La scelta del cucciolo
Maurizio Pasinato
(prima parte)
Quotidianamente nella nostra attività professionale, al di là
delle pratiche cliniche e chirurgiche, ci troviamo a dovere soddisfare
delle richieste di informazioni o consigli sull'educazione del cane o
sulla scelta del nuovo cucciolo. Di fronte a queste attese non possiamo
esimerci dal dare delle risposte chiare per un duplice motivo, primariamente
perché queste conoscenze devono far parte del bagaglio culturale
del veterinario del terzo millennio, che, accanto alle adeguate competenze
in campo clinico e chirurgico, deve poter offrire una buona consulenza
di tipo etologico e zooantropologico. Il secondo motivo consiste nel fornire
una serie di consigli che possano permettere un'attenta scelta del cucciolo,
al fine di prevenire quei disturbi comportamentali che inevitabilmente
renderebbe problematica la convivenza, con tutte le sue sgradite ripercussioni.
Ho pensato allora potessero essere utili alla categoria alcune considerazioni,
che comunque andranno approfondite, sulle informazioni da dare al cliente
in occasione della scelta del cucciolo. Nello stesso tempo ci permettono,
nella nostra pratica ambulatoriale, di mettere in atto alcune manualità
ed alcune valutazioni in grado di fornirci un quadro, anche se sommario,
della personalità del giovane animale. I testi che trattano l'argomento
sono numerosissimi, tuttavia avendone consultato più di qualcuno,
ho ritenuto opportuno rifarmi ai consigli del collega belga JOËL
DEHASSE che più degli altri ha affrontato il problema in termini
scientifici ed etologicamente corretti.
LA SCELTA DEL CUCCIOLO
Siamo testimoni di come moltissima gente si avvicini all'acquisto di
un cucciolo senza la benché minima preparazione sull'etogramma
del cane, sulle sue esigenze fisiologiche e ambientali se non sulle diverse
caratteristiche razziali. Istintivamente si è portati a questa
importante scelta spinti dall'emotività, dalle caratteristiche
neoteniche del giovane animale o dalla pubblicità: Rex, Beethoven,
la Carica dei 101, la Gang dei Dobermann ne sono tristi testimonianze.
Si è portati a pensare che tutti i cuccioli siano uguali, svincolati
da un patrimonio genetico ereditato, esenti da ogni corredo attitudinale,
convinti che il solo amore che siamo in grado di assicurare loro sia la
garanzia per ottenere degli splendidi compagni. In realtà dobbiamo
aver ben chiaro che ogni cucciolo ha una sua personalità, dovuta
solo parzialmente al suo corredo genetico, intervengono infatti alla sua
formazione una miriade di fattori: la vita uterina; le prime relazioni
con la madre, i propri simili e le altre specie animali, l'ambiente in
cui vive. La stessa clonazione ci permetterebbe di ottenere un animale
con le stesse caratteristiche morfologiche e fisiologiche, mai con la
stessa personalità. Considerando che la convivenza con l'animale
dura al giorno d'oggi dai 12 ai15 anni ecco che diventa di fondamentale
importanza la scelta del cucciolo che condividerà con noi questo
arco di tempo, senza rischiare un'esistenza conflittuale se non il "divorzio".
Si rende quindi necessario avere chiari alcuni concetti fondamentali:
- A 40 giorni il cucciolo ha un'identità di specie ancora insufficiente
- Dai 35 ai 60 giorni acquisisce i rituali di sottomissione e di appagamento
- Intorno ai 60 giorni inizia il condizionamento al luogo di eliminazione
- Intorno agli 80 giorni finisce la socializzazione con l'uomo e con le
altre specie animali
- Verso il quarto mese termina il periodo del controllo delle emozioni
e l'adattamento all'ambiente
- Dopo il quarto mese inizia il comportamento gerarchico all'interno della
cucciolata.
QUAL'E' L'ETA' MIGLIORE PER ADOTTARE UN CUCCIOLO?
