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I Nostri Cani: settembre 2002

 

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Luci e ombre della Mondiale di Amsterdam

GLI ITALIANI SUL PODIO

Numerosi i successi fra i 1035 tricolori in gara. Ha vinto un barbone gigante bianco norvegese

Si era detto che dopo i grandi successi di Helsinki 1998, Milano 2000 e Oporto 2001, sarebbe stato difficile fare di meglio e di più in una Esposizione Mondiale. Così è stato per Amsterdam, dove il numero dei cani iscritti, 14.670 oltre l'Agility e l'Obedience, era più che soddisfacente, ma dove l'organizzazione non è stata assolutamente paragonabile alle precedenti.
Nutrita la presenza italiana, con ben 1.035 soggetti, la terza Nazione dopo l'Olanda e la Germania, su di un totale di 53 Paesi. Erano rappresentati, e credo per la prima volta, tutti e 5 i Continenti. Nell'ordine le razze più numerose sono state i Labrador, 237; gli American Staffordshire Terrier, 223; i Golden Retriever, 219 ed i Rottweiler, 216; per citare solamente quelle che superavano le 200 presenze.
Ottima per numero, qualità e risultati la presenza delle razze italiane con 83 Cani Corsi, 77 Mastini Napoletani, 62 Maltesi, 56 Bracchi, 44 Lagotti, 43 Piccoli Levrieri, 42 Bolognesi, 34 Spinoni, 25 Maremmani, 18 Bergamaschi, 10 Cirnechi, 4 Segugi e 3 Volpini. C'è da sottolineare che in molte di queste razze i titoli sono andati, e meritatamente, a soggetti provenienti dall'Italia.
Circa 100 i Giudici utilizzati, anche questi in rappresentanza di tutti i Continenti, ma solamente 2 gli italiani: il dott. Guido Vandoni impegnato per due giornate ed il sottoscritto che per quattro giorni ha avuto in totale 270 cani da giudicare. Purtroppo la sparuta presenza di Giudici italiani è causa del poco peso che l'Italia ha negli organismi internazionali che contano. C'è da augurarsi che in un futuro prossimo l'Italia abbia ad avere quel ruolo che merita, per numero di cani prodotti, per la loro qualità, per il livello tecnico dei suoi rappresentanti. In tal senso è stata oltremodo utile la presenza in veste ufficiale del Vice Commissario (mi si perdoni ma proprio il Sub non mi piace) dott. Piercarlo Malvolti per i molti contatti che ha avuto nel corso della manifestazione e per gli appuntamenti presi per un prossimo futuro.
Dicevo, in apertura, dell'organizzazione. Grandi spazi e grandissime distanze hanno caratterizzato questa edizione. Alla fine della giornata non si contavano i chilometri percorsi, soprattutto da chi era impegnato a presentare cani in diversi ring. Questi erano generalmente ben ampi, per quasi tutte le razze. Non certamente all'altezza di una mondiale i commissari, che, tra l'altro, e non si capisce perché, venivano cambiati ogni giorno, così da rendere più difficile il loro affiatamento con i Giudici.
Ottimo per dimensioni e scenografia il ring d'onore, ma con tempi molto lunghi che, spesso, hanno stancato gli spettatori. Molti Giudici si sono lamentati per essere stati abbandonati a sé stessi, e moltissimi ricordavano con grande nostalgia il trattamento ricevuto in Italia nel 2000.
Sotto il profilo tecnico, per quanto riguarda le razze da me giudicate (Mastini Napoletani, Bracchi Italiani, Pastori Maremmani, Pastori Bergamaschi, Staffordshire Bull Terrier maschi e Norfolk Terrier), devo dire che è stato ottimo, con cani di grande tipicità e, generalmente, in buone condizioni. Lo stesso vale per altre razze, stante i commenti che ho sentito da altri colleghi. E non poteva essere altrimenti trattandosi di una Esposizione Mondiale. Quanto visto nel ring d'onore, ne è stata, poi, una conferma. E proprio dal finale vengono le note tristi per la nutrita rappresentanza italiana.
