APPUNTI DI ETOLOGIA
PAOLA MAGNETTI
Biologa. Insegna zoologia e biologia alla Facoltà di Veterinaria.
Alleva Bovari delle Fiandre ed è presidente del relativo Club.
Domenico Tricomi
Laurea in matematica. Insegnante. Alleva Cirnechi dell'Etna e Pointer.
Da circa 30 anni giudice di lavoro.
RAZZA PURA O FANTASIA... UNA SCELTA RESPONSABILE
Una volta presa la decisione di avere un cane per compagno
sorge immediatamente il dilemma: adottato al canile o di razza pura? Quali
le differenze fra le due scelte?
Davanti allo sguardo e al musetto di un cucciolo, bastardino o di razza
che esso sia, l'unico sentimento che prevale è una grande commozione
e il desiderio di coprirlo di coccole; tre o quattro mesi ancora e di
quello sguardo dolce e indifeso è rimasto solo un ricordo.
Le esigenze minime di un futuro padrone sono di avere un cane ben socializzato,
che quindi non crei problemi dal punto di vista comportamentale né
con le persone né con gli altri animali; il cane deve essere inoltre
sano, esente da patologie ereditarie e da tare occulte.
Se poi si adotta un cucciolo è importante sapere quale sarà
la sua taglia da grande, che lunghezza avrà il suo pelo e che esigenze
avrà dal punto di vista motorio e caratteriale.
Quando in una famiglia viene presa la decisione di avere un cane ci si
assumono anche delle responsabilità sia nei confronti dei componenti
della famiglia, ed in particolare dei bambini, sia nei confronti dell'animale
adottato al quale bisogna garantire una vita ottimale da tutti i punti
di vista.
A chi si reca in un canile per adottare un cucciolo queste garanzie non
possono essere date perché non si conosce nulla della storia dei
singoli cani e nulla si sa di come abbia vissuto le sue esperienze precoci
che influenzeranno in grande modo il futuro carattere.
La capacità di un cane di stabilire un buon rapporto con l'uomo
e con gli altri animali dipende, infatti, dal tipo di stimolazioni che
ha avuto nel periodo che intercorre tra la nascita ed i primi tre mesi
di vita; è infatti in questo periodo che il cucciolo impara a riconoscere
l'uomo come conspecifico; passati i tre mesi ciò non sarà
più possibile e l'uomo verrà sempre considerato un estraneo
e comunque trattato con diffidenza.
In alcuni casi un cane mal socializzato nel periodo sensibile potrà
diventare aggressivo da adulto, in altri sarà un soggetto eccessivamente
pauroso o timido o mal disponibile al contatto con l'uomo.
Oltre alla socializzazione un'altra grande incognita è rappresentata
dal tipo di esperienze precoci che il cucciolo può avere avuto
e che possono facilmente determinare fobie, sindromi da abbandono ed altri
problemi di tipo comportamentale.
Nel caso poi si decida di adottare un cucciolo non conoscendo le caratteristiche
dei genitori sarà difficile indovinare la futura taglia, le caratteristiche
del pelo e quelle comportamentali.
Nel momento in cui il cane è entrato in famiglia, frequentemente
insorgono problemi ed altrettanto frequentemente si torna al dramma dell'abbandono...
Il cane problematico costato ben poco è cosa di poco valore e si
può riabbandonarlo su una strada!
Quindi chi prende la meritoria decisione di salvare un cane dal lager
dei canili deve essere ben consapevole dei problemi cui può andare
incontro ed essere pronto a superare le difficoltà che ne possono
derivare.
Molti a questo punto storceranno il naso pensando al meraviglioso rapporto
che hanno avuto o hanno con il loro cane, abbandonato da qualcuno e accolto
in casa come un componente della famiglia; ma accanto a queste testimonianze
quanti drammi si sono consumati e si consumeranno quando non si è
riuscito ad instaurare un buon rapporto tra il cane e l'ambiente in cui
esso si inserisce?
Più o meno lo stesso si può dire dei cani acquistati in
negozi che commerciano prodotti di poco valore importati da Paesi dell'Est..
l'unico punto su cui si può avere una relativa sicurezza è
la taglia del cane che rispetterà (più o meno) lo standard
di razza.
Per quanto riguarda le garanzie dal punto di vista dell'igiene fisico
e mentale, anche in quest'ultimo caso, sono del tutto inesistenti.
Chi invece decide di acquistare un cucciolo di razza deve anzitutto trovare
qual è quella che meglio risponde alle sue esigenze.
L'ENCI, il cui scopo statuario è la tutela delle razze canine riconosciute,
attraverso le Società specializzate, può fornire utili indicazioni
sulle specificità di ognuna di esse. Dal momento che attualmente
vi sono circa 380 razze riconosciute dalla FCI, ciascuna con sue peculiari
caratteristiche, sicuramente chiunque potrà trovare quella che
è più adatta ai suoi desideri per taglia, pelo, forme estetiche
e comportamentali.
E' auspicabile che la scelta non sia dettata dalle mode del momento o
dall'ultimo film con un cane come protagonista. Un cane sarà un
compagno di vita per almeno una dozzina di anni e mentre le mode passano,
il cane resta e con esso il rapporto che è necessario instaurare
per una convivenza piacevole e stimolante per entrambi.
Scelta oculatamente la razza attraverso le proprie conoscenze o meglio
con le indicazioni delle Società specializzate si potranno contattare
vari allevatori seri che potranno fornire tutte le premesse necessarie
affinché il futuro rapporto col cane abbia i presupposti migliori.
L'opera di selezione accurata, seguita per anni e garantita da molteplici
successi, sarà una ulteriore riprova della validità dei
prodotti allevati. Un allevatore serio sarà inoltre sempre disponibile
per consigli e suggerimenti in quanto ha interesse a che il cane da lui
prodotto risponda alle richieste del cliente ed agli obiettivi di selezione
che si era proposto.
La tutela dei cani non di razza non riguarda l'ENCI, che su questi prodotti
non può fornire alcuna
informazione né garanzia; fermo restando il problema umanitario
e sociale dei cani abbandonati e dei randagi, l'unica soluzione che l'Ente
può sponsorizzare è una massiccia campagna di sterilizzazione
che limiti alla base il problema in quanto ne frena fortemente la riproduzione
e di conseguenza la necessità di forzate adozioni che potenzialmente
potrebbero diventare fonte di ulteriori abbandoni e forme più o
meno gravi di randagismo.
Tutto ciò potrebbe sembrare eccessivo e comunque una violenza nei
confronti di animali che per primi sono vittime delle circostanze.
Se però partiamo dal presupposto che le conseguenze della realtà
inerente alla popolazione dei cosiddetti "bastardini" coinvolge
violentemente la nostra vita quotidiana attraverso il randagismo, gli
incidenti automobilistici che essi causano, le aggressioni a persone o
ai loro beni quando questi cani abbandonati si aggregano in branchi e
così via, occorre quanto meno prendere seriamente coscienza del
fenomeno.
Non basta intenerirsi e adottare un cucciolo abbandonato perché
per ognuno salvato decine di altri suoi fratelli sono destinati ad un
futuro colmo di incertezze e di violenze; la responsabilità è
di tutti i cittadini ma soprattutto di coloro che si credono "amanti
dei cani" e per poter limitare il problema o quanto meno tenerlo
sotto controllo occorre censire questa popolazione e tenerla dentro limiti
accettabili attraverso l'unico strumento che è la sterilizzazione
dei soggetti ricoverati nei canili e quelli abbandonati e senza una casa.
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