Torna all'home page ENCI

Copertina di Ottbre de "I Nostri Cani"

Sommario:

Notizie E.N.C.I.:

 

 

 

Home page sito ENCI Vai alla pagina dei calendari ed elenchi ufficiali ENCI Standard ufficiali razze italiane Scarica i programmi ufficiali ENCI Pagina di aiuto Contatta l'ENCI

lettera Aperta ai soci dell'enci

 

L'AIA E L'ENCI: UNA COLLABORAZIONE
UTILE E POSSIBILE

E' in corso una allarmata discussione nel mondo cinofilo italiano in ordine all'avvicendamento commissariale dell'Enci, alle sue ragioni ed ai suoi esiti. Tale discussione si allarga poi al generale stato dell'organizzazione degli allevatori di cani, segnatamente pure se non solo, con riferimento alla definizione delle nuove norme tecniche recentemente adottate.
In questo dibattito è evocata, tal volta in modo palese, tal volta in modo coperto, l'AIA - Associazione Italiana Allevatori.
Con un certo stupore ho percepito esprimersi preoccupazioni e fastidio nei confronti dell'AIA e richiamare in modo allusivo, oscuri disegni organizzativi tesi ad espropriare prerogative e funzioni oggi deputate all'Ente di rappresentanza degli allevatori cinofili, tali come la gestione del Libro Genealogico.
Al fine di evitare confusioni, equivoci ed inutili improprie allusioni, soprattutto per rassicurare e chiarire e, per tutti, affinché non si perda del tempo in inutili argomentazioni intendo brevemente illustrare le funzioni dell'AIA, il suo carattere organizzativo ed i suoi intendimenti. Con ciò evitare che il dibattito interno all'Enci sia turbato da presunte attenzioni invasive dell'AIA e non sia ricondotto a temi più propri e di reali interessi per tutta la cinofilia italiana.
Occorre innanzitutto chiarire che l'Enci è associato all'AIA al pari di altre 33 Associazioni Nazionali di Allevatori delle più diverse razze e specie animali allevate in Italia: dai bovini agli struzzi, dai suini ai conigli e, per l'appunto ai cani.
In secondo luogo deve essere chiaro tale rapporto associativo non lede in nessun la totale autonomia statuTaria e funzionale dell'Enci.
In terzo luogo che proprio in forza di questa autonomia il Consiglio dell'Enci deliberò di stipulare una convenzione con l'AIA per servizi tecnici rivolti a rendere possibile l'adeguamento del sistema informatico dell'Ente alla gestione delle nuove norme tecniche definite per il Libro Genealogico assegnato all'Enci.
Norme tecniche come noto, predisposte in Commissione Tecnica e sancite con apposito Decreto Ministeriale, al pari delle analoghe norme tecniche per tutti i Libri Genealogici ed i Registri Anagrafici delle diverse razze e specie animali esistenti in Italia.
Sarebbe tutto ciò sufficiente a chiarire che i rapporti operativi fra AIA ed Enci sono circoscritti, misurabili e chiari, attengono a servizi e procedure informatiche e sono utilizzabili per offrire la massima efficienza, di cui sembra ci sia grande bisogno, alla tenuta del Libro Genealogico assegnato all'Enci.
Non è forse inutile ricordare tuttavia che l'AIA è un Ente morale senza scopi di lucro, è associazione privata di allevatori affidataria di compiti pubblici in materia di miglioramento genetico e per definizione statutaria fornisce, dentro la legislazione vigente, l'associazionismo degli allevatori e la loro autonoma gestione organizzativa. A queste funzioni ed indirizzi, l'AIA si è sempre attenuta, ed ancor più nel caso dell'Enci che associa un mondo complesso e variegato quale è quello cinofilo, che opera a lato del più tradizionale mondo zootecnico italiano.
Non si può proprio quindi dire, e neppure pensare, che l'AIA intenda influire sulle vicende dell'Enci, in particolare per quelle di indirizzo tecnico per le quali esiste una Commissione Tecnica deputata a definire le norme, ma più in generale per tutte le altre decisioni laddove esiste un Ministero che autorevolmente esercita vigilanza e controllo sulle diverse attività secondo quanto è esplicitamente previsto dalla legge sia sull'AIA che sull'Enci.
L'AIA è invece a disposizione per offrire aiuto e dialogo, per offrire servizi ed esperienze peraltro maturate in oltre 50 anni di attività.
Che gli allevatori di cani ed i soci dell'Enci si sentano tranquilli !. I problemi dell'Ente, laddove esistano anche se è indiscutibile che il reiterato Commissariamento non può non essere interpretato come un buon segno, non possono che essere risolti dagli allevatori dell'Enci, dentro le regole e le leggi esistenti.
L'AIA, per dovere e per convinzione sarà sempre al loro fianco.

Roma lì 10-09-2001
Il Segretario GeneraleDott. Carlo Bonizzi