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ENCI: Ente Nazionale Cinofilia Italiana

I Nostri Cani: maggio 2012

INC - maggio 2012


Gli articoli...
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ENCI - Foto servizio di Ivano Gandini
(Foto servizio di Ivano Gandini)

A la Tollara due giorni importante per lo spettacolo e la selezione

Il derby dei fratelli

Ha vinto Zenek condotto da Davide Bruni, in uno spareggio al cardiopalma con Zivago, condotto da Ernesto Pezzotta. I due campioni da una cucciolata allevata da Amerigo Procaccini. Niente meglio della manifestazione poteva solennizzare i 30anni de "La Tollara".

La Tollara festeggia i  trent’anni con un derby d’eccezione e 136 padroni di casa. Sono setter inglesi, pointer ed una stupenda scozzese a render onore a Picenum Zenec, splendido pointer di Sergio Milia condotto da Davide Bruni, toscano di 28 anni da Lamporecchio nel Pistoiese, il paese di cuccagna dei brigidini, deliziosi biscotti fini come ostie e che hanno l’impossibile odore d’anice. Accanto a lui il fratello Picenum Zivago  al guinzaglio di Ernesto Pezzotta ed un po’ più giù del terzo posto tenuto saldamente da Ria dei Boselli condotta da Girandola, Zafir, anche lui della stessa cucciolata benedetta da Amerigo Procaccini il 14 gennaio di due anni fa e che vorrebbe abbracciarli tutti insieme nel ritorno gaudioso di fratelli separati.   
La ricorrenza per Ezio Cantone, ora presidente onorario del Gruppo cinofilo alessandrino e tra gli entusiasti dei 1800 ettari verdi di grano, loglio e pioppi da lui tenuti a battesimo per la grande cerca ha la semisegreta voce della nostalgia perché tanti sono i ricordi che vorrebbero tornar vivi. Ma pur nella ricorrenza la memoria non  trova spazio ai brindisi. I 136 atleti fra cui  la nera di Scozia Celine di Val Bruna, di Gualtiero Quaglino, giunti da ogni parte della Penisola per dar significato al Derby ed esserne consacrati par abbiano fretta. Ad impreziosire i turni delle due batterie in quel mare di verde che fatichi ad immaginare a giugno biondo di grano maturo, c’è una cornice di gente. Allevatori, selezionatori, esperti, spettatori che caratterizzano l’Italia e fanno grande l’Enci di Francesco Balducci.
Appassionati ed esperti, tifosi e sognatori, che danno vita ad  un universo originalissimo dove passione, intelligenza e tifo si mescolano e non puoi distinguere le une dalle altre senza frantumare un incantesimo.
A bordo campo, fra gli altri, Claudio Macchiavelli –geniale allevatore comproprietario di magnifici pointer-, Egisto Nardi –nella storia dei setter con Negus e Gufo ed alcuni capostipite-, Angelo Mocchi –titolare di una linea di pointer da  podio e da caccia-. Sul campo anche Paolo Scudiero, estroverso ed appassionato a cui sfugge per un soffio il colpo vincente, ma conduce alla ribalta Rapace e Roccia del Sole. Presente fra gli altri, Silvio Marelli, nella storia con i suoi trialler e dal marzo scorso anche come selezionatore dei vincitori di Coppa Europa.
Il derby alla Tollara ha anche riproposto –come messo in risalto da molti- dalla necessità di avere in Italia un punto di riferimento stabile per le “grandi” prove. Lo ha confermato tra gli altri,anche il parlamentare Gabriele  Cimadoro, presente alla manifestazione. “E’ stata una grande edizione e la folla conferma che il derby deve stare in Italia ed avere una sua sede stabile a La Tollara, che può e deve diventare il punto di riferimento per la cinofilia internazionale”.
Condivisa da tutti anche il lavoro della giuria internazionale composta da Giovanni Bernebè, Ermenegildo Bonfante, Gianluca Lucconi, Gianbattista Mantegari, Oliviano Nobile, Franco Zurlini. Delegati ENCI Paolo Zurlini e Luigi Consonni.