Concordo con Dehasse nel raccomandare l'adozione del cucciolo verso i
due mesi di vita per il semplice motivo che a quest'età egli ha
già acquisito un'identificazione di specie come i rituali di sottomissione
e di acquietamento con il contatto con la madre, oltre al fatto di avere
iniziato a comprendere la gerarchia all'interno della cucciolata e a sopportare
in modo migliore l'ansia da separazione. La sua personalità è
già ben formata e lo aspettano da 4 a 6 settimane per adattarsi
nel modo migliore al nuovo ambiente. Sconsiglierei vivamente di adottare
un cucciolo sotto i 40 giorni. Per contro se il nuovo ambiente è
ricco di stimoli ambientali e sociali (socializzazione con le persone
e altre specie animali, stimoli sonori e visivi), l'adozione ad un'età
sopra i due mesi è ancora accettabile. Sarebbe sconsigliabile l'acquisizione
di un cucciolo dopo le 13 settimane, soprattutto se questo è stato
allevato in un ambiente privo dei suddetti stimoli. Dopo questa premessa
sarà indispensabile valutare alcuni elementi in grado di influenzare,
spesso in modo determinante, il comportamento attuale e futuro del cucciolo.
Si badi bene, molto spesso può diventare impossibile avere tutte
queste informazioni, pur tuttavia si dovrà cercare di ottenerne
il maggior numero possibile. Gli elementi allora da prendere in considerazione
saranno:
- La selezione dell'allevatore
- L'osservazione dell'ambiente dove il cucciolo è stato allevato
- L'osservazione della madre non solo sotto l'aspetto morfologico ma soprattutto
comportamentale
- L'osservazione del padre; in questo caso valgono le note espresse per
la madre
LA SELEZIONE DELL'ALLEVATORE
Fino a poco tempo fa il rapporto veterinario - allevatore, è stato
a dir poco conflittuale, quest'ultimo infatti vedeva nel professionista
un elemento di interferenza sulla sua attività selettiva, per non
parlare della scarsa considerazione sulle capacità cliniche e chirurgiche
dell'operatore della salute animale. Le profilassi antiparassitarie e
vaccinali erano fatte il più delle volte in modo fantasioso dall'allevatore,
convinto dell'elasticità del sistema immunitario dell'animale,
non solo, la stessa opera di selezione era attuata senza tenere in minima
considerazione le patologie genetiche ereditarie. Fortunatamente una buona
parte degli operatori della selezione canina si è accorta come
il veterinario moderno sia garanzia delle più alte conoscenze cliniche
e chirurgiche, ma soprattutto, grazie all'ausilio strumentale, di fare
precoci diagnosi delle patologie ereditarie suddette. Fatta questa breve
ma dovuta premessa andiamo allora a considerare alcune caratteristiche
che ogni buon allevatore dovrebbe avere:
- Dovrebbe stimolare in primo luogo l'acquirente a riflettere se la razza
scelta sia stata ponderata considerando l'ambiente e l'utilizzo cui il
cucciolo sarà destinato
- Dovrà cercare di valutare il grado di preparazione e le conoscenze
in materia etologica, delle esigenze ambientali e sociali, delle cure
che si devono assicurare al giovane animale del nuovo proprietario
- Dovrà avere proceduto ad una attenta selezione dei genitori,
non solo eliminando dal circuito riproduttivo gli animali portatori di
patologie genetiche trasmissibili, ma anche quelli con seri disturbi comportamentali
- Dovrà ricordare all'acquirente che non sempre il futuro cane
potrà corrispondere all'immagine mentale che esso si è fatto
sull'animale ma soprattutto invitarlo a non attribuire ad esso aspettative
che non sono proprie
- Per ultimo, per questo non meno importante, farsi garante della salute
fisica e mentale del cucciolo
OSSERVAZIONE E VALUTAZIONE DELL'AMBIENTE D'ALLEVAMENTO
In realtà questo aspetto non è sempre valutabile, in quanto
molto spesso il cucciolo viene acquistato in un negozio o da rivenditori.
Tuttavia se ci fosse la possibilità di acquistare l'animale direttamente
dall'allevatore, potrà essere possibile fare delle valutazioni
utilizzando una scheda a punti, e quanto più il risultato sarà
vicino a 10 tanto più le condizioni di allevamento saranno adeguate
ed il cucciolo avrà la possibilità di fornire determinate
garanzie
CRITERI DI VALUTAZIONE
1 Il proprietario del canile : la cura, l'igiene, l'interesse, l'amore
verso gli animali
|
CANILE APPROPRIATO
|
2
|
|
CANILE ABBASTANZA APPROPRIATO
|
1
|
|
CANILE SPORCO E MALTENUTO
|
0
|
2 Posizione del canile rispetto all'abitazione del proprietario. (idealmente
i cuccioli dovrebbero essere allevati in casa, in seno alla famiglia,
più il canile è isolato dall'abitazione, meno i cuccioli
avranno contatti sociali con l'allevatore e la famiglia
|
CUCCIOLI ALLEVATI IN CASA IN MEZZO ALLA GENTE
|
2
|
|
CUCCIOLI ALLEVATI IN UN ANNESSO ALL'ABITAZIONE CON CONTATTI MEDIOCRI
CON L'ALLEVATORE
|
1
|
|
CUCCIOLI ALLEVATI LONTANO DALL'ABITAZIONE CON POCHI CONTATTI CON
L'ALLEVATORE
|
0
|
3 Il numero ed il sesso delle persone che si occupano dei cuccioli (più
questo è elevato più le tipologie umane sono diversificate
più questo favorirà in generale una migliore socializzazione
con la specie umana)
|
I CUCCIOLI SONO A CONTATTO CON UOMINI, DONNE E BAMBINI CHE LI TOCCANO
|
2
|
|
I CUCCIOLI SONO A CONTATTO CON DUE PERSONE DIVERSE: UOMO/DONNA,
UOMO/BAMBINO, DONNA/BAMBINO ecc..
