaggio, e i “numeri” nei quali si traducono le possibilità di utilizzo e cooperazione con la fauna selvatica dell’Isola. La beccaccia non manca mai l’appuntamento annuale per lo sverno, e la cotorna è ancora presente –numerosa- nelle eccezionali montagne trinacriane. Grazie all’operato di questi appassionati cinofili, ed alla preziosa collaborazione di Vincenzo Mannino, proprietario della “Zona Cinologica Juncetto”, ecco la possibilità della Classica a quaglie, che arricchisce il già prezioso menù siciliano. Non manca il Presidente del Consiglio Cinofilo Regionale, Pino Veraldi, che fattivamente partecipa anche come concorrente. Nitto, La Braca, Rivelli, Mazza, Inturrisi, Scarpinati, Virzì, Giammarinaro, Magro, Siragusa, Bordonaro, Anastasi, Cannella, Donato, Teresa, D’Alaeeandris, Giammanco, e Urpi, seguono l’esempio del Presidente nella partecipazione alla prova con razze continentali ed inglesi.
Partecipazione cospicua, (soprattutto tenuto conto dei limiti imposti dalla presenza dei soli siciliani), che vede al test otto coppie e mezzo per i continentali, e sei per gli inglesi. Condizioni climatiche comprensibilmente difficili: sin dalle prime ore del mattino il caldo non teme di farsi sentire, e la brezza ci regala costante e sufficiente tensione soltanto dalle 08:30 in poi. Nonostante ciò le risultanze confermano le aspettative: ben cinque i continentali in classifica, mentre, malgrado le buone qualità dimostrate, gli inglesi non riescono a collocare sul podio nessun soggetto.
Il “pigliatutto” è Buffon del Limoncello, bracco francese di Leonardo Scarpinati, che ottiene il 1° Eccellente in batteria, guadagnando così la 1^ edizione del Trofeo Quaglia della Trinacria. Vince la cinofilia, quella sincera di quanti si sono adoperati nella realizzazione di questo evento, che vuol essere il preludio di una intensificazione nell’organizzare importanti verifiche zootecniche. L’ospite sincero, Vincenzo Mannino, oltre alla pianura della zona cinologica, si rende anche disponibile nell’offrire alla cinotecnia la possibilità di frequentazione delle montagne della sua Azienda Faunistica, sui crinali della quale ancora “volano” meravigliosi branchi di coturnici, motivo per indimenticabili prove di lavoro specialistiche.
Un ultimo sincero e doveroso ringraziamento per la signorile, squisita cortesia ed accoglienza, ai partecipanti della prova, al Comitato Organizzatore, (nelle vesti del Dr. Antonino La Barbera, Presidente dell’ABP, e Vicepresidente del CIBF), e agli Amici Michele Pizzuto, (Presidente del Consiglio Siciliano della Caccia), Pino Veraldi , e Filippo Vassallo.
Queste verifiche tecniche lasciano un indimenticabile bagaglio di soddisfazione e speranze, per quanto la Sicilia saprà donare in futuro contribuendo alla selezione del cane da ferma.
DOCUMENTI:
Marco Ragatzu