Successo del Trofeo a Fibbiana di Empoli
Affreschi di capitoli cinofili, episodi-aneddoti, andati purtroppo indietro, ma che provando a spolverare i particolari, ecco stagliarsi una figura di cartello così tanto amata e molto spesso fare da argomento, nel dire di cinofila e più ancora nel discorrere di setter. Lui, Remo Tempestini, il “nostro Bozzolo”. Un personaggio per davvero, un maestro in fatto di addestramento cani, setter i preferiti. Tanti i ricordi di quell’ di arte e altrettanti i suoi dire ai nuovi capitoli di cinofilia e contorni di personaggi, che aveva avuto modo d’incrociare negli ultimi tempi che stette tra noi e prima di andare avanti. Tanti risvolti urticanti del suo carattere a difesa di quel fare Cinofilia con lettera maiuscola! Così quel sabato 25 di luglio, a Fibbiana di Empoli, quella dinamica e fattiva delegazione Sis., come già gli anni scorsi, ha voluto da par suo e con grande sentimento, commemorare Remo, un suo socio, con una speciale setter. Meglio dire a ricordarlo, che significa vivere le cose più care e che si vuol conservare la memoria. Fin troppo circoscritto quel rivestire le tenerezze delle rimembranze, patti di memoria transatti senza accomodamenti, per richiami ad altra speciale setter. Più che sdoppiando le abitudine dei numeri delle scorse edizioni di detto Trofeo. Intrecci di delusioni a scuotere passione e fiducia dei cinofili di Fibbiana, nessun contesto anche perché di questi tempi non serve. Qualche critica può anche fare bene. Dall’incirca dei 130 setter delle scorse ricorrenze, ai poco più di sessanta che hanno marcato presenza quest’anno. I più fedeli amici e conoscenti del “nostro” Bozzolo, divisi in quattro batterie, puntare su quella campagna Toscana, fin troppo riarsa, ma dalla buona presenza di selvatici. Così a raccolta, quei setterman, mettendo in opera la ricetta migliore e senza critiche: “tra il quotidiano essere e il quotidiano volere…” Che c’entra se erano un pò pochi, non tenevano il più minimo sussiego, ma tanta voglia di fare soltanto cinofilia. Appuntamenti in quelle care e famigliari contrade contadine ai setter per recitare le loro chanson de geste, mezzi e qualità permettendo. Covatele di fagianotti quasi sempre a ridosso di ombre benefiche, qualche vecchio isolato a margine di prode e palei e attenti al chi va là. Terreni non sempre facili da rilevare squisitezze stilistiche, più consoni a far risaltare funzioni di venatorietà. A ribadire in primo piano: il setter nel suo galoppo, dovrebbe sempre essere una potenza intrisa di armonia, senza schivare i riflettori delle realtà dell’ausiliare da caccia. Personali opinioni e sereni pensieri d’un giu
dice antico, che probabilmente faranno sorridere i tanti “giovani saputi”, convinti loro, di essere “gli scopritori della chiave per possedere il futuro”. Al tirar di conto, si sono qualificati sei setter con la eccellenza e uno con Cqn.- Senz’altro il “Bozzolo”, eterno ragazzo privo di fronzoli, da vero figlio di Toscana, che sapeva così bene distinguere gli amici dai “fagotti”, dopo aver letto queste modeste note, ci manderà un salutone, ai bravi organizzatori, ai fedeli partecipanti, e noi che ci rendeva orgogliosi della sua amicizia.
