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ENCI: Ente Nazionale Cinofilia Italiana


La leishmania arriva d'estate

Ne ? responsabile un insetto pi? piccolo della zanzara

La leishmaniosi è una malattia causata da un protozooLa leishmaniosi è una malattia purtroppo ben conosciuta nel nostro Paese, soprattutto dai proprietari di cani; è in questo animale, infatti, che si manifesta frequentemente ed in tutta la sua gravità.
E' causata da un protozoo, un organismo monocellulare (esseri viventi diversi dai batteri, costituiti da un'unica cellula nucleata, insensibili all'azione degli antibiotici).
Questo microrganismo si insedia negli apparati adibiti alla difesa dell'ospite, linfonodi e milza, procura una malattia ad evoluzione lenta e spesso inesorabile, fino a portare a morte il soggetto.
La leishmaniosi è dunque una malattia cronica a decorso lento, i sintomi possono comparire anche dopo un anno che si è contratta.


VIE DI CONTAGIO


La via di trasmissione non è diretta; un animale malato non è pericoloso per uno sano, neppure se vivono in stretto contatto.
Per la sua diffusione è necessaria la presenza di un piccolo insetto pungitore, il flebotomo o pappatacio.
L'artropode si infetta pungendo un animale malato e trasmette poi la malattia ad un altro soggetto sano quando lo punge, inoculando il protozoo.


DOVE E' DIFFUSA

 

La presenza o meno dell'insetto in questione rende la leishmaniosi una malattia limitata come diffusione alle zone dove questo vive.
Le aree dove prospera il flebotomo sono dette endemiche. L'insetto vive nelle regioni esotiche ma anche in tutta la zona costiera del Mediterraneo, Costa Azzurra, Spagna, Grecia, ecc. Italia compresa. Liguria, Toscana, centro e sud Italia sono a rischio per leishmaniosi.
Recentemente, in seguito all'innalzamento della temperatura, si é scoperto che il flebotomo si è stanziato anche in altre aree una volta esenti, ad esempio al nord sul lago di Garda.
La situazione nel sud è particolarmente grave.
Questo per la scarsa attenzione che si rivolge nelle regioni meridionali al fenomeno del randagismo, e alla pessima abitudine di lasciare girovagare mute di cani abbandonati a sé stessi.
Capita che animali infettati restino per anni senza cure a svolgere funzione di serbatoio della malattia, spesso proprio perché malati purtroppo vengono abbandonati.


SINTOMI


Di seguito elencheremo i sintomi classici della malattia, è opportuno però ricordare che accanto alle forme tradizionalmente descritte possono comparire quadri atipici, in cui viene interessato un solo organo o apparato, o addirittura asintomatiche.
Tutto inizia con un lento e progressivo dimagramento del soggetto, l'appetito è capriccioso, il cane si stanca facilmente, sulla cute compaiono lesioni furfuracee. Le lesioni cutanee possono persistere per tempi lunghissimi, resistenti a terapie locali.

Mucose pallide, quindi anemia, problemi renali e oculari compaiono rapidamente.
Si tratta chiaramente di una malattia sistemica, la febbre non ha un ruolo importante dal punto di vista diagnostico, la milza e i linfonodi si ingrossano (le cosiddette ghiandole, sono ben apprezzabili a livello della gola e dietro il ginocchio), le lesioni cutanee tendono a complicarsi e il quadro peggiora per l'instaurasi di una patologia da immunocomplessi: l'organismo risponde con la produzione di anticorpi privi di azione neutralizzante nei confronti delle leishmanie, ma che si legano ad antigeni solubili e si depositano nei tessuti danneggiandoli (reni, vasi, occhi ecc.).


RENI


Le alterazioni renali sono la complicazione più frequente e spesso rappresentano il motivo della morte del soggetto.


OSSA E MUSCOLI


Artriti e lesioni muscolari e osse sono rare.


APPARATO DIGERENTE


Vomito e diarrea subentrano, generalmente, in conseguenza delle alterazioni epato renali.


SANGUE E APPARATO CARDIOCIRCOLATORIO


Sindromi emorragiche, alterazioni vasali, diarrea emorragica, urine con sangue, perdita di sangue dal naso ecc. Più rari svenimenti (lipotimie) e edemi degli arti (gonfiori).


DIAGNOSI


Non è difficile per il clinico interpretare i sintomi della leishmaniosi se l'anamnesi riferisce a soggiorni in zone a rischio si rende indispensabile convalidare il sospetto con gli esami del caso.
La ricerca del protozoo si esegue solitamente con puntato linfonodale o per via indiretta con test di immunofluorescenza.
E' sempre consigliabile controllare periodicamente gli animali che vivono o soggiornano, anche per brevi periodi, in zone endemiche.
La positività alla ricerca della malattia non sempre implica la necessità di impostare una terapia (se non vive in zone dove può fungere da serbatoio); le condizioni del cane e il risultato degli esami devono essere valutati dal clinico per stabilire un piano di monitoraggio della malattia nel soggetto e il giusto impiego, o meno, di un trattamento farmacologico. La scelta terapeutica nei diversi casi di leishmaniosi viene gestita dal veterinario in maniera personalizzata a seconda delle indicazioni diverse da soggetto a soggetto. A questo proposito diventa indispensabile tutto un corollario di esami. Funzionalità renale e proteine totali sono, ad esempio, indispensabili per conoscere l'evoluzione della malattia.


TERAPIA


La terapia è possibile solamente in caso di diagnosi precoce, prima che si manifesti in tutta la sua gravità.
Quella maggiormente impiegata ancora oggi consiste nell'impiego di antimoniato di n-metilglucamina per via parenterale (iniezioni).
La necessità di terapie prolungate e la cronicità della malattia possono indurre il medico a optare per trattamenti con farmaci alternativi, somministrati al cane per bocca, permettendo una gestione del problema sicuramente più agevole per il proprietario e spesso con buoni risultati.
Si tratta, comunque, di una malattia cronica di difficile risoluzione, esistono diverse possibilità terapeutiche che devono essere valutate dal veterinario in funzione del quadro clinico e dei risultati degli esami.
L'insorgenza di problemi renali deve essere arginata con corticosteroidi poiché è di origine immunitaria.


PREVENZIONE


Nessun problema per i cani che non vivono in zone a rischio.
Se si presenta la possibilità di soggiorni in zone pericolose durante i periodo di villeggiatura, è fondamentale la prevenzione.
Il pappatacio punge soprattutto nelle ore notturne e all'alba, è talmente piccolo che le zanzariere non riescono a fermare la sua aggressione, la miglior cosa da fare contro il suo morso, potenzialmente pericolosissimo, è impiegare repellenti contro gli insetti volanti nell'ambiente dove si vive o direttamente sul mantello degli animali.
Ovviamente i soggetti che pernottano all'esterno sono comunque più esposti alla puntura dell'insetto e quindi al contagio.
La leishmaniosi colpisce anche l'uomo, è infatti una patologia soggetta a obbligo di notifica alle autorità sanitarie competenti da parte del veterinario; è comunque sicuro che il contatto, anche stretto, con animali malati, non è assolutamente pericoloso per la salute.

Fabio Borganti

 
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