"Aspetti sanitari ortopedici, ereditari o acquisiti, che possono
preguidicare la resa atletica del cane da lavoro".
Massimo Petazzoni, Medico Veterinario
Aldo Vezzoni, Medico Veterinario
Numerose sono le patologie scheletriche che possono pregiudicare o invalidare
la resa atletica del cane da lavoro. Alcune di queste sono presenti fin
dalla nascita, sebbene non sempre già manifeste in giovane età,
e pertanto vengono definite congenite. Altre si sviluppano durante il
periodo dell'accrescimento, in genere nei primi 6 mesi di vita, e pertanto
vengono definite "dello sviluppo". Altre possono colpire il
cane in un qualsiasi periodo della vita e per questo vengono definite
patologie acquisite. Molta confusione viene spesso fatta tra malattie
ereditarie, congenite e acquisite.
Ereditario significa che qualche cosa del patrimonio genetico è
stato trasmesso da una generazione ad una generazione successiva. Congenito
significa presente fino dalla nascita. Una malattia può essere
ereditaria ma non congenita se viene trasmessa geneticamente ma non è
presente o diagnosticabile al momento della nascita (esempio la displasia
dell'anca), oppure può essere congenita ma non ereditaria, ad esempio
per una malattia della fattrice, non genetica (esempio infettiva), che
ha causato una malformazione al feto durante la vita intrauterina. Infine
una malattia acquisita, come dice la parola stessa, si acquisisce durante
la vita e può essere di origine traumatica (frattura, lussazione
ecc), infettiva, immunomediata, neoplastica ecc.
MALATTIE ORTOPEDICHE: DELLO SVILUPPO
- Displasia dell'anca
- Ostecondrite dissecante - OCD
- Deviazioni assiali degli arti
- Displasia del gomito
- Displasia della spalla
- Lussazione della rotula
MALATTIE ORTOPEDICHE ACQUISITE
- Rottura del legamento crociato
- Fratture
- Fratture di Salter Harris
- Lussazioni
L'apparato muscoloscheletrico del cane sportivo dovrebbe essere in perfette
condizioni per poter espletare le proprie funzioni motorie. Di seguito
verranno passate in rassegna le principali malattie ortopediche che possono
inficiare la performance atletica del cane da caccia. Per ragioni di tempo
questa relazione non tratterà delle patologie muscolo-tendinee.
Numerose lesioni possono essere causa di zoppia in un cane e pertanto
richiedere una visita ortopedica. La diagnosi di zoppia nel cane sportivo
deve essere posta in modo preciso e tempestivo per le conseguenze, talora
irreversibili, che una patologia ortopedica non diagnosticata, e quindi
non curata in modo rapido e adeguato, possono comportare in un cane in
ogni fase della sua carriera. La terapia medica, mediante la somministrazione
di farmaci, o chirurgica, apportate tempestivamente, sono in grado, nella
maggior parte dei casi, di restituire una prognosi ottima mentre il trascorrere
del tempo, in attesa di una diagnosi, porta spesso a situazioni che potrebbero
recare drammaticamente la perdita della corretta funzione deambulatoria.
"L'atteggiamento mentale" che spesso recita "magari è
solo una botta o una storta, aspettiamo che magari gli passa" può
essere pericoloso perché può portare alla perdita di tempo
prezioso e la prescrizione "fai da te" di un farmaco anti-infiammatorio
"alla cieca" ossia in assenza di una diagnosi precisa, è
assolutamente controindicata in quanto attenuerebbe la sintomatologia
che ricomparirebbe inevitabilmente dopo la sospensione del trattamento
farmacologico. La diagnosi è sempre e comunque il primo passo verso
l'impostazione di una qualsiasi terapia.
Molto spesso i sintomi clinici possono essere subdoli e difficilmente
individuabili a causa di zoppie bilaterali, ossia a carico di entrambi
gli arti anteriori e/o posteriori contemporaneamente. Per questo motivo
qualsiasi indizio possa portare al sospetto di una malattia a carico delle
zampe dovrà indurre il proprietario del cane a non trascurare il
problema e a sottoporlo ad una visita veterinaria. La visita clinica dovrà
individuare il segmento osseo, il comparto articolare o, più raramente,
muscolare oggetto della zoppia per eventualmente indirizzare uno studio
radiografico mirato al fine di poter confermare il sospetto diagnostico.
Talvolta lo studio radiografico non è sufficiente per porre la
diagnosi; in tal caso ulteriori esami collaterali quali la TAC o l'artroscopia
potranno essere d'aiuto ai fini diagnostici e prognostici.
La zoppia in un cane atleta può essere causata da un evento traumatico
o da una causa non traumatica.
