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Parla
il Ministro delle Politiche Agricole on. Giovanni Alemanno
"LA CINOFILIA E' UN BENE DA TUTELARE"
Giudizio "pienamente positivo" sugli allevatori
italiani. Impegno concreto per una effettiva riorganizzazione dell'ENCI
Il ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno, e
la cinofilia italiana. Al di là delle frasi di circostanza, ha
risposto alle nostre domande con semplicità, spesso cogliendoci
di sorpresa anche con ricordi inusuali, come quello della visita dei segugi
nel Palazzo, riconfermando concetti che oramai dovrebbero essere chiari
a tutti: la cinofilia italiana concorre al grande disegno di rilancio
della zootecnia e contribuisce al successo di una politica innovativa.
Anzi, vi ha un peso importante ed è quello che si sono conquistati
gli allevatori italiani continuando a salire sul podio in manifestazioni
internazionali. L'Italia al primo posto dunque: non sempre, ma molto spesso,
e già questo è un traguardo prestigioso. Ma ce ne sono altri
da raggiungere. E sarebbero stati lontani, rallentando quindi il cammino
dei nostri allevatori verso altri podi, se non vi fosse stato un intervento
del ministro per riportare l'Ente nazionale della cinofilia italiana (Enci)
nell'alveo di un'organizzazione, che ha nuovi regolamenti in grado di
rendere ancor più competitiva la nostra cinofilia.
1) Di recente sono stati rinnovati i vertici Enci. Quale è
il significato di questo cambiamento?
Il rinnovamento è volto al ritorno di un Ente della Cinofilia Italiana
completo di tutti i sui strumenti di gestione ed amministrazione, in grado
di essere competitivo sul piano internazionale. E non poteva essere altrimenti.
Claudio Pierantoni, mio consigliere incaricato presso l'Ente, ne è
divenuto Commissario; Piercarlo Malvolti e Pietrogino Pezzano sono stati
confermati e l'azione del pool è stata integrata con la nomina
di Bruno Zilli. Questo dovrà tradursi in un'azione di riassetto
dell'Ente che porti un maggiore impulso all'allevamento italiano, particolare
attenzione ai problemi degli allevatori e un necessario riscontro attraverso
la ricerca scientifica.
2) Anche in occasione dell'incontro con i segugisti al Ministero Lei
ha dato prova di una particolare sensibilità verso la cinofilia
A dire la verità, non era mai accaduto prima che venissero accolte
delegazioni di cinofili con i loro cani. Le tradizioni devono condizionare
la conservazione dei tesori dell'allevamento Italiano, non la chiusura
alle problematiche ed ai degni risultati della cinofilia. I segugisti,
guidati dal loro presidente Giancarlo Bosio, avevano vinto un'importante
manifestazione e mi ha fatto piacere riceverli e congratularmi con loro.
Si è trattato di un episodio, vorrei che ce ne fossero molti altri
della stessa importanza, per poter diffondere i momenti di festa e di
celebrazione della cinofilia nazionale. Personalmente, ho una particolare
predilezione per il settore e lo seguo con passione. Ritengo che sia un'autentica
risorsa per la nostra Nazione. I successi riportati in esposizioni e competizioni
internazionali, infatti, non sono e non devono essere mai fine a se stessi,
dal momento che diventano trainanti per atri ambiti della nostra economia.
3) Come giudica gli allevatori italiani?
Il mio giudizio è pienamente positivo e vuole significare un profondo
senso di rispetto e stima per il tradizionale lavoro da loro portato avanti
e per gli egregi risultati che si sono finora raggiunti. Apprezzo particolarmente
l'attaccamento della loro categoria al riordino dell'Enci che gli consentirà
di rilanciare attraverso la loro opera l'intero settore cinofilo nazionale.
Al conseguimento di tali risultati possono e devono avere un ruolo di
particolare importanza i cosiddetti "giudici cinofili", esperti
che nelle esposizioni e nelle prove selezionano i campioni. Sono a conoscenza
del successo ancora recente della Mondiale tenutasi a Milano, dove sono
stati iscritti cani provenienti da ogni parte del mondo e che è
stata visitata da decine di migliaia di persone. Successi come questo
sono fondamentali per l'incremento della cultura e della passione cinofila
e senza alcun dubbio si deve mirare a replicarli e, dove possibile, ad
incrementarli.
4) Quali ritiene che siano le prospettive future dell'Enci?
Attraverso l'opera del Commissario e dei Subcommissari dovrà attuarsi
il riordino dell'Ente attraverso l'emanazione del Regolamento Attuativo
dello Statuto e l'applicazione dei Disciplinari che regolamentano il Corpo
degli Esperti e i Libri Genealogici. Ritengo necessario riportare nel
più breve tempo possibile l'Ente ad essere governato dall'assemblea
dei soci, in quanto soltanto una gestione democratica potrà dare
pieno risalto e valorizzazione all'allevamento Italiano. Inoltre considero
che l'Enci dovrà svolgere la fondamentale funzione di tutela delle
14 splendide razze canine italiane nell'ambito della Federazione Cinologica
Internazionale, programma che si iscrive nella politica del Ministero
da me presieduto, di valorizzazione e tutela
del prodotto della tradizione Italiana, sia sotto l'aspetto culturale
che economico. La cinofilia Italiana deve esercitare il suo ruolo di protagonista
a livello mondiale perché non significhi solo la condivisione di
una passione, ma anche e soprattutto la promozione della tradizione zootecnica
italiana e la conseguente creazione di nuove ed importanti affermazioni
economiche e scientifiche.
Gaetano Pedullà
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