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ENCI: Ente Nazionale Cinofilia Italiana

I GRANDI OSPITI

Come riconoscere i parassiti

La convivenza uomo-animale in ambiente domestico ha sempre comportato una serie di problemi vecchi e nuovi ai quali va attribuita la giusta importanza. In questo caso una particolare attenzione la dobbiamo dedicare ai "parassiti intestinali" che molto spesso affliggono i nostri cani ed a volte la loro presenza inducono riflessi negativi anche sulla salute umana. Nell'apparato digerente del cane possono essere ospitati diversi tipi di vermi, ma in questa circostanza ci occuperemo degli ascaridi, detti anche vermi tondi che, insieme alle tenie, dette anche vermi piatti, sono quelli che, con maggiore incidenza, attaccano i nostri cani. In generale si può affermare che, quando un cane subisce una infestazione da vermi, se in modo lieve non si verificano gravissime conseguenze, ma, quando il numero di endoparassiti è elevato, si possono sviluppare condizioni patologiche complesse e preoccupanti che in molti casi inducono forme di forte debilitazione per lunghi periodi di tempo ed in diversi altri può sopraggiungere la morte del soggetto anche in tempi brevi, quasi improvvisamente.
La maggior parte delle affezioni parassitarie gastrointestinali del cane sono caratterizzate da segni clinici ripetitivi che devono indurre all'esecuzione di test diagnostici specifici, come verificare la presenza delle uova dei parassiti nelle feci del cane che si può evidenziare tramite un esame al microscopio per accertare sia il tipo di parassita che l'entità dell'infestazione, e poi da questo dipenderanno le scelte terapeutiche.
La somministrazione di una terapia specifica perchè abbia sicuro successo merita alcune considerazioni importanti: stabilire se si tratta di una parassitosi costituita da un episodio singolo, oppure se si tratta di un quadro con continue infestazioni; inoltre considerare le diverse vie di infestazioni seguite da alcuni parassiti, ed ancora i vari ambienti frequentati dal cane e, non ultimo, i diversi modi di agire dei relativi padroni. Inoltre, perchè i trattamenti contro i vermi abbiano successo, devono essere basati su una appropriata conoscenza del ciclo biologico del tipo di vermi e delle possibili interazioni fra il parassita e l'ospite. A questo proposito voglio illustrarvi il ciclo biologico degli ascaridi (Toxcara canis) che è certamente il tipo di parassita che con maggiore frequenza insidia intere cucciolate e la maggior parte dei giovani cani.
Gli ascaridi sono vermi tondi di colore biancastro tendente al giallo, vivono e si accrescono nell'apparato digerente del cane, dove da adulti raggiungono dimensioni fino a 10-12 cm di lunghezza. Qui, dopo l'accoppiamento, le femmine depongono giornalmente un numero notevole di uova, che vengono eliminate tramite le feci nell'ambiente esterno. Quando le condizioni di temperatura ed umidità sono ottimali, dalle uova si schiudono le larve, che sono molto resistenti, e queste uova larvate possono restare attive in attesa che vengano ingerite da nuovi ospiti, fino anche ad un lungo periodo di cinque anni.
Vediamo adesso quali sono le principali vie d'infestazione da ascaridi nel cane.
I cuccioli possono già nascere infestati dagli ascaridi ed in seguito vi spiegherò il meccanismo per cui ciò avviene. Adesso vediamo come possono infestarsi i cuccioli dopo la nascita per via orale. Subito dopo la nascita questo può avvenire sia per via transmammaria durante la fase di allattamento, che più tardi, da dopo lo svezzamento in poi. L'ingestione da parte del cucciolo di alimenti o di altre sostanze contaminate da uova embrionate è molto frequente in ambienti frequentati da molti cani, ad es. canili o piccoli allevamenti, invece è piuttosto rara per le cucciolate nate in casa. Le uova ingerite, appena giunte nell'apparato digerente del cucciolo si schiudono e nel duodeno si liberano le larve di 1° stadio dette anche L1. Queste mutano velocemente in L2 (larve di secondo stadio), attraversano la mucosa intestinale e giungono nel circolo sanguigno, dove subiscono la caratteristica migrazione entero-epato-polmonare raggiungendo prima il fegato e poi i polmoni. In questa sede si possono verificare due situazioni:
1 alcune di queste larve riescono a penetrare negli alveoli polmonari e, risalendo i bronchi e la trachea, raggiungono la zona faringea, da dove vengono deglutite, e quindi ritornano all'intestino come sede definitiva dove maturano come parassiti adulti.
2 altre larve, durante la loro fase di migrazione, non passano negli alvoli polmonari, ma proseguono oltre, andandosi ad incistidare nelle masse muscolari e subendo così una migrazione somatica, bloccando il loro sviluppo in questi tessuti. In tale forma le larve permangono vitali per tempi lunghissimi, forse per tutta la vita.
