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ENCI: Ente Nazionale Cinofilia Italiana

Pace Maker per i nostri cani

Nahani è una lupetta che soffre della Sindrome del Seno Malato associata a disturbi della conduzione atrioventricolare, una malattia per la quale non esistono cure farmacologiche e che può portare – se non arginata – a morte improvvisa. Non esistendo farmaci per la sua risoluzione, Nahanni è stata indirizzata alla Clinica Malpensa di Semarate (MI) e all’équipe cardiologica del dr. Santilli e della dott.ssa Perego per un difficile intervento di impianto del pace maker. All’inizio i veterinari hanno cercato di posizionare gli elettrodi nel cuore passando per la giugulare sinistra di Nahani. Si sono però accorti subito che la giugulare era malformata e non portava direttamente al cuore. Hanno perciò dovuto richiuderla e rifare tutto l’impianto dalla parte destra. Dopo quattro ore d’intervento, Nahani è stata riconsegnata alla proprietaria. Tutto è andato per il meglio. I controlli dovranno essere effettuati ogni sei mesi per accertare che tutto l’impianto lavori alla perfezione. Il pace maker può intervenire in molte patologie cardiologiche dei nostri amici a quattrozampe. Spiega la dottoressa Manuela Perego della Clinica Veterinaria Malpensa di Semarate: “L’impianto di pacemaker rappresenta la terapia di elezione per il trattamento di tutte le bradiaritmie sintomatiche che sono rappresentate sostanzialmente da: blocchi atrioventricolari di II° (tipo 2:1 e tipo avanzato) e III°, miopatia atrioventricolare (silenzio atriale persistente), sindrome del seno malato (sick sinus syndrome). Negli ultimi anni una particolare tipologia di pacemaker (pacemaker biventricolari) sono utilizzati in soggetti affetti da fibrillazione atriale refrattaria alla terapia farmacologica. In questi pazienti si effettua l’ablazione mediante radiofrequenza del nodo atrioventricolare previo impianto di pacemaker biventricolare (ablate and pace therapy).” Ci sono controindicazioni? “In pazienti affetti da bradiaritmia asintomatica non ci sono vere e proprie controindicazioni, ma ci possono essere complicanze intra- e post-operatorie che sono classificate in complicazioni maggiori (dislocazione/frattura dell’elettrodo, infezioni della tasca sottocutanea, perforazione del ventricolo destro durante impianto) e complicanze minori (seroma della tasca sottocutanea, contrazioni diaframmatiche, problemi di sensing): la percentuale di queste complicanze presso il nostro centro è rappresentata dai seguenti valori: complicanze maggiori: 16,6%, complicanze minori: 5,5%. L’impianto di pacemaker endocardico è permanente e prevede un controllo ad un mese dall’impianto seguito da controlli semestrali. I controlli dell’impianto sono fatti in telemetria e consentono l’analisi dell’attività del pacemaker nel periodo precedente.” Un traguardo veterinario importante a dimostrazione dei successi e della competenza della cardiologia veterinaria nel nostro Paese.

Brunella Paciello

 
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