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I Nostri Cani: settembre 2002

 

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Un solo cane per caccia, prove ed esposizioni

SPRINGER, CANE DA SCHIOPPO

C'è il pericolo di esagerare la velocità e considerare poco lo stile

Il titolo non è mio, lo ha coniato tempo fa un buon amico: Umberto Zaccarini, conoscitore profondo della razza, nonché stimato giudice di prove. Uno che se ne intende, insomma. Credo che mai sia stata data definizione più calzante, ed è per questo che me ne approprio.
Cane sportivo per natura, cane da caccia per eccellenza, lo springer è ormai entrato a far parte delle razze più conosciute e non necessita certo di presentazione. E' però interessante notare che sono andate via via sviluppandosi due "tipi" diversi: il tipo da esposizione e il tipo da lavoro, spesso tanto dissimili tra loro che, confrontandoli potrebbero far pensare a due razze diverse. Il primo è selezionato sulla base della bellezza, su quanto richiesto dallo standard e, talvolta, con criteri che esasperano quelle caratteristiche che si pensa "facciano vincere" sui ring. E' assai migliorata la costruzione, spesso la statura si è elevata, sono state ricercate incollature importanti, in altre parole si è avvantaggiata l'eleganza e l'immagine da show, a discapito della rusticità caratteristica della razza, in qualche modo allontanandosi dal tipo originale, o almeno quello a cui eravamo abituati nei decenni scorsi. Non di rado si viene colpiti dall'assomiglianza col cocker, di cui sembra sempre più la copia ingigantita. Il discorso non è nuovo e io non voglio dare giudizi in merito, so però, e desidero sottolinearlo, che lo springer è principalmente un cane da caccia, piuttosto rustico e di struttura più contenuta, caratteristiche indispensabili per permettergli di esprimere al meglio le sue qualità venatorie. Non ricordo di aver visto qualche soggetto, cosiddetto da esposizione, esprimersi al meglio sui terreni di caccia. Qualche volta vi sono springer che, alla ricerca della qualifica "Molto Buono" per entrare in classe lavoro, si arrabattano in campagna, ma certo è difficile vedere azioni degne di questa razza. Per contro i soggetti presentati in prova non di rado sono di taglia inferiore allo standard, sono bassi sugli arti e gli appiombi lasciano a desiderare, ma " vanno" come schegge. Qualche volta anche troppo. La velocità esagerata li porta "ad alzare la testa", perdendo così una delle caratteristiche fondamentali del movimento "springer": galoppare a testa bassa per meglio reperire le tracce del selvatico. Intendiamoci, soggetti che lavorano con le caratteristiche tipiche della razza ve ne sono, e non pochi, ma la tendenza ad esagerare la velocità e considerare poco lo stile è un pericolo che esiste. E' compito di chi giudica, e della Società specializzata, vigilare affinché si faccia di tutto per mantenere questa splendida razza nello standard di stile. Lo stile è razza: il movimento, l'andatura, la cerca, sono fondamentali, ma il giusto portamento di testa è irrinunciabile
Torniamo al discorso iniziale, due tipi diversi: il "bello" e il "buono". A prima vista potrebbe sembrare un successo della selezione, il raggiungimento del superspecializzato, l'ottenimento dell'iper, il traguardo non solo raggiunto, ma addirittura superato. Ed è proprio questo il rischio, un rischio pericolosissimo, pericolosissimo per la razza che poco per volta rischia di sfumare in un'altra razza, in un "tipo" che sempre più si allontana dall'originale, dall'ideale che ci si era posti all'inizio. Forse alla base di questa ricerca del "sempre di più" si può riconoscere lo spirito agonistico degli allevatori, la voglia legittima di superare e di superarsi, ma quello che è lo stimolo naturale che spinge a migliorare continuamente può rivelarsi un'arma a doppio taglio. Il giusto dovrebbe essere nel mezzo, parlando di un cane da lavoro, quello abbastanza bello e abbastanza buono. Senza per questo accontentarsi del mediocre, ma semplicemente prestando attenzione nel non ricercare, allevare e fissare caratteristiche che non sono più quelle veramente tipiche.
Di springer belli e buoni ve ne sono e neppure pochi, è a questi soggetti che si dovrebbe mirare per riportare un po' di omogeneità fra i due "tipi". Non sono passati molti anni da quando questo risultato era la norma, è vero che gli springer erano pochi, ma quei pochi erano belli e buoni. Ricordo per tutti i cani del dr. Valcarenghi che da buon cacciatore allevava per la caccia, ma cani di ottimo "tipo". Oggi non sono scomparsi gli springer dotati di entrambe le qualità; sta agli appassionati ricorrervi in allevamento, senza farsi accecare dalla ricerca del "troppo" in un campo a totale discapito dell'altro. Un po' più di struttura e di correttezza nella costruzione nei cani da lavoro e un po' meno raffinatezza in quelli da esposizione, non potrà che giovare alla razza. In medio stat virtus, quei formidabili cacciatori piccoletti e stortignaccoli, saranno anche grandi cani da caccia, ma non sono springer. Parimenti, quei magnifici, eleganti spaniel dalle lunghe incollature e le orecchie attaccate sotto la linea dell'occhio, sono spettacolari, ma non sono springer. L'auspicio è di saper compendiare pregi e difetti; non dico sia un lavoro facile, ma ai nostri allevatori non manca né la passione, né le capacità, né il materiale per riuscirvi.
Tuttavia sono cacciatore e pertanto è ovvio che prediliga il cane da lavoro, anche perché usare questa razza la caccia è entusiasmante. Lo springer è cane intelligente, ma anche difficile, è esuberante, potente, instancabile. E' anche il cane che meglio si confà alla caccia moderna, a ciò che è rimasto della selvaggina nelle nostre campagne: il fagiano. Questo selvatico preferisce i terreni coperti, con vegetazione fitta, intricata di spine, inaccessibili per l'uomo. Lo springer è nato per entrarvi ad ogni costo, senza paura di rimediare anche qualche piccola ferita, la passione lo porta ad affrontare qualsiasi terreno, con coraggio e determinazione, tanto che è quasi commovente vederlo lavorare. Uno springer corretto, ossia ben addestrato, è una macchina da caccia, è nato per la caccia e se ci affidiamo a lui, quando in campagna portiamo a spasso il fucile, prima o dopo ci darà soddisfazione. Ho imparato a fidarmi sempre di uno springer perché sono convinto che, se io sono diventato cacciatore, lui lo è nato. Inoltre è un ottimo riportatore, dal fitto, dai calanchi, dall'acqua e con che felicità esegue questo compito! Provate a guardare negli occhi il vostro springer quando vi consegna la preda, godetevi la soddisfazione che esprimono: se non lo avete mai fatto vi siete persi una delle cose belle della vita.

Gioacchino Murante