|
1
|
|
I CUCCIOLI SONO A CONTATTO CON UNA SOLA PERSONA
|
0
|
4 La dolcezza delle manipolazioni. Siamo in grado di valutare rapidamente
se l'allevatore tratta e manipola con dolcezza i cuccioli oppure se lo
fa in modo professionale. Non dobbiamo dimenticare che i cuccioli si nutrono
d'amore quanto di competenza
|
MANIPOLAZIONI DELICATE E DOLCI SENZA STIMOLARE ALCUNA REAZIONE
DI PIANTO
|
2
|
|
MANIPOLAZIONI INDIFFERENTI
|
1
|
|
MANIPOLAZIONI VIOLENTE, DURE CHE STIMOLANO REAZIONI DI PIANTO
|
0
|
5 L'arricchimento dell'ambiente d'allevamento inteso come presenza di
musica, specchi, giocattoli colorati e rumorosi, strutture rialzate dal
suolo, rumori e stimoli diversi
|
AMBIENTE DI ALLEVAMENTO RICCO DI STIMOLI
|
2
|
|
AMBIENTE DI ALLEVAMENTO CON POCHI STIMOLI
|
1
|
|
AMBIENTE CHIUSO, ASSENTE DI QUALSIASI STIMOLO, PAVIMENTO IN CEMENTO
O LINOLEUM
|
0
|
Vi sarete resi conto che il pedigree pluripremiato non avrà alcuna
relazione con il test appena proposto. La genetica fuor di dubbio avrà
il suo peso ma sarà poca cosa se non accompagnata a condizioni
di allevamento adeguate.
L'OSSERVAZIONE DELLA MADRE
Come si già ricordato la madre influenza lo sviluppo psichico
dei suoi cuccioli anche durante la gravidanza. E' inoltre la prima educatrice.
Osservarne il comportamento può darci, anche se sommariamente,
degli indizi sullo sviluppo comportamentale dei cuccioli. Proporrei anche
in questo caso una scheda analoga a punti.
CRITERI DI VALUTAZIONE
1 La madre è cagna di canile o di famiglia?
| FAMIGLIA |
2 |
| ENTRAMBI |
1 |
| CANILE |
0 |
2 La madre ha partecipato a delle esposizioni? Se si con quali risultati?
La cosa potrebbe avere una certa rilevanza se voi desiderate un cane con
determinate caratteristiche estetiche (da esposizione) per la famiglia
(obbedienza) sportivo (caccia, lavoro, agility...) da difesa
| BUONI RISULTATI |
2 |
| NESSUNA ESPOSIZIONE, SCARSI RISULTATI |
0 |
3 La madre è con i cuccioli?
| PRESENTE CON CONTINUITA' |
2 |
| PRESENTE IN MODO OCCASIONALE |
1 |
| ASSENTE |
0 |
4 La madre è socievole, curiosa, tollerante, controllata? Abbaia
eccessivamente, aggredisce il visitatore, ha comportamenti di evitamento
e timidezza?
