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ENCI: Ente Nazionale Cinofilia Italiana

L'addestramento a favore di disagiati

Attenti alle vipere

Come si ottengono esemplari in grado di aiutare non udenti, non vedenti e persone disabili

L'impiego dei cani nell'applicazione della pet therapy comprende percorsi di preparazione differenziati a seconda dei compiti che verranno loro assegnati. Le specificazioni che definiscono le mansioni richieste sono generalmente condivise dagli addetti ai lavori, in questo modo avremo: i cani sociali, i cani di servizio, i cani d'assistenza, i cani per non udenti, i cani per non vedenti. A questo si deve aggiungere la distinzione tra cani visitatori e cani residenti.
Sociali. Si tratta di cani che hanno avuto una preparazione di base, ovvero: condotta con o senza guinzaglio; assunzione dei comandi seduto, terra, resta. Generalmente si tratta di “cani visitatori” poiché si recano sul posto, accompagnati dal conduttore, con lo scopo di intrattenere i pazienti. Per esempio, andare in visita con il proprio cane in una Residenza per anziani per intrattenere gli ospiti. I compiti del cane sono quelli di lasciarsi accarezzare, toccare; di giocare con loro e di mostrare quello che sa fare: riportare la pallina, fare gli esercizi di obbedienza, andare correttamente al guinzaglio. Quelle che per molti cinofili potrebbero sembrare delle banalità, costituiscono per le persone anziane nuovi stimoli che accendono emozioni e ricordi legati al passato e che facilitano il dialogo. I cani visitatori possono essere impiegati in altri luoghi come scuole, ospedali, carceri e comunità di recupero di vario indirizzo.
Debbono essere impiegati con criterio; muniti di certificato di buona salute e garantiti sotto l'aspetto igienico e comportamentale.
Di servizio. L'impiego di questi cani negli USA e in molti Paesi europei risale alla fine degli anni settanta. Nel 1975, in California, vennero redatti i protocolli di preparazione che verranno, poi, adottati in tutto il mondo. In Italia questi cani sono ancora sconosciuti al grande pubblico anche se ci sono alcune associazioni che stanno cercando di sensibilizzare l'opinione pubblica nei confronti dei numerosi supporti che sono in grado di offrire alle persone disabili. I compiti dei cani di servizio sono numerosi ma possono essere riassunti in un solo concetto: aiutano il disabile ad affrontare la quotidianità della vita. La loro preparazione dura all'incirca un paio d'anni e richiede un investimento economico molto elevato. Le tappe sono articolate e necessitano della collaborazione di molte persone. In Inghilterra, dove vengono adottati i protocolli sopra enunciati, ci sono diversi Centri che si occupano della preparazione di questi cani, tra loro, il CPI che si trova a Petersfields, nello Hempshire. Questo centro lavora da molti anni e dispone di due strutture immerse nel verde della campagna inglese. Una è riservata all'allevamento (quasi tutti retrievers) mentre l'altra dispone di alcuni uffici e di una palestra molto attrezzata. Il CPI è un'associazione “onlus”, non riceve fondi dallo stato ma vive di donazioni; ha un notevole bilancio economico e questo rende bene l'idea di quanto la popolazione sia stata, nel tempo, sensibilizzata su questo tema. Testimonial del CPI sono Allen Parton e il suo cane Endal, un labrador maschio color miele. Parton è un reduce della Guerra del Golfo; gravemente ferito, ha trascorso molti anni in ospedale dove fu sottoposto ad un lungo e doloroso percorso di riabilitazione. Costretto sulla sedia a rotelle, Allen incontrò gli operatori del CPI alcuni anni fa. Dopo aver effettuato il percorso previsto dal Centro, gli fu affidato Endal. Tra i due l'intesa è totale al punto che questo labrador è stato insignito, a livello nazionale, di molti riconoscimenti prestigiosi tra cui “Dog of the Millenium” e “Life Saver Award”. Quando viene chiesto ad Allen quali siano i compiti che il suo cane deve svolgere, lui risponde sempre con molta semplicità: “ fa tutto quello che gli chiedo: apre le porte, chiama l'ascensore, accende la luce, raccoglie gli oggetti da terra, ritira la posta dalla cassetta…basta chiederglielo…e lui lo fa; …ma è soprattutto un compagno, un amico insostituibile…”.
Questo episodio è molto esplicativo su quanto possa essere utile un cane di servizio per un disabile motorio. La varietà di supporti che possono sortire in questi casi è stata ben documentata in molti anni di studi e di confronti. Tuttavia, non bisogna cadere in semplicistiche considerazioni poiché la gestione efficace di questi cani dipende principalmente dal rapporto che si stabilisce tra le parti in causa. Un cane di servizio non è un “robot” a disposizione del disabile ma è un animale sensibile e intelligente, disponibile a fornire il suo aiuto in cambio di affetto, cure e partecipazione alla vita quotidiana.
