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I Nostri Cani: settembre 2002

 

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Si sta diffondendo la moderna terapia per mezzo degli animali

PET THERAPY

IL CANE FA DA MEDICINA

L'utilizzo dei cani nel corso dei secoli è stato ampiamente e scientificamente documentato in ogni suo aspetto, anche attraverso le pagine di questo giornale. Le molteplici funzioni che contraddistinguono le varie razze, tra cui la caccia, la guardia, il traino ecc., hanno sempre costituito per l'uomo un servizio, una utilità frutto di un addestramento mirato alla risoluzione di un compito. Il ruolo dei cani ha sempre fornito all'uomo supporti di vario genere e, soprattutto negli ultimi decenni, è stato specializzato e riqualificato andando a rivestire nuove competenze quali, per es. la ricerca di persone disperse; di esplosivi; di sostanze stupefacenti .
Uno dei ruoli universali che il cane ha sempre assunto attraverso i secoli è quello della compagnia. Anche K. Lorenz, ipotizzando un'incontro casuale tra un cucciolo e un bambino, al quale il padre cavernicolo lo aveva donato perché giocasse con lui, descrive un rapporto di affetto, di reciproca compagnia che permette alla coppia di intraprendere un percorso di vita in comune. Nell'epoca rinascimentale, le dame dell'aristocrazia e della buona società amavano circondarsi di cani di piccola taglia come volpini, bolognesi o piccoli levrieri mentre è noto come il poeta Bayron era legato da profondo affetto al suo amatissimo terranova. Questi piccoli esempi, scelti tra mille altri disponibili che la storia ci ha consegnato, stanno a significare che i cani, piccoli o grandi che siano, hanno tutti una prerogativa in comune: la capacità di stabilire con l'uomo un rapporto affettivo, un attaccamento che trova radici profonde nel rispetto, nella coerenza e nelle cure che entrambe le parti sono disposti a concedere, ognuna con le capacità di cui dispone.
Si può partire da questo concetto di attaccamento che si sviluppa tra l'uomo e il cane per introdurre un argomento di grande attualità : la pet therapy; per studiarne la storia, per raccontarne i benefici di cui le persone possono godere e per descrivere quello che i cani sanno fare per aiutare l'uomo a migliorare la propria esistenza.
Era il 1953 quando lo psichiatra americano Boris Levinson scoprì in maniera del tutto casuale che la presenza del suo cane in studio agevolava notevolmente il rapporto con i suoi piccoli pazienti. Il cane, infatti, con il suo comportamento affettuoso e gentile era in grado di distrarli e di rilassarli, favorendo il dialogo e permettendo l'instaurarsi di un rapporto di reciproca fiducia tra medico e paziente. Da quel momento molti studi e ricerche vennero intraprese per valutare gli effetti benefici che gli animali suscitavano nelle persone di tutte le età. A distanza di mezzo secolo, si può certamente affermare che la pet therapy ha mantenuto le premesse originarie dimostrando in varie sedi, anche a livello scientifico, la validità dei benefici ottenuti dall'uomo attraverso la presenza e l'interazione con gli animali.
Significato del termine
Il termine "pet therapy", coniato da Levinson significa "terapia per mezzo dell'animale". Al giorno d'oggi, è stato ridefinito con una espressione più moderna: "Attività e Terapie Assistite con Animali" (AAA/T). La distinzione è necessaria perché le Attività Assistite con Animali (AAA) sono sempre di origine ludica, ricreativa, non necessitano di progetti specifici ma vengono attuate anche saltuariamente come forma di intrattenimento. Mentre le Terapie Assistite con Animali (TAA) sono sviluppate attraverso progetti mirati e sostenuti da protocolli d'azione; possono essere applicate a gruppi di pazienti di qualsiasi età o mirate alla singola persona.
Dato che l'animale leader nell'applicazione della pet therapy è il cane, i Paesi di lingua anglosassone hanno a loro volta coniato il termine "Therapy dog", ovviamente riferito all' utilizzo dei cani, proprio per la vastità degli obiettivi raggiunti con questo tipo di animale. Per comodità, nel susseguirsi del testo useremo il termine pet therapy.

Applicazione pratica
Il metodo d'applicazione della pet therapy prevede l'utilizzo di alcuni tipi di animali domestici da presentare o affiancare all'uomo affinché questi ne possa trarre dei benefici. In altre parole, la presenza , il contatto e l'interazione che l'uomo sviluppa con gli animali favorisce l'insorgenza di una vasta gamma di benefici volti a migliorargli la qualità della vita .
Nel nostro Paese, attualmente, non esistono ancora protocolli di legge che regolamentino l'applicazione della pet therapy. Questo però non ha impedito a numerosi Centri e Organizzazioni che operano in campo sociale e sanitario , sparse su tutto il territorio nazionale, di sviluppare importanti progetti che hanno dato risultati incoraggianti soprattutto nel campo dell' handicap. Data l'enorme diffusione della pet therapy sia negli Usa che in molti Paesi europei, sono stati presi come esempio i loro protocolli e le loro strategie d'intervento.