Perché hai un bel cercare ma nessuna nazione ha un popolo così, fatto di appassionati ed esperti, tifosi e sognatori che danno vita ad un universo originalissimo ed unico dove passione, intelligenza e tifo si mescolano e non puoi distinguere le une dall’altro senza frantumare l’incantesimo. O sapere che i nsogni sono l’infinita speranza del vero. E’ bello vedere insieme anonimi e grandi nomi, dal coinvolgente Claudio Macchiavelli, manager e finanziere, geniale allevatore o proprietario di femmine fra cui Giada e Gilda del Sergiadae vincitrice di un derby, ad Egisto Nardi nella storia con Negus, Gufo ed altri capistipite. Eppoi il sereno Angelo Mocchi con una “linea” di pointer da podio e da caccia. O viceversa. In campo fra gli altri Paolo Scudiero industriale estroverso ed appassionato a cui sfugge per un soffio il colpo vincente ma conduce alla ribalta – ed anche questa è una vittoria- Rapace e Roccia del Sole. Basta leggere il catalogo preparato con esemplare chiarezza da Luca Mollo dell’Enci per accorgersi del valore e del fascino del derby: un immenso mosaico di grandi nomi. E da una parte scivola nella storia e dall’altra continua ad aggredire l’attualità. Come un meraviglioso ponte fra ricordi e speranze.
Incontri  conduttori che sono la storia della cinofilia ma continuano ogni anno ad avere la loro isola di celebrità ed è il significato, dicono a Carrara dove il sangue spicca ancor più sul bianco del marmo, della verità del lavoro. Lo scandisce anche Silvio Marelli già nella storia per i suoi trialler e dal marzo scorso anche come selezionatore dei vincitori di Coppa Europa. Ecco… immagina il Derby come un ideale e insostituibile palcoscenico e chiama alla ribalta alcuni fra i noti. Giungono Giorgio Baldoni e Francesco Moretti, Mauro Iazzetta e Luciano Baldelli poi il candido e gentiluomo Luigi Taccon  e Severino Traina, Rodolfo Lombardi sempre geniale ed estroverso e l’intelligente Emanuele Targetti. Seguono Stefano Girandola che continua in famiglia una tradizione di grandi e Corrado Zaniboni, Paris Eschini, Graziano Forti e via via tutti gli altri fra cui Taccon, Ronchi, Moretti, Maggiolo, Baraghini, Angelo Testa, Morandini, Simeons, Mario del Barba, Giuliano Pasotti e tanti altri a dimostrare quanto la cinofilia italiana sia grande.       
Alle 13 del 27 marzo è la prima domenica di ora legale e la terza di quaresima per tutti meno che per Picenum Zenec di Davide Bruni . Il suo fuoriclasse che nel nome ricorda la fabbrica di satellitari e radio nipponica, sale il primo gradino d’un podio ancora incerto come questa ventisettesima giornata di marzo che fa l’altalena fra una speranza di sole ed un dubbio di imminente  pioggerella strappando un punto mentre si avvia a completare il  turno. E’ il primo nome in classifica e quindi…
 Ma in cinofilia come nella vita nessun traguardo è definitivo e proprio quando la cornice di gente ha qualche spazio vuoto il destino spariglia le carte e tutto torna daccapo perché anche Zivago pesca il suo asso fra il grano tenero.
Si riaccende la vivacità di una partita che pareva destinata ad esaurirsi in un lungo sbadiglio. Riprende vigore l’interesse del Derby che incorona campione alle 15  Zenec ed unisce i fratelli.
Insieme a lui sul podio, mai lo avresti creduto perché mai era accaduto, il fratello Picenum Zivago reso magico dal solito bravo Pezzotta. E con loro a far fatica per abbracciarli insieme quasi a non voler far torto ad alcuno, Amerigo Procaccini che li aveva avuti nella culla e già allora ne strologava, come ogni vero profeta inascoltato, i fulgidi destini. Franco Zurlini, avvocato strappato in gioventù al giornalismo in  cui avrebbe avuto l’identico gran successo che l’accompagna nella professione coglie l’eccezionalità dell’evento e lo pone in risalto. Innamorato dei pointer si innamora della prestazione di  Celine di Val Bruna (“unico e magnifico gordon disturbata ma non intrappolata da ben tre lepri“ dice. ) e questo dimostra quanto sia ancor giovane ed il suo riferimento al certificato di nascita diventi civetteria soltanto. Per conto di una giuria davvero esemplare (Giovanni Bernabè, Ermenegildo Bonfante, Gianluca Luconi, Giambattista Mantegari, Oliviano Nobile, Franco Zurlini. Delegati Enci Paolo Andreini, Luigi Consonni) fa una stringata e vivace relazione: il silenzio ed il rispetto con cui viene accolta è ancor più significativo dei forti applausi che le fanno da contrappunto ed in cui sono accomunati tutti i giudici.
 “ E’ una prova importante, dice, con cani importanti. Ho rivissuto il fascino del pointer e la suggestione dei trialler: ci sono alcuni concorrenti che diventeranno grandi campioni ed in questo il derby è clamorosamente riuscito. C’è in tutti noi la voglia di scoprire  qualcosa e dire domani “non mi sono sbagliato”.
Dopo di lui Oliviano Nobile per una relazione stringata ed intelligente: da par suo – e gli applausi al termine sono la ricompensa ad un egregio lavoro svolto sul campo-   sottolinea la validità tecnica del derby, il confronto sempre serrato, la correttezza dei conduttori, la qualità dei cani e quindi delle genealogie che trovano conferme.     
Così il palco, da cui Luigi Consonni, delegato carismatico e da 110 e lode,  ringrazia a nome dell’Enci, sembra una fotografia di famiglia come forse non era mai accaduto nel galoppo di una cinofilia che fa da contrappunto alle tappe della storia d’Italia che qui, da par suo il Derby celebra. Siamo in Piemonte dove la sera,  se hai occhi per vedere puoi scorgere le ombre di Cavour e dei Savoia e anche sentire il fruscio nell’aria delle pallottole perchè Marengo è ad appena un tiro di schioppo e fu lì che avvenne un importante passo verso l’unità quando Napoleone il 14 giugno 1800 sbattè le porte in faccia agli austriaci. Lo ricordano i libri di storia ma nessuno rammenta che ci furono anche duemila morti e quasi 10 mila dispersi: i combattenti erano circa 70 mila di cui 28 mila francesi.
 Dunque:  Zenec ha vinto da protagonista con un turno da trialler sotto un cielo d’un grigio impalpabile come solo Armani sa reinventare nei suoi colori. L’attimo t’avvolge nel fascino del silenzio: la campagna sembra inventata così piatta per farti alzar lo sguardo verso gli oltre 4 mila metri della corona del Rosa o, se lo desideri ,dalla parte opposta in direzione di Alessandria la città cosi’ battezzata in onore di papa Alessandro terzo e tanto guerriera da sconfiggere il Barbarossa ma ora tanto tranquilla che, per dirla con Umberto Eco, pare “una poltrona dove Ti siedi e ti addormenti”. Solo vedendo questo paesaggio monotono e in pace comprendi perché il grande Carlo Carrà (1881-1966) di Guargnento, ad un minuto di galoppo da qui dove si dannano l’anima setter e pointer raccontasse nei suoi dipinti il sogno mai finito dei futuristi.
 Il Derby è anche questo, il piacere di ritrovarsi e - Vito Ragone con un gruppi di amici è tornato con il fascino dei suoi 80 anni da Bari-  di stare insieme di scambiarsi opinioni. Forse intende anche questo il presidente dell’Enci Francesco Balducci, presente al via della manifestazione, quando sottolinea l’importanza del cane nella Società. Proprio come riconferma anche l’onorevole Gabriele Cimadoro, noto cacciatore sportivo e cinofilo vero venuto “ad applaudire i protagonisti di una cinofilia nazionale che dev’essere portata ad esempio”

