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ENCI: Ente Nazionale Cinofilia Italiana

Molte piante da ornamento sono dannose per la salute

QUANDO IL CANE MANGIA LA FOGLIA

Quando sono giovani i cani adorano masticare di tutto, prima della maturità sembrano dei veri e propri "aspirapolvere" distruggono e fagocitano qualsiasi cosa si trovi sul loro cammino a portata della loro bocca. I cuccioli per natura sono estremamente curiosi ed esplorano il mondo soprattutto con la bocca, anche l'eruzione dei denti è un fattore che predispone a masticare quanto di più strano arrivi alla loro portata.
Anche le piante ornamentali non sono risparmiate dai soggetti immaturi, che possono tranquillamente rovesciare e masticare, rosicchiandole fino a renderle irriconoscibili. Purtroppo il nostro animale non sempre perde con l'età questa pessima abitudine, molti cani "brucano" l'erba , non è vero che i nostri animali sanno "scegliere" le piante che ingoiano, così come non è vero che l'erba fa bene al cane, piuttosto gli procura vomito e diarrea.
A volte capita che rivolgano le loro attenzioni a vegetali velenosi e finiscono con l'intossicarsi. Per fortuna comunque quest'eventualità è abbastanza rara anche perché le quantità ingerite sono generalmente modeste.
Molte delle piante che teniamo in appartamento o in giardino a scopo decorativo risultano indigeste e pericolose per i nostri amici, vediamo quali sono le più diffuse.

AZALEA E RODODENDRO
L'intossicazione avviene ingerendo le foglie, i sintomi compaiono dopo qualche ora ed interessano lo stomaco, vomito, nausea abbondante, perdita di saliva, depressione e prostrazione.
Non esiste antidoto, si effettua una terapia di sostegno in attesa che svaniscano gli effetti.

TULIPANO
Questa bella e diffusa pianta contiene sostanze tossiche all'interno del bulbo, è praticamente impossibile dunque che il nostro animale lo estragga dal terreno scavando e lo mastichi nel periodo in cui è in infiorescenza, piuttosto è possibile che trovi i bulbi conservati in attesa di essere sotterrati e ci giochi come farebbe con una pallina, finendo col masticarli.
L'intossicazione non è grave, la sintomatologia è gastroenterica e la terapia sintomatica
Lo stesso discorso è valido anche per i bulbi di IRIS, BELLADONNA e AMARILLI.

EDERA
Foglie e frutti contengono un veleno che se assunto indiscriminatamente può procurare la morte del soggetto. Un'ingestione limitata è causa di una grave gastroenterite con nausea, vomito, diarrea e intenso dolore addominale. La terapia è anche in questo caso sintomatica.

SOLANO
Questo arbusto (Solanum Pseudocapsicum) è presente nei giardini a scopo ornamentale per le sue bacche rosse che possono essere fonte di avvelenamento anche per i bambini.
Anche l'alcaloide contenuto in questi frutti da origine a gastroenterite con nausea, vomito, diarrea emorragica e forte dolore addominale, possono comparire anche sintomi nervosi. La terapia è sempre sintomatica e di sostegno in attesa che l'animale smaltisca il veleno.

STELLA DI NATALE
Durante le feste natalizie in quasi tutte le case risalta con le sue allegre foglie rosse una di queste belle piante tropicali. La sua linfa lattescente, così come quella delle altre piante appartenenti al genere euforbia, è estremamente irritante. Il contatto con essa può procurare raramente dermatiti e più spesso cheratiti e congiuntiviti. In caso di ingestione ad irritarsi saranno bocca, stomaco e tutto il tratto gastroenterico con diarrea e vomito. Terapia sintomatica. Occhi e cute se interessati devono essere sciacquati abbondantemente.

DIFFENBACHIA, FILODENDRO E ORECCHIO D'ELEFANTE
Queste tre comunissime piante procurano le stesse manifestazioni nel caso in cui l'animale ne assuma le foglie, spesso vengono accusate ingiustamente di essere responsabili dei disturbi dei nostri animali, in realtà l'avvelenamento non è così frequente e la sintomatologia è abbastanza specifica.
Gonfiore ed irritazione di gola, bocca e lingua. A meno che la laringe non si gonfi al punto di provocare problemi respiratori, generalmente l'avvelenamento da queste piante non è grave sebbene la sintomatologia sia imponente e allarmi il proprietario: il pet sbava abbondantemente e scuote insistentemente la testa e il muso si gonfia notevolmente. Terapia antistaminica e antinfiammatoria.
Le altre piante ornamentali appartenenti a questa famiglia in grado di procurare stomatite (irritazione della bocca) sono comunemente conosciute con i seguenti nomi:
Monstera, Calla lily, Calasdium, Skunk Cabbage, Calle, Malanga.

TABACCO
In questo caso non è la pianta la fonte per il pet visto che dalle nostre parti non è diffusa ma potrebbero esserlo sigari e sigarette al contrario molto diffusi! Cuccioli che per gioco possono masticare un sigaro o una sigaretta si espongono all'assunzione dell'alcaloide contenuto nelle foglie del tabacco: la nicotina. Pochi milligrammi possono intossicare l'animale dosi nell'ordine delle decine di mg possono condurlo a morte. Una sigaretta ne contiene fino a 20-30 mg , un sigaro anche 120mg.
Fortunatamente l'assunzione per via orale è accompagnata da vomito, in questo modo l'animale difficilmente può assorbirne quantità letali.
L'intossicazione si manifesta con salivazione, vomito e diarrea, presto compaiono anche sintomi nervosi, tremori, spasmi, abbattimento, andatura incerta ecc., la morte sopraggiunge per paralisi dei muscoli respiratori.
La comparsa dei sintomi in seguito all'ingestione è estremamente rapida è indispensabile dunque un pronto intervento. La priorità è riservata ovviamente al sostegno del soggetto con opportuna intubazione e ventilazione fino a che non smaltisca gli effetti paralizzanti dei muscoli respiratori, l'eliminazione dallo stomaco di eventuali residui è la seconda priorità in questi casi.
Nel caso si dovesse cogliere il nostro animale nell'atto di ingoiare piante ornamentali è importante quando ci si rivolge al veterinario sapere indicare che pianta e quali parti ha effettivamente assunto.

Fabio Borganti

 
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