Impiego e tutela degli animali (pets)
Oltre ai cani, vengono impiegati gatti, piccoli roditori, uccelli da voliera, cavalli, delfini, caprette, animali da cortile. Tutti gli animali che operano in questo settore devono lavorare in perfette condizioni igienico-sanitarie, muniti di certificato di buona salute rilasciato da un veterinario e rinnovato ogni trenta giorni. La tutela dei pets è indispensabile poiché nonostante l'entusiasmo dimostrato nell'affrontare il lavoro i cani (come gli altri animali) subiscono un'azione stressoria, diretta e indiretta sia dall'ambiente che dalle persone che, se sottovalutata, non tarderà a dimostrarsi con i cosiddetti "segnali di stress", riconoscibili con leccamenti ostinati, eccessiva salivazione, continui sbadigli, opacità del pelo ecc.. E' quindi necessario sottoporli a controlli veterinari per constatarne l'effettivo stato di salute ed impiegarli usando il buon senso.

Le figure professionali coinvolte
Sono numerose e differenti tra loro. Medici, psichiatri, psicologi, pedagogisti, sociologi fisioterapisti, veterinari, insegnanti, educatori cinofili sono solo alcuni esempi significativi. In realtà, l'applicazione della pet therapy comprende una vasta gamma di figure professionali e di volontari che prestano la loro opera in vari progetti. Sostanzialmente, l'applicazione della pet therapy prevede un lavoro di gruppo dentro il quale ogni figura spende la propria professionalità in favore del raggiungimento dell'obiettivo. I requisiti essenziali per intraprendere l'applicazione di questa co-terapia sono costituiti da una buona dose di sensibilità e disponibilità nei confronti delle persone e degli animali.

Campi d'applicazione
Si possono dividere in due branche: sanitario e sociale. Il primo comprende strutture cliniche/ospedaliere; istituti di riabilitazione; case di cura psichiatriche. Il secondo: scuole di ogni ordine e grado; comunità di recupero di vario indirizzo; carceri; residenze per anziani ecc.

I benefici ottenuti
Innumerevoli ricerche di laboratorio hanno potuto stabilire, senza ombra di dubbio, che la presenza e l'interazione con gli animali, i cani in particolare, apporta notevoli benefici alla salute dell'uomo sia sul piano fisico che mentale e relazionale. Per esempio gli studi di E. Friedman sono noti in tutto il mondo per aver dimostrato scientificamente l'abbassamento della pressione sanguigna in soggetti ipertesi, monitorati mentre accarezzavano un cane. Molti altri studi scientifici hanno stabilito una innegabile correlazione riscontrata fra i benefici ottenuti dai pazienti osservati possessori di animali rispetto ai non possessori. Anche nel campo dell'istruzione la pet therapy trova una vasta gamma di applicazioni. Nella didattica, relativamente alla conoscenza del mondo animale attraverso percorsi storici, geografici e scientifici alternativi che si sono rivelati altamente redditizi poiché gli alunni sono generalmente attratti dalla natura e dagli animali in genere. Nell'educazione sociale e umanitaria attraverso percorsi che mirano a sensibilizzare e responsabilizzare gli alunni nei confronti degli animali quali creature viventi sensibili, bisognose di cure e in grado di dare e ricevere affetto.

Particolare attenzione riveste l'applicazione della pet therapy nel campo dell'handicap.
Attualmente esistono compiti ben definiti che cani particolarmente preparati sono chiamati a svolgere, ed esattamente: i cani sociali, che svolgono un ruolo di presenza e di interazione con l'uomo giocando con loro, facendosi spazzolare, facendo compagnia. Vengono portati in visita ai pazienti (negli ospedali, nelle case di riposo ecc.) generalmente, una volta alla settimana. Sono di proprietà di volontari o di educatori cinofili; debbono avere una preparazione di base (condotta al guinzaglio, seduto, terra, resta) ma, soprattutto, debbono possedere un'indole mite e disponibile; la taglia, il sesso e il tipo di mantello sono ininfluenti. I cani di servizio, invece, vengono accuratamente preparati per svolgere determinate mansioni presso persone disabili, costretti sulla sedia a rotelle. Sanno aprire le porte, portare oggetti, chiamare l'ascensore, fare la spesa; conoscono oltre 50 comandi e il loro addestramento dura all'incirca un paio d'anni. Vengono donati al disabile (come succede con i cani guida per non vedenti) il quale oltre che usufruire di un notevole supporto sociale potrà beneficiare di un supporto emozionale e psicologico frutto dell'attaccamento che, inevitabilmente, si svilupperà nella conduzione di una vita in comune. Generalmente, si tratta di golden e labrador preferiti ad altre razze per la loro disponibilità, remissività e intelligenza; in buona sostanza, costituiscono una garanzia di successo e, quindi, di contenimento dei costi di preparazione rispetto alle altre razze che, peraltro vengono comunque usate, anche se in numero inferiore, compresi doberman e rotweiler.

