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Luci
e ombre della Mondiale di Amsterdam
GLI ITALIANI SUL PODIO
Numerosi
i successi fra i 1035 tricolori in gara. Ha vinto un barbone gigante bianco
norvegese
Si era detto che dopo i grandi successi di Helsinki 1998, Milano 2000
e Oporto 2001, sarebbe stato difficile fare di meglio e di più
in una Esposizione Mondiale. Così è stato per Amsterdam,
dove il numero dei cani iscritti, 14.670 oltre l'Agility e l'Obedience,
era più che soddisfacente, ma dove l'organizzazione non è
stata assolutamente paragonabile alle precedenti.
Nutrita la presenza italiana, con ben 1.035 soggetti, la terza Nazione
dopo l'Olanda e la Germania, su di un totale di 53 Paesi. Erano rappresentati,
e credo per la prima volta, tutti e 5 i Continenti. Nell'ordine le razze
più numerose sono state i Labrador, 237; gli American Staffordshire
Terrier, 223; i Golden Retriever, 219 ed i Rottweiler, 216; per citare
solamente quelle che superavano le 200 presenze.
Ottima per numero, qualità e risultati la presenza delle razze
italiane con 83 Cani Corsi, 77 Mastini Napoletani, 62 Maltesi, 56 Bracchi,
44 Lagotti, 43 Piccoli Levrieri, 42 Bolognesi, 34 Spinoni, 25 Maremmani,
18 Bergamaschi, 10 Cirnechi, 4 Segugi e 3 Volpini. C'è da sottolineare
che in molte di queste razze i titoli sono andati, e meritatamente, a
soggetti provenienti dall'Italia.
Circa 100 i Giudici utilizzati, anche questi in rappresentanza di tutti
i Continenti, ma solamente 2 gli italiani: il dott. Guido Vandoni impegnato
per due giornate ed il sottoscritto che per quattro giorni ha avuto in
totale 270 cani da giudicare. Purtroppo la sparuta presenza di Giudici
italiani è causa del poco peso che l'Italia ha negli organismi
internazionali che contano. C'è da augurarsi che in un futuro prossimo
l'Italia abbia ad avere quel ruolo che merita, per numero di cani prodotti,
per la loro qualità, per il livello tecnico dei suoi rappresentanti.
In tal senso è stata oltremodo utile la presenza in veste ufficiale
del Vice Commissario (mi si perdoni ma proprio il Sub non mi piace) dott.
Piercarlo Malvolti per i molti contatti che ha avuto nel corso della manifestazione
e per gli appuntamenti presi per un prossimo futuro.
Dicevo, in apertura, dell'organizzazione. Grandi spazi e grandissime distanze
hanno caratterizzato questa edizione. Alla fine della giornata non si
contavano i chilometri percorsi, soprattutto da chi era impegnato a presentare
cani in diversi ring. Questi erano generalmente ben ampi, per quasi tutte
le razze. Non certamente all'altezza di una mondiale i commissari, che,
tra l'altro, e non si capisce perché, venivano cambiati ogni giorno,
così da rendere più difficile il loro affiatamento con i
Giudici.
Ottimo per dimensioni e scenografia il ring d'onore, ma con tempi molto
lunghi che, spesso, hanno stancato gli spettatori. Molti Giudici si sono
lamentati per essere stati abbandonati a sé stessi, e moltissimi
ricordavano con grande nostalgia il trattamento ricevuto in Italia nel
2000.
Sotto il profilo tecnico, per quanto riguarda le razze da me giudicate
(Mastini Napoletani, Bracchi Italiani, Pastori Maremmani, Pastori Bergamaschi,
Staffordshire Bull Terrier maschi e Norfolk Terrier), devo dire che è
stato ottimo, con cani di grande tipicità e, generalmente, in buone
condizioni. Lo stesso vale per altre razze, stante i commenti che ho sentito
da altri colleghi. E non poteva essere altrimenti trattandosi di una Esposizione
Mondiale. Quanto visto nel ring d'onore, ne è stata, poi, una conferma.
