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I Nostri Cani: settembre 2002

 

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In preparazione una squadra permanente nazionale

L'AGILITY AVRA' I SUOI "AZZURRI"

Nello staff tecnico il giudice Carlo Oppizzi e il cinofilo Massimo Perla

L' agility ha ormai assunto una sua fisionomia completamente nuova ed autonoma nell' universo della cinofilia. La diffidenza, le perplessità, le grandi critiche, gli smisurati amori dei primi tempi della sua apparizione si sono ormai persi nella memoria, ma ad oggi rimane la certezza che tutti questi contrastanti sentimenti hanno avuto giuste origini. Certo l'agility non ha alcuna valenza cinotecnica, non seleziona campioni di morfologia, non indica la strada da seguire nell'allevamento di questa o quella razza, e tutto questo ha lasciato a lungo perplessi gli integralisti del cane puro, in altre parole del cane di razza; però fa spettacolo, attira un gran numero di persone a bordo ring, la gente va in visibilio, applaude e urla tifando per l'uno o per l'altro, ma non è circo o cinema. Certo è cos'è: una vera e pura disciplina sportiva fatta in totale simbiosi col propio cane, non il cane, ma ben sì il proprio cane.
Questa è stata la vera e grande rivoluzione.
Il cane non è qui il prodotto di una seria e faticosa selezione che per tanti anni ha portato i cinofili italiani ai massimi livelli internazionali, ma è la parte attiva di un inscindibile binomio che pratica un duro sport dalle esasperate prestazioni fisiche e tecniche.
Così da quest'anno anche l'organizzazione della squadra nazionale ha assunto una nuova fisionomia. Non è più possibile seguire i criteri che per anni hanno portato a grandi successi le rappresentative nazionali di altre discipline, basandosi su selezioni che valutano sostanzialmente le qualità genetiche dei soggetti prescelti, bisogna costruire una squadra sportiva alla pari di una rappresentativa di calcio piuttosto che di pallacanestro.
Saranno l'affiatamento, la preparazione tecnica ed atletica di tutti i componenti della squadra a decretar la validità.
Così nasce l'idea di creare uno staff, che per i prossimi tre anni sarà coordinato in base all'ordinanza del Commissario E.N.C.I.; si avvarrà della collaborazione tecnica dell'Esperto/Giudice dott. Carlo Oppizzi e del cinofilo noto a tutti i mass media Massimo Perla oltre ad un allenatore tecnico atletico, con il compito di formare una squadra con i crismi propri delle discipline sportive.
L'obiettivo non sarà finalizzato alla sola partecipazione ai campionati mondiali dei prossimi tre anni, ma bensì si prefiggerà di creare una struttura permanente che dovrà formare non il singolo campione dalla grande performance, ma una squadra che sarà seguita in ogni sua evoluzione, partendo dalla base, seguendo i binomi più interessanti sin dal loro debutto, creando così lo spirito di una vera squadra e non riunendo dei singoli, anche se pur ottimi, binomi che per un giorno, tutti insieme, si chiameranno Squadra Nazionale Italiana.
Certo non sarà semplice, abbiamo visto il tempo che è servito per identificare l'agility in Italia; ne servirà certo molto altro per capire che con il nostro cane non possiamo sempre correre per noi stessi, ma che se si vuole essere parte di una vera squadra dobbiamo sacrificare parte di noi, e dei nostri personalismi. Solo così potrà nascere la Nazionale Italiana Agility.
Un grande ringraziamento allo sponsor Pedigree che ci permette la realizzazione di questo sogno.

Il responsabile agility
cav. Bruno Piccinelli