Il cane utile
L'applicazione della pet therapy ha permesso di scoprire e osservare alcuni aspetti del comportamento canino che hanno evidenziato in maniera inequivocabile la presenza nel cane di un processo cognitivo complesso, ampiamente dimostrato da diverse ricerche scientifiche, nonché notevoli capacità di relazionarsi con l'ambiente in maniera del tutto autonoma. Dimostrando capacità d'analisi, sensibilità nell'azione, consapevolezza e partecipazione. Il ruolo dei cani è dunque manifestamente privilegiato poiché consente all'uomo un miglioramento sostanziale e quantificabile della sua esistenza. Quando un cane apprende i compiti che gli vengono richiesti attraverso un procedimento che rispetti la sua dignità e gli consenta di capire ciò che l'uomo desidera da lui, egli assimila, elabora e rielabora le informazioni ricevute attraverso l'uso dei sensi, motivato e sostenuto dall'attaccamento che lo lega al suo padrone. L'apprendimento effettuato attraverso il cosiddetto "metodo dolce" consente al cane non solo di non dimenticare le informazioni assimilate ma di rielaborarle in maniera autonoma qualora se ne creasse l'occasione. In buona sostanza, il cane attraverso il gioco impara ad agire serenamente, ad avere fiducia nel padrone e nell'ambiente che lo circonda; è quindi in grado di osservare e di analizzare le diverse situazioni e di comportarsi di conseguenza. Queste complessità sono indispensabili e determinanti nell' impiego dei cani nelle AAA/T poiché le situazioni nelle quali si opera non sono totalmente prevedibili né generalizzabili.

Alcune esperienze
Un paio d'anni fa ho portato a termine un progetto della durata di tre mesi presso la Casa di Riposo di Boario Terme. Con me, una femmina di samoiedo di cinque anni, Jaja. Il nostro compito era quello di intrattenere gli ospiti, una volta la settimana per un'ora circa. Tutto era stato predisposto e potevo avere la collaborazione delle animatrici, delle infermiere e di alcuni volontari. Dopo le prime sedute si era formato un gruppo stabile di circa venti persone alle quali se ne aggiungevano altre, di tanto in tanto. Jaja si dimostrò subito a suo agio. Giocava, riportava la pallina e mostrava ciò che sapeva fare: seduto, terra, resta. Gli ospiti, la maggior parte dei quali sulla sedia a rotelle o con le stampelle, mostrava molto interesse. L'accarezzavano ,facevano domande e, durante la settimana (mi riferirono le animatrici) chiedevano continuamente quando sarebbe ritornata. Molti ospiti affetti dal morbo di Alzheimer furono talmente interessati al cane che si misero a raccontare le storie della loro giovinezza dove i cani erano attivi protagonisti come guardiani e conduttori di bestiame, ed ogni volta, il racconto era preciso e coerente con quello della settimana precedente. Al termine del progetto, tutto lo staff si dimostrò entusiasta dei risultati ottenuti dato che mai nessun'altra attività svolta sino a quel tempo aveva suscitato così tanto interesse e partecipazione negli ospiti. Da parte mia, oltre alla gratificazione per la buona riuscita dell'operato ero particolarmente soddisfatta per aver potuto osservare il comportamento della mia femmina nel suo complesso. Oltre ad essere affettuosa e obbediente Jaja aveva messo in atto un comportamento del tutto autonomo. Me ne resi conto dopo un paio di sedute. Quando arrivavamo sul posto, gli ospiti erano disposti in cerchio, all'ombra delle piante. Jaja giungeva sempre festante; all'apparenza, leccava e scodinzolava a tutti ma, osservandola attentamente, mi accorsi che passava in rassegna gli ospiti uno ad uno e, arrivata davanti ad un nuovo paziente ( che non le era mai capitato d'incontrare) si metteva ad annusarlo con metodo e molto impegno; poi, si soffermava a leccarlo sulle parti doloranti o vistosamente violacee della cute. Lo faceva ogni volta, con lo stesso sistema, sempre con un nuovo venuto all'interno del gruppo. Sono convinta fosse un modo per monitorare la situazione, non un caso. Del resto, nessuno glielo aveva insegnato.

Conclusione
L'impiego dei cani ha fornito all'uomo tutta una serie di supporti a partire da epoche molto remote . Attraverso l'addestramento l'uomo è riuscito ad affinare l'utilizzo dei cani per fargli compiere azioni sempre più delicate e rischiose. Attraverso lo studio del comportamento canino molti ricercatori sono giunti alla conclusione che il cane possieda un processo cognitivo complesso e raffinato, molto simile a quello dell'uomo ma privo del linguaggio e diversificato per le differenti qualità dei sensi messi in azione. L'applicazione della pet therapy permette comodamente di osservare queste capacità cognitive espresse principalmente attraverso l'assimilazione, elaborazione e rielaborazione delle nozioni apprese e nella possibilità di assumere in proprio iniziative atte ad esprimere un senso di cura, di affetto e di partecipazione nei confronti dell'uomo.

Renata Fossati
pedagogista allevatore consulente e progettista nell'applicazione delle AAA/T

 

Bibliografia:

K. Lorenz , "E l'uomo incontrò il cane"
C.C.Wilson; D.Turner, "Companion Animals in Human Health"
H. Montagner, "L'enfant, l'animal et l'ecole"
J. Dehasse, " Chiens Hors de Commun "