Solamente un secondo posto nel 5° raggruppamento con un Akita Inu di proprietà di Rossi - Brutti ed un terzo nel 7° raggruppamento con un Setter Inglese di Capanni - Rimini. Un po' poco davvero per una Nazione che vanta ben altre tradizioni di risultati. Ma non è andata meglio per altre Nazioni notoriamente al Top, come Germania e Finlandia, che si sono dovute accontentare, rispettivamente, solamente di due terzi posti e di un secondo.
Per completezza di cronaca i Raggruppamenti sono andati: alla Danimarca, con un Puli il primo; al Belgio, con un San Bernardo a pelo corto, il secondo; alla Svezia, con un Irish Terrier ed un Flat Coated Retriever, rispettivamente, il terzo e l'ottavo; all'Olanda, con un Bassotto Standard a pelo duro, il quarto; agli Stati Uniti, con un Basenti, il quinto; all'Inghilterra, con un Petit Basset Griffon Vendeen, il sesto; all'Ungheria, con un Bracco Tedesco a pelo corto, il settimo; alla Norvegia, con un Barbone Gigante bianco, il nono; al Canada, con un Deerhound, il decimo.
Il Miglio Puppy assoluto (da 6 a 9 mesi) è stato assegnato ad un Pechinese proveniente dall'Ucraina, mentre la riserva è stata data ad un Chow-Chow di provenienza slovena (ma quanto bello era il Fox a pelo liscio proveniente dal Brasile!). Nei Veterani (oltre 7 anni) la vittoria se l'è aggiudicata un Whippet svedese e la riserva un Bearded Collie norvegese.
Infine il B. I. S.. Con una ovazione da stadio ha vinto il Barbone Gigante bianco norvegese. Il ch. Topscore Contradiction, un bellissimo soggetto di grande tipicità, con un movimento davvero impressionante ed una preparazione e presentazione impeccabile. Davvero non c'è stata storia, era lui che voleva vincere ed ha vinto. Per la cronaca dirò che lo stesso cane ha vinto quest'anno il B. I. S. a Cruft, e, più modestamente, una settimana prima della Mondiale, ha ottenuto con me lo stesso risultato all'Internazionale di Trondheim, in Norvegia. Ha vinto veramente il migliore! Mentre si è piazzato secondo il Puli, di proprietà danese.
Prima di concludere, una breve ma importante considerazione: in questa Mondiale, più che nelle precedenti edizioni, si sono affacciati con risultati estremamente significativi (titoli mondiali vinti e piazzamenti nei raggruppamenti) molti nuovi Paesi anche molto lontani dalla vecchia Europa. Ciò è certamente un fatto estremamente positivo perché da un lato ci fa conoscere il livello della loro cinofilia e, dall'altro, aumenta la competizione ed il confronto.
Passa così in archivio anche la Mondiale di Amsterdam, organizzata dal Kennel Club olandese, che, proprio quest'anno, compiva il suo centenario. Una grande celebrazione quindi, per la quale, oltre ad altre iniziative, è stato presentato, e donato a tutti i Giudici, un bellissimo libro sulle razze olandesi (quando faremo anche noi la stessa cosa per le nostre meravigliose Razze Italiane?).
L'appuntamento per tutti è per il 2003 in Germania, dove, tuttavia, non è stato risolto, a differenza di quanto avvenuto in Olanda, il problema delle code e delle orecchie amputate. Il programma della Mondiale in Dortmund, in tal senso, è estremamente chiaro. Ciò sarà una pesante limitazione alla partecipazione di molte razze, provenienti da tutto il mondo, venendo così ad escludere moltissimi Paesi e sminuendo, di fatto, il valore degli stessi titoli mondiali posti in palio.

Giuseppe Alessandra