Le cause non traumatiche di zoppia più frequenti nei cani da caccia
sono causate dalle displasie osteoarticolari del periodo dell'accrescimento
quali la displasia dell'anca, la displasia del ginocchio e dalla osteocondrosi.
Le displasie:
"Una displasia è un processo patologico a carico di un tessuto,
un organo, più tessuti o più organi, caratterizzato da una
ripartizione anomala quantitativa e qualitativa degli elementi che li
costituiscono". E', in sostanza, un disturbo che agisce sullo sviluppo
di un tessuto o di un organo durante la fase di crescita, determinando
alterazioni di forma, dimensione, volume e spesso anche alterazioni funzionali.
Quando lo sviluppo di un determinato organo o tessuto avviene totalmente
o prevalentemente durante la vita intrauterina (durante la gravidanza)
si può parlare di displasia di formazione, ossia di alterazioni
che si instaurano nel corso dell'embriogenesi e si continuano nel corso
dello sviluppo fetale. Queste ultime si differenziano dalle displasie
extrauterine sia per la presenza di strutture anomale embrionali sia per
la gravità delle anomalie morfologiche che provocano e che spesso
possono assumere importanza vitale.
Quando lo sviluppo di un determinato organo o tessuto avviene invece totalmente
o prevalentemente durante la vita extrauterina, ossia dopo la nascita,
si può parlare di displasie di sviluppo accrescitivo o semplicemente
di displasie dell'accrescimento a cui sono sottoposti tessuti o organi
in crescita durante lo sviluppo somatico dell'organismo.
Le displasie scheletriche dell'anca, del gomito, del ginocchio e della
spalla sono displasie dell'accrescimento e non congenite.
Come già accennato la parola congenito deriva dal latino congenitus
che significa "che esiste già dalla nascita"; pertanto
una malattia viene definita congenita quando è presente fin dalla
nascita. Le articolazione mobili si sviluppano, nel cane, durante l'accrescimento
extrauterino ossia durante i primi 6 mesi circa di vita. Non essendosi
ancora formate le articolazioni, all'atto della venuta al mondo, appare
evidente che non possono ancora avere subito quelle alterazioni che comportano
anomalie di sviluppo di questi comparti. Al contrario, la displasia dell'anca
dell'uomo (colpisce prevalentemente le bambine) è una malattia
congenita in quanto diagnosticabile già al momento della nascita.
La displasia dell'anca è una malattia dell'articolazione
coxofemorale caratterizzata da lassità dei legamenti e della capsula
articolare con conseguente instabilità, sublussazione e raramente
lussazione articolare che portano inevitabilmente ad un alterato carico
ponderale e successiva artrosi. E' la patologia ortopedica non traumatica
di più frequente riscontro nei cani di taglia grossa e gigante
e milioni di cani al mondo ogni anno sono colpiti da questa malattia;
giova ricordare che è una patologia dello sviluppo, e non congenita,
ed i fattori che contribuiscono alla sua genesi hanno il loro massimo
peso nei primi sei mesi di vita. Cani con accrescimento più veloce
degli standard di razza hanno una maggiore prevalenza di displasia dell'anca
rispetto ai cani con curve di accrescimento sotto le curve standard di
razza. La malattia ha una componente genetica importante ma l'alimentazione
può influenzare l'espressione dei geni modificando così
la velocità di accrescimento. La displasia dell'anca è diagnosticabile
già al sesto mese di età mediante uno specifico studio clinico
e radiografico detto di "diagnosi precoce" (erroneamente conosciute
anche come radiografie preventive) consistente nella misurazione strumentale
degli angoli funzionali dell'acetabolo, nell'esecuzione di alcune manovre
cliniche ed in uno studio radiografico comprendente fino a 6 proiezioni
quali: ventro-dorsale standard, proiezione rana, latero-laterale, distrazione,
compressione, e DAR ossia del margine acetabolare dorsale (dall'inglese
Dorsal Acetabular Rim). La sola proiezione ventro-dorsale standard effettuata
a 6 mesi può nascondere dei falsi negativi e fornire poche informazioni
sull'articolazione in corso di indagine; è quindi insufficiente
per effettuare una diagnosi. I cani affetti in modo grave dimostrano precocemente
notevoli difficoltà nella deambulazione, nel correre, nel fare
le scale e possono presentare una zoppia mono o bilaterale di grado variabile.
I cani paucisintomatici, ossia quelli che manifestano poco o per nulla
la malattia, possono diventare sintomatici, ossia cominciare a zoppicare,
più in la nel tempo, quando poi è ormai troppo tardi per
poter mettere in atto qualsiasi misura terapeutica. La diagnosi si basa
sulla visita clinica e viene confermata dal quadro radiografico.
