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Copertina di Ottbre de "I Nostri Cani"

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APPUNTI DI ETOLOGIA


PAOLA MAGNETTI
Biologa. Insegna zoologia e biologia alla Facoltà di Veterinaria. Alleva Bovari delle Fiandre ed è presidente del relativo Club.

Domenico Tricomi
Laurea in matematica. Insegnante. Alleva Cirnechi dell'Etna e Pointer. Da circa 30 anni giudice di lavoro.

RAZZA PURA O FANTASIA... UNA SCELTA RESPONSABILE

Una volta presa la decisione di avere un cane per compagno sorge immediatamente il dilemma: adottato al canile o di razza pura? Quali le differenze fra le due scelte?
Davanti allo sguardo e al musetto di un cucciolo, bastardino o di razza che esso sia, l'unico sentimento che prevale è una grande commozione e il desiderio di coprirlo di coccole; tre o quattro mesi ancora e di quello sguardo dolce e indifeso è rimasto solo un ricordo.
Le esigenze minime di un futuro padrone sono di avere un cane ben socializzato, che quindi non crei problemi dal punto di vista comportamentale né con le persone né con gli altri animali; il cane deve essere inoltre sano, esente da patologie ereditarie e da tare occulte.Cuccioli di cirnechi dell'Etna
Se poi si adotta un cucciolo è importante sapere quale sarà la sua taglia da grande, che lunghezza avrà il suo pelo e che esigenze avrà dal punto di vista motorio e caratteriale.
Quando in una famiglia viene presa la decisione di avere un cane ci si assumono anche delle responsabilità sia nei confronti dei componenti della famiglia, ed in particolare dei bambini, sia nei confronti dell'animale adottato al quale bisogna garantire una vita ottimale da tutti i punti di vista.
A chi si reca in un canile per adottare un cucciolo queste garanzie non possono essere date perché non si conosce nulla della storia dei singoli cani e nulla si sa di come abbia vissuto le sue esperienze precoci che influenzeranno in grande modo il futuro carattere.
La capacità di un cane di stabilire un buon rapporto con l'uomo e con gli altri animali dipende, infatti, dal tipo di stimolazioni che ha avuto nel periodo che intercorre tra la nascita ed i primi tre mesi di vita; è infatti in questo periodo che il cucciolo impara a riconoscere l'uomo come conspecifico; passati i tre mesi ciò non sarà più possibile e l'uomo verrà sempre considerato un estraneo e comunque trattato con diffidenza.
In alcuni casi un cane mal socializzato nel periodo sensibile potrà diventare aggressivo da adulto, in altri sarà un soggetto eccessivamente pauroso o timido o mal disponibile al contatto con l'uomo.
Oltre alla socializzazione un'altra grande incognita è rappresentata dal tipo di esperienze precoci che il cucciolo può avere avuto e che possono facilmente determinare fobie, sindromi da abbandono ed altri problemi di tipo comportamentale.
Nel caso poi si decida di adottare un cucciolo non conoscendo le caratteristiche dei genitori sarà difficile indovinare la futura taglia, le caratteristiche del pelo e quelle comportamentali.
Nel momento in cui il cane è entrato in famiglia, frequentemente insorgono problemi ed altrettanto frequentemente si torna al dramma dell'abbandono... Il cane problematico costato ben poco è cosa di poco valore e si può riabbandonarlo su una strada!Cucciolo di  cirneco dell'Etna
Quindi chi prende la meritoria decisione di salvare un cane dal lager dei canili deve essere ben consapevole dei problemi cui può andare incontro ed essere pronto a superare le difficoltà che ne possono derivare.
Molti a questo punto storceranno il naso pensando al meraviglioso rapporto che hanno avuto o hanno con il loro cane, abbandonato da qualcuno e accolto in casa come un componente della famiglia; ma accanto a queste testimonianze quanti drammi si sono consumati e si consumeranno quando non si è riuscito ad instaurare un buon rapporto tra il cane e l'ambiente in cui esso si inserisce?
Più o meno lo stesso si può dire dei cani acquistati in negozi che commerciano prodotti di poco valore importati da Paesi dell'Est.. l'unico punto su cui si può avere una relativa sicurezza è la taglia del cane che rispetterà (più o meno) lo standard di razza.
Per quanto riguarda le garanzie dal punto di vista dell'igiene fisico e mentale, anche in quest'ultimo caso, sono del tutto inesistenti.
Chi invece decide di acquistare un cucciolo di razza deve anzitutto trovare qual è quella che meglio risponde alle sue esigenze.
L'ENCI, il cui scopo statuario è la tutela delle razze canine riconosciute, attraverso le Società specializzate, può fornire utili indicazioni sulle specificità di ognuna di esse. Dal momento che attualmente vi sono circa 380 razze riconosciute dalla FCI, ciascuna con sue peculiari caratteristiche, sicuramente chiunque potrà trovare quella che è più adatta ai suoi desideri per taglia, pelo, forme estetiche e comportamentali.
E' auspicabile che la scelta non sia dettata dalle mode del momento o dall'ultimo film con un cane come protagonista. Un cane sarà un compagno di vita per almeno una dozzina di anni e mentre le mode passano, il cane resta e con esso il rapporto che è necessario instaurare per una convivenza piacevole e stimolante per entrambi.
Scelta oculatamente la razza attraverso le proprie conoscenze o meglio con le indicazioni delle Società specializzate si potranno contattare vari allevatori seri che potranno fornire tutte le premesse necessarie affinché il futuro rapporto col cane abbia i presupposti migliori.
L'opera di selezione accurata, seguita per anni e garantita da molteplici successi, sarà una ulteriore riprova della validità dei prodotti allevati. Un allevatore serio sarà inoltre sempre disponibile per consigli e suggerimenti in quanto ha interesse a che il cane da lui prodotto risponda alle richieste del cliente ed agli obiettivi di selezione che si era proposto.
La tutela dei cani non di razza non riguarda l'ENCI, che su questi prodotti non può fornire Bovaro delle Fiandrealcuna informazione né garanzia; fermo restando il problema umanitario e sociale dei cani abbandonati e dei randagi, l'unica soluzione che l'Ente può sponsorizzare è una massiccia campagna di sterilizzazione che limiti alla base il problema in quanto ne frena fortemente la riproduzione e di conseguenza la necessità di forzate adozioni che potenzialmente potrebbero diventare fonte di ulteriori abbandoni e forme più o meno gravi di randagismo.
Tutto ciò potrebbe sembrare eccessivo e comunque una violenza nei confronti di animali che per primi sono vittime delle circostanze.
Se però partiamo dal presupposto che le conseguenze della realtà inerente alla popolazione dei cosiddetti "bastardini" coinvolge violentemente la nostra vita quotidiana attraverso il randagismo, gli incidenti automobilistici che essi causano, le aggressioni a persone o ai loro beni quando questi cani abbandonati si aggregano in branchi e così via, occorre quanto meno prendere seriamente coscienza del fenomeno.
Non basta intenerirsi e adottare un cucciolo abbandonato perché per ognuno salvato decine di altri suoi fratelli sono destinati ad un futuro colmo di incertezze e di violenze; la responsabilità è di tutti i cittadini ma soprattutto di coloro che si credono "amanti dei cani" e per poter limitare il problema o quanto meno tenerlo sotto controllo occorre censire questa popolazione e tenerla dentro limiti accettabili attraverso l'unico strumento che è la sterilizzazione dei soggetti ricoverati nei canili e quelli abbandonati e senza una casa.