Sui monti Sibillini un esperimento pilota con i cani da ferma
Avviato il primo censimento di stanziale mentre si esplora la possibilità di prove classiche con inglesi e continentali. Quali sono le caratteristiche necessarie per gli ausiliariper
Cambiano gli uomini, le religioni e le culture, compresa anche quella dell’ambientalismo immobilista dei decenni passati. E così una delle aree protette più importanti d’Italia, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini del Presidente Massimo Marcaccio, ha dato vita, in collaborazione con l’Università di Camerino, ai censimenti sulla coturnice e sulla starna con l’ausilio dei cani da ferma all’interno dei propri confini. Per settimane le guide e gli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno accompagnato alcuni cacciatori-cinofili scelti, grandi appassionati di questi due selvatici, alla ricerca delle brigate laddove, in primavera, gli studiosi avevano rilevato al canto la presenza di galli e coppie. Al di là dei risultati in termini numerici, non ancora disponibili in quanto il progetto non è ancora stato completato, sugli scudi sale la lungimiranza di un Parco Nazionale che, fra i primi in Italia se non addirittura battistrada, ha chiesto la collaborazione dei cacciatori con cane da ferma per contare alcune specie animali, una delle quali – la coturnice – dovrebbe essere il vero simbolo di tutte le aree protette degli Appennini. Per quanto riguarda le operazioni tecniche di censimento, va da sé che questa procedura non può essere svolta come si trattasse di una normale battuta di caccia oppure di un turno in prova di grande cerca, classica o caccia a starne. Gli operatori-cinofili devono attenersi alle indicazioni del tecnico faunistico dell’Università, che li guida lungo percorsi tracciati in precedenza sulla base dei rilevamenti primaverili. Inoltre, l’uscita non può durare più di un determinato periodo di tempo, generalmente due ore per le starne in pianura e collina e cinque ore per le coturnici in montagna. Pertanto, il cane “da censimento” deve possedere ottimo fondo, tenacia ed un eccezionale senso del collegamento, in maniera tale da coprire anche grandi spazi pur rimanendo costantemente a disposizione del conduttore e delle decisioni del tecnico-guida. Sotto questo aspetto, per caratteristiche di conformazione dei terreni del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, si stanno contraddistinguendo in maniera particolare i setter inglesi e i pointer per quel che riguarda le razze inglesi, mentre fra i continentali sono i kurzhaar a fare la parte del leone. Se le vette di Monte Vettore e Monte Patino hanno esaltato le doti dei galoppatori, rievocando alla memoria dei cinofili scene datate venti anni fa, quando l’apertura alla coturnice era la vera apertura anche in Umbria, i terreni spezzati del Piano di Santa Scolastica (Norcia) hanno premiato la sagacia e il senso del selvatico dei kurzhaar, che con la loro cerca più ristretta sono andati a punto anche durante giornate non particolarmente favorevoli sotto l’aspetto olfattivo. Numerose anche le quaglie trovate dagli ausiliari, oltre alle lepri e ai tantissimi fagiani, che ormai sono diventati dei veri e propri infestanti. Addirittura uno di questi animali è stato fermato e poi involato vicino a Castelluccio di Norcia, intorno ai 1450 metri di altitudine… I censimenti nel Parco dei Sibillini sono stati, in ogni caso, un’esperienza da ripetere, con l’auspicio che possa trattarsi di un primo, importante passo verso il traguardo della collaborazione reale e continua fra cacciatori-cinofili e ambientalisti, per il bene stesso delle aree protette e delle specie oggetto di censimento. Inoltre, è di pochi giorni fa la notizia che il Presidente del Parco Nazionale Massimo Marcaccio si è detto “disponibile” ad incontrarsi e confrontarsi con il Consigliere di Presidenza Nazionale della Federazione Italiana della Caccia Massimo Buconi, per discutere della possibilità di ripristinare uno degli appuntamenti più sentiti in assoluto dalla cinofilia italiana ed europea: le classiche a quaglie sul Pian Grande di Castelluccio di Norcia.
Daniele Ubaldi