Pisa, 20 agosto 2009 Gian Carlo Trivellato
Batt.1
1°Ecc. Gnicche Ghinassi
2°Ecc. Mailo Mori
Batt.2
1°Ecc. Elvis Meoni
2°Ecc. Chira Gualdieri
Batt.4
1°Ecc. Lena Gallerini
2°Ecc. Pittino Lippi
Al di là d’un fitto calendario di appuntamenti che ogni estate, i vari gruppi cinofili mettono per così dire in cantiere, vi sono però e per tantissime ragioni le prove “capofila”, come a fare da guida. Occasioni imperdibili, per testimonianze di tanti appassionati cinofili, specie di eredità che da più edizioni hanno trovato crescenti consensi. Affezioni,atmosfere, armonie, ma anche tanta linfa zootecnica per le razze da ferma. Non si vorrebbe dire, che qualcuna di queste prove, se pure ricca di tradizioni passate, staglia anno dopo anno sfumature di tramonto, tremolii di agonie crepuscolari. Delle vere e intriganti realtà, come certi ripopolamenti accusino forte recessione nella presenza dei selvatici. Ma tutto vero e che abbiamo constatato. Comunque sia e senza sottointesi, nel tour delle prove estive toscane, motivi e numeri per rendere felice il comparto cani da ferma, vi sono sempre le eccellenze e le realtà bene a portata. Certamente a chi: per mezzi, qualità e anche fortuna, lo merita. Pensieri sereni d’accordo, ma anche vagabondi, da questa solatia spiaggia tirrenica dalla quale un giudice antico batte queste note. Le onorate fatiche di tanti uomini appassionati ed entusiasti, pronti ogni estate e senza nessun ego, sapienti nel loro fare di quei loro impegni organizzativi. Con un solo interesse: fare bene, affinché cani e conduttori trovino la conferma che solo i sogni possono essere veri. Contadini toschi, ricchi della filosofia di vita e magari a ripeterci il caro Papini: “Date pan raffermo piuttosto che fagiolate senza garbo né condimento”. Brevi sintesi delle prove che eravamo presenti e sempre con cuore compiaciuto.
Più o meno il solito collage di immagini e paesaggi, altre conferme della nota movida cinofila, che sono le Estive Toscane. Sovigliana divenuta come un passaggio d’obbligo, dentro un corollario di verità di “giostre” cinofile, gestite con l’efficacia straordinaria nel loro modo di essere. Nomi? sarebbe un lungo refrain, per intenderci quelli soliti, rispondendo alla regia del “Francesco nazionale” e di M.Curatolo, rielaborando repertori già elaborati e strutturati dal Carlo Peti. D’altronde, tutti i puntini sopra tutti gli i, per raccontare di questa tappa “con facilità feconda” impressioni e umori. Qualche logica tensione per certe zone, non proprio all’eccellenza per presenza di selvatici, accompagnate da un valzer di ipotesi. Che poi alla fine e come sempre, parlano le percentuali delle qualifiche. All’incirca 260 cani presenti, così pure tanti bei turni, che dentro quelle speciali cornici, hanno pittato quadri d’autore.
FASCINO DELLA MAREMMA
La prima serie delle prove di Maremma. Vi sarà una seconda tornata. Nessun dubbio che anche queste rassegne avrebbero confermato simboli e realtà, nelle eccellenze delle tradizioni. E poi conosciamo le capacità del ben fare cinofilia di registi, operatori e comparse del Gruppo Cinofilo Grossetano, un’aristocrazia che trova sempre la pena e l’interesse di porre in atto cicli di prove utili, al servigio con i logici particolari per chi vi partecipa. Concorsi maremmani, dentro incanti d’un paesaggio che amiamo moltissimo per la sua asprezza e fascino, che ci ha “ piacevolmente contagiati da quello strano morbo… che prende il nome di… Mal di… Maremma!”. Assieme a noi, tante vecchie “volpi”, ma anche qualche faccia nuova a quelli appuntamenti estivi. Tanti gli spazi, i recuperi eventuali di realtà cinotecniche, anche perché i contorni diversi sono solo delle scommesse. Nelle razze continentali i soggetti di: A. Nobile, di L. Ticciati, di G.Lapi, dei Selmi, i “Notte di S. Lorenzo” e qualche altro, a marcare il totalizzatore delle qualifiche. Negli inglesi, podi in evidenza per gli allievi di: A.Nuziata, dei Pianeggiani, dei Conti, dei Meoni, dei Bellandi e Calastri, dello Zagni e del Tognetti e altri. Tutti assieme a sfidare la crudeltà di questa infuocata estate, sulle piagge e poggi di Sasso d’Ombrone, Porrona, Cornacchiaio e altre località “ereditate” dai vecchi Etruschi. Quintali di soddisfazioni per quelli operatori delle prove di Maremma, i vari: Isidori, Evangelisti, la Renata, il Baricci, il Mancineschi, Rollando e Giancarlo, con la regia di Betty Buccalossi.
Gian Carlo Trivellato