SPAZIO ALLEVATORI  |  PRIVACY POLICY | INFORMATIVA | FAQ | LINK | CONTATTI | MAPPA | ENGLISH
ENCI: Ente Nazionale Cinofilia Italiana

Carattere e anatomia non devono far dimenticare lo scopo della selezione

Pointer, la caccia lo fa grande

“Le forme, perfettamente armonizzate, sono fondamentali per il miglior impiego e rappresentano la massima espressione di bellezza funzionale”

-INC GENNAIO 2010- Pointer -INC GENNAIO 2010- Pointer -INC GENNAIO 2010- Pointer

Il Pointer è un cane talmente eccezionale da suscitare grandi emozioni e sensazioni. Per le sue spettacolari caratteristiche, è stato dipinto come l’artista per eccellenza, le immense distese e le starne, sono il palcoscenico che lo vede interprete assoluto e indiscusso. Questo è il suo fiore all’occhiello, il marchio di fabbrica che contraddistingue la razza. Solaro nel suo bellissimo “Sunto delle lezioni di zoognostica canina”, nella descrizione dello scheletro, delle parti esterne del cane, delle misurazioni, del profilo e dell’inclinazione dei raggi ossei, dell’analisi delle forme e regioni, per rendere il suo pensiero in modo semplice e chiaro, riproduce sempre la figura del Pointer, come modello di costruzione,(la più idonea e favorevole al galoppo su lunghe distanze). Non si può restare indifferenti alla sua straordinaria struttura, le sue forme, perfettamente armonizzate, sono fondamentali per il miglior impiego e rappresentano la massima espressione del concetto di Bellezza-Funzionale. La testa è un vero capolavoro, più che disegnata sembra scolpita: il grande cesello, l’occhio lampeggiante, lo sguardo ardente, il tartufo a bordo di piatto, e l’orecchio che nei momenti di attenzione viene rialzato, espri

mono tutto il suo forte temperamento. Per tratteggiare le caratteristiche Morfologiche e di Lavoro, si sono scritte le frasi più eclatanti e sensazionali, ciò fa immenso piacere ed è pienamente condiviso, ma una preziosità tanto raffinata, rischia di essere il suo limite, se lo vediamo e consideriamo esclusivamente sotto questo profilo. Proverò a spiegare meglio questo mio ragionamento: non si può pretendere che il suo comportamento, anche nei terreni e nelle condizioni climatiche più difficili, debba rispecchiare sempre le straordinarie descrizioni dello Standard, che tra l’altro corrispondono alle migliori condizioni di ambiente e selvaggina. Sono convinto che per il bene e la salute della razza, sia necessario pretendere e privilegiare quelle doti di concretezza venatoria che lo rendono il compagno insostituibile del cacciatore. Ritengo inoltre che anche il criterio di giudizio nelle prove di caccia, dovrebbe andare in questa direzione, e diventano ridicole certe pretese che il pointer, magari in piena estate e in un difficile calanco, debba galoppare come un forsennato e scattare in ferma come fosse un marziano. Sembra che l’accortezza, la concentrazione, l’accertamento, a volte anche un leggero dettaglio, suggeriti dall’esperienza di avere a che fare con un difficile selvatico, in condizioni di vento non sempre favorevoli, non siano comportamenti del pointer. Dovrebbe sempre andare a tutta, baionetta in canna,”o lo va o la spacca? Forse qualcuno lo preferisce così, per me sarebbe un deficiente. Personalmente sono arrivato al mondo delle prove, dopo anni di caccia e sinceramente, le ragioni ed i concetti che mi hanno fatto scegliere il pointer, erano di esclusiva utilità e rendimento ai fini del carniere. Preferisco allenare e cacciare nei terreni più impegnativi, provando maggior soddisfazione, dall’azione del cane in queste condizioni, perché rappresentano una più severa verifica della sagacia e delle doti venatorie, per questo scelgo sempre le prove doc (autentiche) per testare i miei soggetti. Ho partecipato, a volte ottenendo soddisfacenti risultati, alle prove di alta Montagna del Saladini Pilastri, ed i miei pointers pur non avendo una preparazione specifica, mi hanno dato soddisfazioni, perché abituati a cacciare nei calanchi, affrontando quei gerbidi e quei rovi, che non posso accettare siano terreno riservato solo ai cani con qualche centimetro in più di pelo. Ritengo sia solo una questione di passionaccia, ne ho visti tanti pur sanguinanti, non arrendersi ma imperterriti entrare in intricati e impenetrabili spinai, per recuperare la selvaggina colpita. Forse una maggior attenzione alla rusticità, che ha un po’ lasciato il posto ad una esagerata finezza di pelle e pelo, non guasterebbe. Qualcuno afferma siano svantaggiati durante la stagione fredda e con la pioggia, ma perché vent’anni fa quando il pointer era una delle prime razze, il clima era forse più mite? Direi proprio il contrario, poi ci si dimentica dei vantaggi che hanno cacciando nelle colture infestate da panicastrella, da giavone e dalle lappole, che con il loro aculei si attaccano nel pelo lungo di altre razze e procurano escoriazioni rendendo dopo pochi minuti il cane inutilizzabile, perché impossibilitato a muoversi. Non è mia abitudine trarre conclusioni ed esprimere certezze, ma intendo con la massima cautela, sostenere il mio pensiero. Nelle Classiche e nella Grande Cerca senza alcuna intenzione di far polemica e confronti, credo sia insuperabile, al massimo uguagliabile. Non è comunque pensabile che l’Allevamento sia prevalentemente in funzione di questo tipo di prove, il contributo dei Grandi Trialer alla selezione, è determinante, ma la razza si accresce e rafforza, in base al gradimento che può vantare presso i suoi utilizzatori. Quindi continuiamo a portarlo a caccia, il suo carattere entusiasta, lo adeguerà ad ogni nostra esigenza. Anche il selvatico meno nobile lo appassionerà, non ci farà mai mancare la sua collaborazione, ed anche nei terreni più impervi, dove il suo ardore, e la foga divorante non potranno esprimere quel magnifico galoppo impetuoso, velocissimo e allungato, riuscirà, trasmettendoci la sua divorante passione, a trattenerci in campagna, anche se per la fatica, le gambe molli ci consiglierebbero di tornare a casa.

Gianni Bernabè

 
[Privacy]  [Copyright]  [Tariffe pubblicitarie 2010]  [Contatta l'ENCI]

ENCI -Ente Nazionale della Cinofilia Italiana- V.le Corsica 20, 20137 MILANO - P.IVA 00809980154