 
 
NON PIU’ DI 30 MESI
Il “Derby 2011” è una prova riservata ai soggetti di allevamento italiano di età non superiore ai 30 mesi
La partecipazione al derby 2011 è riservata ai cani nati dopo il 25 settembre 2008 che non hanno ottenuto precedentemente qualifiche
in prove libere. E’ consentita la partecipazione di soggetti che hanno conseguito eventuali qualifiche in prove giovani, a condizione che
tali qualifiche siano state conseguite nei sei mesi precedenti la data del derby 2011 (dopo il 25 settembre 2010).
Al Derby ciascun cane può parteciparvi una sola volta; non saranno pertanto accettate iscrizioni di soggetti che in passato hanno
già disputato il derby.

Giudici e conduttori: speranze e certezze
“Il Derby, meglio disputarlo sempre in Italia”

Gabriele Cimadoro. parlamentare:E’ stata una grande edizione e la folla presente conferma che il Derby deve restare in Italia ed avere una sua sede stabile a La Tollara che può e deve diventare il punto di riferimento della cinofilia internazionale. In questo senso invito i dirigenti Enci ad impegnarsi. La cinofilia italiana lo merita.Per quanto mi riguarda la mia disponibilità a favore della caccia e della cinofilia è la più ampia possibile”.
Franco Zurlini giudice.Ho visto alcuni cani di prim’ordine. Fra gli altri Liver della Regina del bosco condotto da Pezzotta. Ha grande determinazione e prontezza. Robin Hood di Morandi  ha un galoppo gradevolissimo.  Terreni sufficienti, ottimi gli accompagnatori, magnifica l’organizzazione, preparati i concorrenti".
Libero Zagni. Conduttore e allevatore.  “La grande folla dimostra che il Derby ha un seguito ed occorre continuare a farlo in Italia e significativamente a La Tollara. Solo in questo modo si dà possibilità al pubblico di vedere, di apprezzare, di appassionarsi”.
 Lidio Riva, allevatore. “E’ opportuno che emerga subito la volontà di ripetere anche il prossimoanno il Derby a La Tollara
Paolo Verdiani giudice.”Una bella prova. Tanti cani notevoli e certo con un grande avvenire. Terreni validissimi, viva partecipazione di folla che mancava. Sono un sostenitore del derby in Italia e quanto avvenuto mi dà ragione”.
Paolo Scudiero.Gentleman.Il Derby ha sempre una serie di variabili e circostanze che vanno dal tempo, allo stato del terreno ed ai selvatici. Com,unque è prova davvero importante e sostengo che… ce ne vorrebbero almeno una decina, se non proprio derby almeno con questa tensione, emotività, partecipazione e spirito di emulazione”.

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Rodolfo Grassi

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