Dall’arte del Guercino all’attualità della razza
Da “cane da acqua” a cercatore di tartufi e magnifico esemplare da compagnia
Ho fatto un sogno. Ero nella cattedrale di Cento davanti ai dipinti del Guercino che nel 1800 arricchì di insigni opere palazzi e templi di Roma, Bologna e Venezia; ma che a Cento nacque e trascorse anni intensi. Attorno a me si diffondeva un solenne monodico coro gregoriano e, chissà perché, il mio pensiero andava al Botticelli, pittore antecedente al Gurecino, e così fu che mi apparvero i suoi angeli, i suoi riccioli morbidi oltrepassarono i limiti realistici della figurazione per risolversi nell’armonia lineare dell’arabesco. Riccioli botticelliani, romantici e il mio pensiero si scioglieva fra loro. Intenso fascino pittorico. Ero in quel particolare stato
d’animo che i neoplatonici e i filosofi cristiani considerano come la più alta forma di coscienza. Mi trovavo alle soglie della sindrome di Stendhal; ma, ecco,tutto improvvisamente dissolversi… per un umido bacio di Ulisse, il mio fantastico lagotto romagnolo, balzato allegramente sul letto un secondo prima del trillo della sveglia. Cento, il Guercino, il Botticelli, riccioli e fascino. Solo un sogno, un magnifico sogno. Avevo sognato, ma i riccioli botticelliani del mio lagotto romagnolo sono una realtà canina nella quale affondare le miei mani. Il lagotto romagnolo (Vasser der Romagna per i tedeschi, Romagna water dog per gli inglesi, Chien d’eau romagnolo per i francesi e Perro de agua Romagna per gli spagnoli) è razza affascinante diffusa in tutto il mondo e i riccioli del suo manto sono unici. Razza italiana riconosciuta ufficialmente nel 1992 (Standard FCI n. 298 del 5 febbraio 1999) il lagotto romagnolo appartiene al gruppo 8 – sez. 3 cani da acqua senza prova di lavoro ed ha allevatori ed estimatori in tutto il mondo. Discendente da antichi cani autoctoni impiegati al riporto della selvaggina acquatica, abitava le terre basse di Comacchio e le paludi di Ravenna. Durante i secoli le zone intorno a Ravenna vennero prosciugate per farne terreni arabili e fu così che il lagotto si trasformò in eccellente cane per la ricerca di tartufi, utilizzato nelle piane e nelle colline di Romagna. Cane armonioso, elegante, di taglia medio-piccola (cm. 43-48 Kg 13-16 per i maschi; cm. 41-46 Kg 11-14 per le femmine) ha pelo impermeabile, denso e arricciato di tessitura lanosa, semiruvido in superficie. I riccioli sono botticelliani, ad anello, fitti, diffusi su tutto il corpo. Il pelo non tagliato tende ad infeltrire, perciò si usa tosare completamente il lagotto una volta l’anno. Colore del mantello: unicolore bianco, bianco marcato di marrone o arancio, roano marrone, marrone unicolore nelle diverse tonalità, mai nero, mai tricolore. Il lagotto romagnolo è bello e gentile e sta diffondendosi anche come cane da compagnia. Infatti sono numerosi gli esemplari che vanno a rallegrare famiglie senza ambizioni di “tartufai”. Questo perché è un cane armoniosamente bello e caratterialmente fantastico, perché particolarmente intelligente, affettuoso e gioioso. Il colore del mantello è sempre fantastico e il suo bel tartufone, voluminoso con narici ben aperte ed ali mobili, gli dona una grande personalità. Più piccolo del Cao de agua portoghese, del Perro de agua espanol e del Barbet, vive bene in appartamento. È fornito di molte positività: è longevo, sano e robusto. Non si segnalano malattie ereditarie particolari. È assolutamente privo di istinti predatori. Mai aggressivo. È l’unico cane ufficialmente delegato a trovare tartufi ed è destinato a piacere a tutti, perché ha tanti pregi e nessun difetto e perché è allevato molto bene. Infatti è assai raro che un a razza abbia tanti allevatori seri e disseminati in tutto il mondo. Meravigliosa creatura, il lagotto romagnolo li ha.Bianca Tamagnone