Se diagnosticata in tempo, prima che le alterazioni degenerative dell'artrosi
abbiano devastato il comparto articolare, la malattia può essere
curata chirurgicamente con una prognosi eccellente in grado di restituire
il soggetto alla performance sportiva (Fig 2,3). Per tale motivo è
suggeribile che tutti i cani potenzialmente colpiti da questa affezione
vengano sottoposti all'età massima di 6 mesi alla visita per la
diagnosi precoce della displasia dell'anca. Questa patologia, come già
accennato ha una non trascurabile componente ereditaria. E' mandatario,
pertanto, sottoporre tutti i riproduttori ad uno studio radiografico definitivo
in età adulta (dopo il dodicesimo mese di vita) per poter escludere
dalla riproduzione i cani affetti dalla displasia.
La displasia del gomito è una malattia scheletrica del periodo
dell'accrescimento, fortunatamente poco presente nei cani da caccia, caratterizzata
anch'essa dal conseguente sviluppo di artrosi.
Il termine displasia del gomito indica uno sviluppo anomalo dell'articolazione
del gomito che comporta lo sviluppo di artrosi indipendentemente dal problema
specifico che ha colpito l'articolazione. L'espressione "displasia
del gomito" comprende alcune condizioni patologiche, che interessano
diversi comparti dell'articolazione e che hanno come comune denominatore
una forte componente ereditaria e lo sviluppo di artrosi, segno inequivocabile
di sofferenza articolare e spesso fonte di dolore. Le principali lesioni
causa di displasia del gomito sono: la frammentazione del processo coronoideo
mediale dell'ulna, l'incongruenza articolare, l'osteocondrite dissecante
del comparto mediale del condilo omerale e la mancata unione del processo
anconeo dell'ulna. Questa malattia è stata diagnosticata in oltre
70 razze canine di media e grossa taglia. Nonostante la malattia si verifichi
durante la crescita del cane, i soggetti colpiti ne possono pagare le
conseguenze per tutta la vita essendo la malattia, nei casi più
gravi, invalidante per la deambulazione. Numerosi studi hanno ormai dimostrato
che la displasia del gomito è una patologia ereditaria, anche se
le componenti ambientale, nutrizionale ed il rapido accrescimento possono
giocare il loro ruolo nello sviluppo della patologia. Sfortunatamente
la malattia è poligenica, ossia, non è il frutto dell'espressione
di un unico gene, ma della sommatoria o della interazione di più
componenti geniche. Molti soggetti rimangono subclinici, quindi non presentano
mai i segni clinici della displasia, sebbene sviluppino la malattia e
la conseguente artrosi.
Terapia chirurgica. L'intervento di triplice osteotomia del bacino,
mediante la rotazione del segmento acetabolare dell'ileo, ristabilisce
la congruenza articolare restituendo al cane un'ottima prognosi.
Nei casi di incongruenza articolare, il trattamento chirurgico, eseguito
precocemente, può restituire la congruenza anatomica e rallentare
o arrestare l'evoluzione della degenerazione artrosica. Per fare ciò
è necessario eseguire degli screening clinici e radiografici precoci
all'età di sei mesi e nella stessa occasione è possibile
abbinare lo screening radiografico precoce per la displasia dell'anca.
Spesso, poche settimane o pochi mesi di incongruenza possono portare l'artrosi
a livelli tali da invalidare il successo di qualsiasi eventuale trattamento
chirurgico; da qui deriva l'importanza della diagnosi precoce. Nei casi
cronici, ossia nei casi in cui l'artrosi abbia già compromesso
la funzionalità dell'articolazione del gomito, l'unica soluzione
terapeutica rimane quella conservativa a base di farmaci in grado di combattere
l'infiammazione ed il dolore, della riduzione del peso e del controllo
dell'attività fisica in attesa che venga studiata e prodotta una
protesi artificiale da applicare nei casi più gravi.
La displasia del ginocchio è una malattia scheletrica del
periodo dell'accrescimento del cane caratterizzata da una alterata conformazione
dell'arto posteriore che ha come conseguenza la lussazione della rotula
medialmente (ossia all'interno dell'articolazione) o lateralmente (ossia
all'esterno dell'articolazione). La displasia del ginocchio con lussazione
mediale della rotula è una causa comune di zoppia nei cani di piccola
taglia ma può colpire anche i soggetti di grossa taglia; la lussazione
laterale della rotula è invece più frequente nei cani di
taglia media e grossa. La maggior parte dei pazienti con questa malattia
ha anche un'alterata conformazione a carico della tibia, del femore o
di entrambi. I soggetti affetti presentano una zoppia intermittente e
spesso camminano per uno o più passi successivi con la zampa affetta
sollevata. La diagnosi si effettua mediante la visita clinica e lo studio
radiografico è indispensabile per capire quali anomalie anatomiche
stanno alla base della displasia.