Queste larve somatiche costituiscono un fondo cieco nei cani maschi e nelle femmine sterilizzate, mentre le femmine che verranno utilizzate per la riproduzione possono trasmettere gli ascaridi alle intere cucciolate. Questo modo di incistidarsi da parte delle larve costituisce un meccanismo importante di sopravvivenza della specie. Infatti, grazie a questa forma durante l'ultima fase della gravidanza, molte di queste larve incapsulate nel tessuto muscolare subiscono un processo di disincistarsi e, attraverso il circolo sanguigno, migrano verso l'utero, dove superano la barriera placentare e vanno a localizzarsi a livello del fegato dei feti. E' questa la ragione per cui i cuccioli già al momento della nascita possono essere infestati dagli ascaridi. Un altro aspetto è che molte delle larve incapsulate nei muscoli della fattrice, che si erano disincistidate durante la gravidanza, con questo processo di attivazione possono essere trasferite dalla madre ai cuccioli attraverso il latte, anche dopo la nascita.
Tutti i cani sono soggetti alle infestazioni da ascaridi, ma questa è considerata una patologia tipica dei cuccioli. I danni principali indotti da questi parassiti sono quelli di interagire con le attività metaboliche del soggetto parassitato e sono di origine meccanica e tossica. Quando il numero di vermi che agisce sulla mucosa intestinale dell'animale colpito è notevole si avranno manifestazioni di malessere spesso severi come dimagramento, vomito e diarrea. Il pericolo più grave è rappresentato dalle infestazioni massive di ascaridi dove gli ammassi di vermi attorcigliati fra di loro possono provocare il blocco intestinale con violenti dolori addominali e possibile morte dei soggetti colpiti. Quando gli ascaridi non vengono rimossi in tempi brevi, determinano fatti tossici ed i cani infestati manifestano apatia, perdita o diminuizione dell'appetito, tremori muscolari, coliche, attacchi convulsivi e può manifestarsi il rachitismo in forma molto più conclamata in quei soggetti con ascaridiosi in atto rispetto a quelli sani.
Il ruolo di potenziale pericolosità che gli ascaridi hanno non è soltanto per il cane, come abbiamo appena visto, ma costituiscono una serie minaccia anche per la salute umana trattandosi di una malattia zoonosica, ovvero che passa dall'animale all'uomo e viceversa. Infatti, se delle uova di ascaridi vengono accidentalmente ingerite dall'uomo, si possono sviluppare due temibili sindromi conosciute come "larva migrans viscerale" e " larva migrans oculare" che costituiscono problemi sanitari molto severi.
Più esposti a questo pericolo sono i bambini oltre che per una maggiore sensibilità rispetto agli adulti, anche perchè spesso irresponsabili delle norme igieniche più elementari, come giocare rotolandosi sui prati o nel terreno sovente frequentati anche da cani che lasciano i loro escrementi.
La "Larva migrans viscerale" per fortuna decorre quasi sempre in forma asintomatica, infatti sono rarissime le segnalazioni di casi di malattia conclamata con le manifestazioni classiche come febbre, anemia, perdita di peso, polmonite, gastroenterite, disturbi comportamentali, convulsioni. Sono stati condotti alcuni studi in merito, dai quali si è potuto stabilire che circa il 4% degli italiani adulti possiede anticorpi contro le larve di ascaridi; ciò significa che molte persone sono venute a contatto con questi parassiti senza che abbiano mai manifestato segni di malattia, che di fatto si presenta mediamente in un caso su diecimila persone infestate.
In conclusione questa parassitosi non deve essere mai sottovalutata, perchè, come abbiamo potuto valutare, può influire negativamente sia sulla salute dei nostri amici animali che dei proprietari. Le misure di prevenzione, quindi, possono sensibilmente ridurre il rischio che i nostri cani si ammalino, infatti ultimamente le affezioni parassitarie nel cane pare abbiano avuto un sostanziale regresso rispetto al passato. Questa migliore realtà è da attribuire all'uso di nuovi preparati che vengono impiegati con sistematicità per la profilassi della filariosi, oltre ad altri preparati utilizzati per la sistematica prevenzione delle pulci, che sono responsabili della trasmissione delle tenie. Quindi: mantenere corretti rapporti igienici uomo-cane-ambiente, somministrare sempre un'alimentazione sana e corretta, sottoporre a periodici trattamenti antiparassitari i cani fin dall'inizio da quando si acquistano con trattamenti mirati, costituiscono il modo più corretto in assoluto, rispettando il sano principio che prevenire è meglio che curare.

Marco Smaldone

 
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