A Dornbirn in Austria dal 18 al 20 settembre l’orgoglio degli atleti in campo
Importante risultato della squadra azzurra: 2° in Large, 3° in Small
Le grida di gioia di squadra e tifosi hanno rimbombato prepotenti all’interno del palazzetto nonostante le cinquemila persone presenti. L’Italia a squadre è arrivata seconda in classe Large e terza in classe Mini. Il team italiano era composto da 15 elementi, parte per la competizione a squadre e parte per quella individuale, ed è stata selezionata, in base ad un regolamento che prevede anche l’utilizzo del punteggio, dal Cav. Bruno Piccinelli, consigliere ENCI e selezionatore della nazionale italiana di Agility da ben 5 anni. Ma vediamo il resoconto: era il secondo giorno e l’Italia, con i Large di Claudio Frigerio con Cous Cous (Border Collie), Emanuele Toncelli con Black Magic (Border Collie) ed Irene Unkauf con Omelette (Border Collie), dopo il Jumping della prima giornata si era piazzata sesta in classifica: risalire ai primi posti non era certo semplice, eppure tre magnifici netti con un ottimo tempo hanno fatto il resto: secondi! Il giorno successivo, la squadra Medium, composta da Vittorio Dal Molin con Bluesky (Parson Russel Terrier), Marzia Quinzio con Isabluebelle (Shetland) e Veronique Toniolo con Asterix (Shetland), si è data da fare e solo per un filo non si è aggiudicata il terzo posto, qualificandosi comunque in una buona sesta posizione. Sul finire della seconda giornata, la squadra dei Mini, di Diego Piccardo con Exordium Bigsexy-N (Barbone Nano), Ivana Sipalova con Nyo (Jack Russell Terrier) ed Elisa Solerio con Patch (Jack Russell Terrier), ha chiuso il cerchio, regalandoci un’altra soddisfazione: un terzo posto, strappato a squadre fortissime come Francia, Austria e Canada con la determinazione e la forza di volontà di chi voleva esserci a tutti i costi. Risultati, questi, che hanno un valore aggiunto se consideriamo che per la prima volta in un mondiale hanno partecipato ben 36 nazioni da tutto il mondo, compresi paesi lontanissimi come il Cile, il Sudafrica, il Giappone, il Canada, gli Stati Uniti e la Russia. Sono stati proprio i giapponesi che con la loro simpatia e per essere gli “ultimi arrivati” nel mondo dell’agility, hanno spinto tutte le tifoserie a gridare amichevolmente “Nippon, Nippon!” quando si presentava un loro binomio sulla linea di partenza. L’intera nazionale italiana non è stata mai così unita come quest’anno: tutti nello stesso albergo a Bregenz, tutti a cena insieme per chiacchierare sulle giornate che avrebbero trascorso; insomma il clima è stato davvero disteso e sereno, e forse questo ha contribuito a tranquillizzare gli animi emozionati durante le lunghe e coinvolgenti giornate. Parliamo di cani: i Border Collie, come sempre, hanno predominato: ben 119 soggetti, di cui tre in classe media. Questo è un punto dolente su cui si è più volte discusso a livello ufficiale, anche in occasione della riunione della Commissione Agility della FCI del 14 e 15 febbraio 2009 a Dornbirn in vista del Mondiale: aumentano costantemente i casi di Border Collie, normalmente in categoria Large, che misurano meno di 43 cm. e sono iscritti in classe Media, vincendo persino qualche campionato del mondo. Durante questi mondiali la discussione è proseguita tra i tifosi sugli spalti durante i percorsi degli inglesi e dello svizzero che conducevano mini Border Collie. Tra i Large, oltre ai Border Collie, si sono visti alcuni Pastori Belgi Malinois, un Tervueren, un Beauceron, un Labrador, uno Schnauzer, un Kelpie, un