D'assistenza. A differenza dei cani di servizio che vengono donati al disabile, i cani d'assistenza sono, in genere, cani che vanno in visita ai pazienti svolgendo compiti particolari.
Nel settore della riabilitazione si hanno molti esempi, qualcuno anche in Italia, sull'uso dei cani d'assistenza. In alcuni ospedali sono stati introdotti per aiutare i pazienti a compiere percorsi di riabilitazione con obiettivi mirati. Così, se un paziente deve riabilitare un arto inferiore o superiore, può scegliere se sottoporsi ai soliti percorsi effettuati attraverso l'uso di speciali macchine, oppure servirsi dell'aiuto di un cane. Viene così allestita un'apposita equipe di specialisti del settore riabilitativo al quale si aggiunge un istruttore cinofilo con il proprio cane ben preparato. Per la riabilitazione dell'arto superiore, anziché affidarsi ad un macchina che induce l'estensione dell'arto il paziente può lanciare la pallina al cane; oppure può spazzolarlo compiendo l'identico gesto. Lo stesso, se deve riabilitare un arto inferiore, potrà deambulare con il cane, usufruendo di un apposito setting terapeutico, anziché affidarsi alla macchina. I progetti portati avanti con l'assistenza dei cani sono stati testati nel tempo e confrontati con i percorsi effettuati attraverso l'uso dei macchinari. I risultati sono a favore dei cani sia sotto l'aspetto del benessere fisico che sotto il profilo del gradimento del paziente senza contare l'aspetto economico, ancora a favore dei cani.
I cani per non udenti. Vengono preparati per essere affidati a persone prive dell'udito. Il percorso educativo è complesso soprattutto perché viene praticato in assenza di un linguaggio verbale. Ovvero, questi cani vengono istruiti attraverso il linguaggio dei segni (paraverbale) e l'uso di un fischietto. Il loro compito è quello di avvertite il padrone della presenza nell'ambiente di un rumore. A quel punto, toccano la persona e la conducono in direzione della fonte del rumore. In caso di pericolo, lo toccano e rimangono immobili. La loro presenza rende le persone non udenti più sicure e indipendenti poiché sanno di poter contare su di un cane molto affidabile. Anche la loro preparazione è articolata e costosa. In Italia non si registrano iniziative in atto in tal senso. All'estero sono abbastanza diffusi. Solitamente vengono impiegati cani di piccola taglia con temperamento molto reattivo e vigile.
Per non vedenti. Molto diffuse nel nostro Paese già dal dopoguerra, le scuole per cani guida per non vedenti sono distribuite su gran parte del territorio. Come ogni altro tipo di preparazione citata in precedenza, anche questa è basata sull'attuazione del metodo dolce, basato sul gioco. I concetti essenziali che vengono insegnati a questi cani sono relativi alla capacità di sapersi destreggiare nel traffico quotidiano. Per cui viene loro insegnato il concetto di linea retta; stima del traffico; evitamento degli ostacoli; indifferenza ai rumori e agli animali. L'affidamento alla persona non vedente viene effettuato attraverso particolari test psicologici che definiscono, al meglio, la compatibilità della coppia. Inoltre, nel corso del primo anno d'affidamento la coppia viene monitorata e supportata per facilitarne l'interazione quotidiana.
Residenti. Si tratta di cani che vivono in maniera permanente all'interno di alcune strutture.
La presenza dei cani deve però essere mirata ad un obiettivo, ovvero, deve coinvolgere le persone che sono ospitate nella struttura in questione. Diversamente, la sola mera presenza di uno o più cani potrebbe diventare monotona e perdere di interesse in breve tempo. Un esempio positivo della funzione dei cani residenti può venire dall'attivazione di un allevamento o di un corso di educazione e di addestramento all'interno di una comunità di recupero. In questo modo gli ospiti sono coinvolti in una attività duratura e gratificante dov'è possibile anche imparare un mestiere.
Nelle scuole e nelle Residenze per anziani l'introduzione di cani residenti non è consigliata poiché faciliterebbe l'attivazione di conflitti di possesso e di gestione, da parte dell'utenza, che andrebbero ad influire negativamente su tutto il progetto. In questi casi è consigliabile l'attivazione di progetti con cani visitatori, oppure, come animali residenti, piccolo roditori, animali da cortile, uccellini da voliera, pesci d'acquario.

Fossati Renata

 
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