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I Nostri Cani: settembre 2002

 

 

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Parla il Ministro delle Politiche Agricole on. Giovanni Alemanno

"LA CINOFILIA E' UN BENE DA TUTELARE"

Giudizio "pienamente positivo" sugli allevatori italiani. Impegno concreto per una effettiva riorganizzazione dell'ENCI

Il ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno, e la cinofilia italiana. Al di là delle frasi di circostanza, ha risposto alle nostre domande con semplicità, spesso cogliendoci di sorpresa anche con ricordi inusuali, come quello della visita dei segugi nel Palazzo, riconfermando concetti che oramai dovrebbero essere chiari a tutti: la cinofilia italiana concorre al grande disegno di rilancio della zootecnia e contribuisce al successo di una politica innovativa. Anzi, vi ha un peso importante ed è quello che si sono conquistati gli allevatori italiani continuando a salire sul podio in manifestazioni internazionali. L'Italia al primo posto dunque: non sempre, ma molto spesso, e già questo è un traguardo prestigioso. Ma ce ne sono altri da raggiungere. E sarebbero stati lontani, rallentando quindi il cammino dei nostri allevatori verso altri podi, se non vi fosse stato un intervento del ministro per riportare l'Ente nazionale della cinofilia italiana (Enci) nell'alveo di un'organizzazione, che ha nuovi regolamenti in grado di rendere ancor più competitiva la nostra cinofilia.

1) Di recente sono stati rinnovati i vertici Enci. Quale è il significato di questo cambiamento?
Il rinnovamento è volto al ritorno di un Ente della Cinofilia Italiana completo di tutti i sui strumenti di gestione ed amministrazione, in grado di essere competitivo sul piano internazionale. E non poteva essere altrimenti. Claudio Pierantoni, mio consigliere incaricato presso l'Ente, ne è divenuto Commissario; Piercarlo Malvolti e Pietrogino Pezzano sono stati confermati e l'azione del pool è stata integrata con la nomina di Bruno Zilli. Questo dovrà tradursi in un'azione di riassetto dell'Ente che porti un maggiore impulso all'allevamento italiano, particolare attenzione ai problemi degli allevatori e un necessario riscontro attraverso la ricerca scientifica.

2) Anche in occasione dell'incontro con i segugisti al Ministero Lei ha dato prova di una particolare sensibilità verso la cinofilia
A dire la verità, non era mai accaduto prima che venissero accolte delegazioni di cinofili con i loro cani. Le tradizioni devono condizionare la conservazione dei tesori dell'allevamento Italiano, non la chiusura alle problematiche ed ai degni risultati della cinofilia. I segugisti, guidati dal loro presidente Giancarlo Bosio, avevano vinto un'importante manifestazione e mi ha fatto piacere riceverli e congratularmi con loro. Si è trattato di un episodio, vorrei che ce ne fossero molti altri della stessa importanza, per poter diffondere i momenti di festa e di celebrazione della cinofilia nazionale. Personalmente, ho una particolare predilezione per il settore e lo seguo con passione. Ritengo che sia un'autentica risorsa per la nostra Nazione. I successi riportati in esposizioni e competizioni internazionali, infatti, non sono e non devono essere mai fine a se stessi, dal momento che diventano trainanti per atri ambiti della nostra economia.

3) Come giudica gli allevatori italiani?
Il mio giudizio è pienamente positivo e vuole significare un profondo senso di rispetto e stima per il tradizionale lavoro da loro portato avanti e per gli egregi risultati che si sono finora raggiunti. Apprezzo particolarmente l'attaccamento della loro categoria al riordino dell'Enci che gli consentirà di rilanciare attraverso la loro opera l'intero settore cinofilo nazionale. Al conseguimento di tali risultati possono e devono avere un ruolo di particolare importanza i cosiddetti "giudici cinofili", esperti che nelle esposizioni e nelle prove selezionano i campioni. Sono a conoscenza del successo ancora recente della Mondiale tenutasi a Milano, dove sono stati iscritti cani provenienti da ogni parte del mondo e che è stata visitata da decine di migliaia di persone. Successi come questo sono fondamentali per l'incremento della cultura e della passione cinofila e senza alcun dubbio si deve mirare a replicarli e, dove possibile, ad incrementarli.

4) Quali ritiene che siano le prospettive future dell'Enci?
Attraverso l'opera del Commissario e dei Subcommissari dovrà attuarsi il riordino dell'Ente attraverso l'emanazione del Regolamento Attuativo dello Statuto e l'applicazione dei Disciplinari che regolamentano il Corpo degli Esperti e i Libri Genealogici. Ritengo necessario riportare nel più breve tempo possibile l'Ente ad essere governato dall'assemblea dei soci, in quanto soltanto una gestione democratica potrà dare pieno risalto e valorizzazione all'allevamento Italiano. Inoltre considero che l'Enci dovrà svolgere la fondamentale funzione di tutela delle 14 splendide razze canine italiane nell'ambito della Federazione Cinologica Internazionale, programma che si iscrive nella politica del Ministero da me presieduto, di valorizzazione e tutela
del prodotto della tradizione Italiana, sia sotto l'aspetto culturale che economico. La cinofilia Italiana deve esercitare il suo ruolo di protagonista a livello mondiale perché non significhi solo la condivisione di una passione, ma anche e soprattutto la promozione della tradizione zootecnica italiana e la conseguente creazione di nuove ed importanti affermazioni economiche e scientifiche.

Gaetano Pedullà