Viszla, un Brittany e, incredibile ma vero, un Weimaraner. Tra i medi, invece, predominanti sono stati gli Shetland, anche se hanno girato molte altre razze tra cui, le più numerose, Jack e Parson Russell Terrier, Pastori dei Pirenei, Pumi, Barboni, Fox Terrier, Mudi. Per la cronaca, ha gareggiato anche un Beagle: complimenti alla conduttrice sudafricana! La vera attrazione, invece, è stato il Welsh Terrier di un conduttore giapponese, un vero “hooligan”, tanto che, una volta terminato il percorso, l’intera squadra giapponese doveva fare barriera per non far rientrare in campo il cane che, per principio, mordeva chiunque si trovasse sulla sua strada. Tra i più piccolini si son visti sempre Jack e Parson Russell Terrier, Barboni toy, Shetland, e tra quelli più rari, un Cane Nudo cinese, uno Skipperke, un Cocker e un Corgi. La considerazione più evidente è che ormai in agility si compete sempre di più con le stesse razze e la varietà è diminuita in maniera sensibile. Veniamo ai percorsi e ai commenti sulla competizione. Riporto i giudizi di alcuni mostri sacri dell’agility del presente e del passato. La canadese Susan Garrett ha affermato che “i percorsi sono stati estremamente impegnativi […]. Il percorso Large a squadre non è stato pensato per i deboli di cuore, credo che ci siano stati 59 eliminati su 102 cani che gareggiavano”. Invece, la slovena Silvia Trkman ha dichiarato: “Congratulazioni a tutti i vincitori, è stata un’emozione guardarli girare. Specialmente in classe Large, era da pazzi quanto veloci fossero i conduttori e che percorsi perfetti ottenessero, uno che girava largo era messo fuorigioco immediatamente. Era veramente bello da guardare. I cani medi sono sempre più grandi e quindi anche sempre più veloci, ma i primi 10 classificati sono sempre stati dominati da cani più alti di 43 cm. E’ un peccato che stia diventando una gara tra quanti fra i conduttori provino a mettere cani più grandi per la classe media”. Massimo Perla, vicecampione del mondo nel 1996 e per più anni coach della nazionale italiana, ha commentato: “gli anni scorsi sono stati avantaggiati cani con tps molto bassi, mentre quest’anno i percorsi erano più articolati, difficili, anche se entusiasmanti per gli spettatori. Sono stati premiati i binomi in cui, oltre alla velocità, c’era grande affiatamento e controllo sul cane”. La squadra italiana nei percorsi individuali è andata abbastanza bene con Andrea Occhini con Giò del Mulino Prudenza (Border Collie) arrivato nono in classe Large, Veronique Toniolo con Asterix (Shetland), diciannovesima in classe media e Orietta De Palo con Sissy-B (Barbone Nano) diciottesima in classe Mini. Un giudizio nel complesso? Un mondiale divertente, emozionante e pieno di sorprese. Arrivederci a…
LARGE
Emanuele Toncelli con Black Magic (Border Collie)
Matilde Caprino con Jackpot dei Matiblu (Border Collie)
Irene Unkauf con Omelette (Border Collie)
Claudio Frigerio con Cous Cous (Border Collie)
Andrea Occhini con Giò del Mulino Prudenza (Border Collie)
Nicole Innocenzi con Happy di Cambiano (Border Collie)
MEDIUM
Vittorio Dal Molin con Bluesky (Parson Russel Terrier)
Massimo Bascialla con Bladerunner detto Sheva (Shetland)
Marzia Quinzio con Isabluebelle (Shetland)
Franco Bottacini con Slicey Unique Satisfaction (Barbone)
Veronique Toniolo con Asterix (Shetland)
SMALL
Elisa Solerio con Patch (Jack Russell Terrier)
Orietta De Palo con Sissy-B (Barbone Nano)
Ivana Sipalova con Nyo (Jack Russell Terrier)
Diego Piccardo con Exordium Bigsexy-N (Barbone Nano)
Gaia Bay Rossi