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Un
solo cane per caccia, prove ed esposizioni
SPRINGER, CANE DA SCHIOPPO
C'è
il pericolo di esagerare la velocità e considerare poco lo stile
Il titolo non è mio, lo ha coniato tempo fa un buon amico: Umberto
Zaccarini, conoscitore profondo della razza, nonché stimato giudice
di prove. Uno che se ne intende, insomma. Credo che mai sia stata data
definizione più calzante, ed è per questo che me ne approprio.
Cane sportivo per natura, cane da caccia per eccellenza, lo springer è
ormai entrato a far parte delle razze più conosciute e non necessita
certo di presentazione. E' però interessante notare che sono andate
via via sviluppandosi due "tipi" diversi: il tipo da esposizione
e il tipo da lavoro, spesso tanto dissimili tra loro che, confrontandoli
potrebbero far pensare a due razze diverse. Il primo è selezionato
sulla base della bellezza, su quanto richiesto dallo standard e, talvolta,
con criteri che esasperano quelle caratteristiche che si pensa "facciano
vincere" sui ring. E' assai migliorata la costruzione, spesso la
statura si è elevata, sono state ricercate incollature importanti,
in altre parole si è avvantaggiata l'eleganza e l'immagine da show,
a discapito della rusticità caratteristica della razza, in qualche
modo allontanandosi dal tipo originale, o almeno quello a cui eravamo
abituati nei decenni scorsi. Non di rado si viene colpiti dall'assomiglianza
col cocker, di cui sembra sempre più la copia ingigantita. Il discorso
non è nuovo e io non voglio dare giudizi in merito, so però,
e desidero sottolinearlo, che lo springer è principalmente un cane
da caccia, piuttosto rustico e di struttura più contenuta, caratteristiche
indispensabili per permettergli di esprimere al meglio le sue qualità
venatorie. Non ricordo di aver visto qualche soggetto, cosiddetto da esposizione,
esprimersi al meglio sui terreni di caccia. Qualche volta vi sono springer
che, alla ricerca della qualifica "Molto Buono" per entrare
in classe lavoro, si arrabattano in campagna, ma certo è difficile
vedere azioni degne di questa razza. Per contro i soggetti presentati
in prova non di rado sono di taglia inferiore allo standard, sono bassi
sugli arti e gli appiombi lasciano a desiderare, ma " vanno"
come schegge. Qualche volta anche troppo. La velocità esagerata
li porta "ad alzare la testa", perdendo così una delle
caratteristiche fondamentali del movimento "springer": galoppare
a testa bassa per meglio reperire le tracce del selvatico. Intendiamoci,
soggetti che lavorano con le caratteristiche tipiche della razza ve ne
sono, e non pochi, ma la tendenza ad esagerare la velocità e considerare
poco lo stile è un pericolo che esiste. E' compito di chi giudica,
e della Società specializzata, vigilare affinché si faccia
di tutto per mantenere questa splendida razza nello standard di stile.
Lo stile è razza: il movimento, l'andatura, la cerca, sono fondamentali,
ma il giusto portamento di testa è irrinunciabile
Torniamo al discorso iniziale, due tipi diversi: il "bello"
e il "buono". A prima vista potrebbe sembrare un successo della
selezione, il raggiungimento del superspecializzato, l'ottenimento dell'iper,
il traguardo non solo raggiunto, ma addirittura superato. Ed è
proprio questo il rischio, un rischio pericolosissimo, pericolosissimo
per la razza che poco per volta rischia di sfumare in un'altra razza,
in un "tipo" che sempre più si allontana dall'originale,
dall'ideale che ci si era posti all'inizio. Forse alla base di questa
ricerca del "sempre di più" si può riconoscere
lo spirito agonistico degli allevatori, la voglia legittima di superare
e di superarsi, ma quello che è lo stimolo naturale che spinge
a migliorare continuamente può rivelarsi un'arma a doppio taglio.
Il giusto dovrebbe essere nel mezzo, parlando di un cane da lavoro, quello
abbastanza bello e abbastanza buono. Senza per questo accontentarsi del
mediocre, ma semplicemente prestando attenzione nel non ricercare, allevare
e fissare caratteristiche che non sono più quelle veramente tipiche.
Di springer belli e buoni ve ne sono e neppure pochi, è a questi
soggetti che si dovrebbe mirare per riportare un po' di omogeneità
fra i due "tipi". Non sono passati molti anni da quando questo
risultato era la norma, è vero che gli springer erano pochi, ma
quei pochi erano belli e buoni. Ricordo per tutti i cani del dr. Valcarenghi
che da buon cacciatore allevava per la caccia, ma cani di ottimo "tipo".
Oggi non sono scomparsi gli springer dotati di entrambe le qualità;
sta agli appassionati ricorrervi in allevamento, senza farsi accecare
dalla ricerca del "troppo" in un campo a totale discapito dell'altro.
Un po' più di struttura e di correttezza nella costruzione nei
cani da lavoro e un po' meno raffinatezza in quelli da esposizione, non
potrà che giovare alla razza. In medio stat virtus, quei formidabili
cacciatori piccoletti e stortignaccoli, saranno anche grandi cani da caccia,
ma non sono springer. Parimenti, quei magnifici, eleganti spaniel dalle
lunghe incollature e le orecchie attaccate sotto la linea dell'occhio,
sono spettacolari, ma non sono springer. L'auspicio è di saper
compendiare pregi e difetti; non dico sia un lavoro facile, ma ai nostri
allevatori non manca né la passione, né le capacità,
né il materiale per riuscirvi.
Tuttavia sono cacciatore e pertanto è ovvio che prediliga il cane
da lavoro, anche perché usare questa razza la caccia è entusiasmante.
Lo springer è cane intelligente, ma anche difficile, è esuberante,
potente, instancabile. E' anche il cane che meglio si confà alla
caccia moderna, a ciò che è rimasto della selvaggina nelle
nostre campagne: il fagiano. Questo selvatico preferisce i terreni coperti,
con vegetazione fitta, intricata di spine, inaccessibili per l'uomo. Lo
springer è nato per entrarvi ad ogni costo, senza paura di rimediare
anche qualche piccola ferita, la passione lo porta ad affrontare qualsiasi
terreno, con coraggio e determinazione, tanto che è quasi commovente
vederlo lavorare. Uno springer corretto, ossia ben addestrato, è
una macchina da caccia, è nato per la caccia e se ci affidiamo
a lui, quando in campagna portiamo a spasso il fucile, prima o dopo ci
darà soddisfazione. Ho imparato a fidarmi sempre di uno springer
perché sono convinto che, se io sono diventato cacciatore, lui
lo è nato. Inoltre è un ottimo riportatore, dal fitto, dai
calanchi, dall'acqua e con che felicità esegue questo compito!
Provate a guardare negli occhi il vostro springer quando vi consegna la
preda, godetevi la soddisfazione che esprimono: se non lo avete mai fatto
vi siete persi una delle cose belle della vita.
Gioacchino Murante
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