| MADRE SOCIEVOLE E CONTROLLATA |
2 |
| MADRE TIMIDA E ASOCIALE |
0 |
5 Comportamento verso i cuccioli
| TOLLERANTE E GIOCOSA CON I CUCCIOLI |
2 |
| INTOLLERANTE, LI EVITA E RINGHIA LORO ECCESSIVAMENTE |
0 |
6 Insegnamento dei rituali di sottomissione e autocontrollo. Di fronte
al cucciolo che si comporta in modo inadeguato la madre ringhia e prende
per la testa il cucciolo per imporgli la postura di sottomissione. Presenza
di altri cani adulti che a questo riguardo possono fare le veci della
madre (è intuitivo che bisogna interpretare con una certa elasticità
mentale alcuni comportamenti, in ogni caso sarà importante non
misconoscerli)
| INSEGNAMENTO ADEGUATO |
2 |
| MANCANZA DI INSEGNAMENTO |
0 |
7 Valutazioni delle condizioni ambientali in cui i cuccioli vengono
allevati (inteso emotivamente)
| AMBIENTE CALOROSO |
2 |
| AMBIENTE FREDDO |
0 |
L'OSSERVAZIONE DEL PADRE
Non sempre il padre è presente in allevamento in quanto molti
allevatori si affidano a riproduttori che in quel momento hanno raggiunto
dei risultati espositivi di un certo valore ed hanno quindi un' aspettativa
genetica di un certo tipo, ma non sono nell'allevamento. In ogni caso
bisogna tener presente che il cosiddetto temperamento ha una componente
ereditaria. Se si avrà allora la possibilità di osservare
il padre sarà importante valutarne la socievolezza, la tolleranza,
la facilità d'interazione con l'uomo o l'aggressività.
QUALI SONO I CRITERI CHE INFLUISCONO NELLA SCELTA DEL CUCCIOLO?
Indubbiamente possono essere molti, per semplicità mi riferirei
a:
- Sesso
- Aspetto estetico
- Lo stato di salute (che sarà comunque valutato da un veterinario)
- I test comportamentali.
IL SESSO
Maschio o femmina? Dobbiamo ricordare che una muta di cani, dal punto
di vista gerarchico, è guidata da un cane maschio adulto dominante.
Ci troviamo di fronte cioè ad un sistema patriarcale. I maschi
molto spesso sono più aggressivi delle femmine. Uomini e donne
hanno poi mezzi di comunicazione diversi sia nei rapporti intraspecifici
che interspecifici. Gli uomini hanno più frequentemente delle predisposizioni
gerarchiche e ricorrono qualche volta alla forza muscolare, le donne invece
usano armi più delicate come la dolcezza e la persuasione. Scusate
la stereotipia esagerata, ma essa in fondo nasconde qualche elemento di
verità. Voi dovete scegliere il vostro cucciolo in funzione della
vostra personalità, del vostro sesso o aspettative effettive. Generalmente
comunque è consigliabile che il sesso femminile o le persone meno
autoritarie scelgano una femmina.
L'ASPETTO ESTETICO
Alle soglie del terzo millennio, la federazione cinofila internazionale
annovera più di 400 razze canine, che si differenziano per taglia,
morfologia, e attitudini. Il colore del mantello? L'aspetto estetico?
A voi la scelta. Il colpo di fulmine è determinante, come le aspettative
espositive. In ogni caso la nostra scelta dovrà essere sempre guidata
da criteri oggettivi, considerando non opportuno far vivere un San Bernardo
in un monolocale di 60 mq. O affidare un Borzoi al nonno ottantenne pluriartrosico.
L'ASPETTO SANITARIO
Come ricordavo prima dovrà sempre essere valutato dal medico veterinario
e in ogni caso si dovrà porre attenzione alle condizioni generali,
gli occhi non devono avere arrossamenti o essere muco purulenti, la bocca
non deve avere disturbi occlusivi, prognatismo o enognatismo se non per
le razze geneticamente predisposte. Non dovranno esserci ernie ombelicali,
i testicoli dovranno essere presenti nella borsa scrotale, e soprattutto
il cucciolo dovrà essere molto vitale. Ogni paese prevede un periodo
entro il quale sottoporre il cucciolo ad una visita veterinaria al fine
di avvalersi di eventuali vizi redibitori; conviene farlo subito, perché
una volta affezionatisi il distacco diventa improponibile.
I TEST COMPORTAMENTALI
Entriamo in un campo molto delicato, che richiede un certo grado di preparazione
e non sempre è possibile effettuare dei test adeguati. Di fronte
a questa realtà dovremmo confidare sulla serietà dell'allevatore.
Pur tuttavia vi sono delle semplici prove da attuare per valutare alcune
caratteristiche comportamentali. Sono dei test molto semplici che vanno
dall'osservazione del cucciolo all'interno della nidiata, successivamente
isolato da essa. Sarà semplice munirsi di un fazzoletto o di una
palla di gomma, infine sarà necessario eseguire alcune semplici
manipolazioni.
(segue)
|
|