E proprio dal finale vengono le note tristi per la nutrita rappresentanza
italiana.
Solamente un secondo posto nel 5° raggruppamento con un Akita Inu
di proprietà di Rossi - Brutti ed un terzo nel 7° raggruppamento
con un Setter Inglese di Capanni - Rimini. Un po' poco davvero per una
Nazione che vanta ben altre tradizioni di risultati. Ma non è andata
meglio per altre Nazioni notoriamente al Top, come Germania e Finlandia,
che si sono dovute accontentare, rispettivamente, solamente di due terzi
posti e di un secondo.
Per completezza di cronaca i Raggruppamenti sono andati: alla Danimarca,
con un Puli il primo; al Belgio, con un San Bernardo a pelo corto, il
secondo; alla Svezia, con un Irish Terrier ed un Flat Coated Retriever,
rispettivamente, il terzo e l'ottavo; all'Olanda, con un Bassotto Standard
a pelo duro, il quarto; agli Stati Uniti, con un Basenti, il quinto; all'Inghilterra,
con un Petit Basset Griffon Vendeen, il sesto; all'Ungheria, con un Bracco
Tedesco a pelo corto, il settimo; alla Norvegia, con un Barbone Gigante
bianco, il nono; al Canada, con un Deerhound, il decimo.
Il Miglio Puppy assoluto (da 6 a 9 mesi) è stato assegnato ad un
Pechinese proveniente dall'Ucraina, mentre la riserva è stata data
ad un Chow-Chow di provenienza slovena (ma quanto bello era il Fox a pelo
liscio proveniente dal Brasile!). Nei Veterani (oltre 7 anni) la vittoria
se l'è aggiudicata un Whippet svedese e la riserva un Bearded Collie
norvegese.
Infine il B. I. S.. Con una ovazione da stadio ha vinto il Barbone Gigante
bianco norvegese. Il ch. Topscore Contradiction, un bellissimo soggetto
di grande tipicità, con un movimento davvero impressionante ed
una preparazione e presentazione impeccabile. Davvero non c'è stata
storia, era lui che voleva vincere ed ha vinto. Per la cronaca dirò
che lo stesso cane ha vinto quest'anno il B. I. S. a Cruft, e, più
modestamente, una settimana prima della Mondiale, ha ottenuto con me lo
stesso risultato all'Internazionale di Trondheim, in Norvegia. Ha vinto
veramente il migliore! Mentre si è piazzato secondo il Puli, di
proprietà danese.
Prima di concludere, una breve ma importante considerazione: in questa
Mondiale, più che nelle precedenti edizioni, si sono affacciati
con risultati estremamente significativi (titoli mondiali vinti e piazzamenti
nei raggruppamenti) molti nuovi Paesi anche molto lontani dalla vecchia
Europa. Ciò è certamente un fatto estremamente positivo
perché da un lato ci fa conoscere il livello della loro cinofilia
e, dall'altro, aumenta la competizione ed il confronto.
Passa così in archivio anche la Mondiale di Amsterdam, organizzata
dal Kennel Club olandese, che, proprio quest'anno, compiva il suo centenario.
Una grande celebrazione quindi, per la quale, oltre ad altre iniziative,
è stato presentato, e donato a tutti i Giudici, un bellissimo libro
sulle razze olandesi (quando faremo anche noi la stessa cosa per le nostre
meravigliose Razze Italiane?).
L'appuntamento per tutti è per il 2003 in Germania, dove, tuttavia,
non è stato risolto, a differenza di quanto avvenuto in Olanda,
il problema delle code e delle orecchie amputate. Il programma della Mondiale
in Dortmund, in tal senso, è estremamente chiaro. Ciò sarà
una pesante limitazione alla partecipazione di molte razze, provenienti
da tutto il mondo, venendo così ad escludere moltissimi Paesi e
sminuendo, di fatto, il valore degli stessi titoli mondiali posti in palio.
Giuseppe Alessandra
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