Un'altra patologia del periodo dell'accrescimento, causa di zoppia, è
l'osteocondrosi, o OC, che è un'alterazione dell'ossificazione
encondrale, per cui, durante il processo di maturazione delle cellule
cartilaginee, non avviene la loro trasformazione in osso. L'OC colpisce
le cartilagini d'accrescimento o le cartilagini articolari dei cani di
taglia grossa e gigante. A livello articolare quest'area che non si trasforma
in osso si indebolisce sotto il carico del peso corporeo fino a staccarsi
per dare così origine alla osteocondrite dissecante o OCD. Anche
questa, come le displasie, è una malattia dello sviluppo e non
congenita. I segni clinici si manifestano normalmente fra i 4 e gli 8
mesi di vita con una zoppia che si manifesta improvvisamente. Questa malattia
colpisce, in ordine di prevalenza, la spalla, il gomito, il ginocchio,
il garretto e infine l'articolazione lombo-sacrale. Il Setter Inglese
ha una particolare predisposizione per l'OCD di spalla. La malattia è
multifattoriale e fra i fattori determinanti vi sono la genetica, un rapido
accrescimento e, soprattutto, l'eccesso di calcio. Questa patologia può
causare deviazioni angolari degli arti quando viene colpita la cartilagine
d'accrescimento, tumefazioni articolari e zoppia quando è colpita
la cartilagine articolare. La conferma della diagnosi è possibile
mediante uno studio radiografico mirato e/o con l'ausilio dell'artroscopia
nelle lesioni "giovani".
Lussazione traumatica coxofemorale bilaterale in seguito ad una caduta
dall'alto.
Tra le cause traumatiche è bene ricordare che cadute da altezze
eccessive, durante la fase dello sviluppo, possono causare lesioni a carico
delle cartilagini di accrescimento (strutture deputate alla crescita delle
ossa) che possono essere compromesse nella loro funzione e, di conseguenza,
portare a rallentamenti nella crescita o a deviazioni angolari delle ossa
lunghe prevalentemente di avambraccio e gamba quali radio, ulna e tibia.
Sempre tra gli eventi traumatici ricordiamo le fratture, che possono essere
definite volgarmente "rotture" a carico delle ossa (fig 4, 5)
e le lussazioni, ossia l'allontanamento reciproco permanente dei capi
articolari di un'articolazione mobile quali quella dell'anca (Fig 6,7),
del ginocchio, del garretto, del piede, della spalla, del gomito, del
carpo e della mano. Da non trascurare infine, fra le patologie di origine
traumatica, anche i distacchi epifisari, ossia le "fratture"
che avvengono in corrispondenza delle cartilagini di accrescimento chiamate
anche fratture di Salter-Harris. Ognuna delle lesioni precedentemente
descritte deve essere sospettata in modo mandatario se l'anamnesi recente
(ossia la raccolta delle informazioni riportate dal proprietario del cane)
ha riportato comunque un evento traumatico come, ad esempio, un investimento
o una caduta.
Frattura comminuta e scomposta diafisaria di tibia. Osteosintesi eseguita
mediante fissazione interna con viti, cerchiaggi e placca.
L' intervento di TPLO consente di livellare il piatto tibiale per ripristinare
i carichi ponderali dal punto di vista biomeccanico.
La prima causa di zoppia a carico dell'arto posteriore nel cane adulto
rimane comunque sempre la rottura del legamento crociato craniale del
ginocchio. La rottura di questo legamento può avvenire a tutte
le età ed è tanto più precoce quanto la postura dell'arto
pelvico è alterata a favore di un angolo fra femore e tibia molto
aperto. Ovvero pare esserci una predisposizione alla rottura del legamento
crociato nei soggetti con arti posteriori "stangati". Un'altra
"malformazione" che può predisporre alla rottura del
legamento crociato pare essere un'eccessiva inclinazione del piatto tibiale
che porterebbe ad un alterato carico ponderale sulla tibia con alterazione
della biomeccanica articolare.
L'eccessivo lavoro, l'obesità e l'anzianità sono altre cause
predisponenti la rottura legamentosa e spesso l'evento traumatico funge
solo da "colpo di grazia" ad una struttura già compromessa
dal punto di vista strutturale (Fig. setter + TPLO angolo prima e dopo).
Talvolta soggetti con arti male allineati sono predisposti alla rottura
di questo legamento a causa della non corretta postura. Anche in questo
caso la diagnosi precoce consente di intervenire chirurgicamente sul ginocchio
ammalato con un intervento che si chiama TPLO (dall'inglese Tibial Plateau
Leveling Osteotomy che significa osteotomia livellante del piatto tibiale)
che, nella maggior parte dei casi, restituisce, nell'arco di 3-4 mesi,
il cane alla performance sportiva.
|
|