Il fascino del Weimaraner non è secondo alle tante qualità
Molte leggende ne accentuano il mistero delle origini. Una sua immagine è al Louvre. Fra i suoi ammiratori Grace Kelly ed Eisenhower. Il segreto del suo successo è...
L’aspetto nobile e fiero, il portamento elegante, il colore del mantello che affascina per quel tipico effetto cangiante, l’occhio chiaro ed espressivo, la tradizionale fama di cane elitario, le indiscusse qualità in ambito venatorio, l’alone di mistero che circonda la sua evoluzione nei secoli…tutti elementi che contribuiscono non poco a renderlo soggetto unico nel panorama cinofilo internazionale. Ma andrebbero descritte a fondo altre sue doti peculiari, come il carattere e la personalità, doti che hanno contribuito a determinarne la grande diffusione in Paesi come la Germania, la Francia e le terre anglosassoni. Ha sicuramente origini antiche, si pensa, infatti, discenda addirittura dal Cane Grigio di Saint Louis. Per la sua bellezza, veniva spesso ritratto a fianco di ricchi e nobili di varie epoche, come, ad esempio, in un quadro del Van Dick del 1631 dove appare vicino al principe Von der Pfalz e, ancora prima (1583), in un quadro di Anthois Mor oggi presente al Louvre, dove si nota un cane grigio/argento molto simile al weimaraner. Il Granduca Karl August e i nobili alla corte di Weimar lo allevano con cura alla fine del 18° secolo, valorizzando la sua istintiva abilità nel seguire le tracce e nel recuperare il selvatico ferito, apprezzandone, al contempo, la resistenza fisica e il coraggio sulla selvaggina di grosse dimensioni. Solo in tempi recenti verrà perfezionata la sua attitudine alla ferma. Da sempre considerato un cane aristocratico, all’inizio del secolo scorso rischia incredibilmente l’estinzione. Salvato in extremis da un gruppo di appassionati, diventa successivamente oggetto di tutela da parte del primo Club di Razza fondato in Germania all’inizio del ‘900 da alcuni aristocratici locali, i quali, dopo alcuni tentativi disastrosi con il pointer, decidono di vietare ogni tipo di rinsanguamento con altre razze, ciò al fine di meglio preservarne le peculiarità. Ancora oggi in Germania viene allevato esclusivamente per la caccia, come da antica tradizione. La leggenda che lo circonda e lo vuole al fianco dei soldati tedeschi durante le loro battaglie, lo porta a ricevere l’appellativo di “fantasma d’argento”, forse per il manto e gli occhi che riflettono la luce, ma soprattutto per la difficoltà con cui veniva individuato nella nebbia. Apprezzato per la struttura potente, i movimenti veloci e scattanti e il carattere deciso, trova il suo impiego anche durante la seconda guerra mondiale, al termine della
quale viene adottato da alcuni soldati americani, i quali, vedendolo abbandonato nelle campagne, se ne innamorano e decidono di portarselo in patria. In seguito, altri americani riusciranno, a grande fatica, ad importare alcuni soggetti dalla Germania, cominciando così un lavoro di selezione che farà diventare il weimaraner una delle razze da compagnia e da caccia maggiormente diffuse negli Stati Uniti. Sarà compagno inseparabile di personaggi del jet-set internazionale come Grace Kelly e di politici famosi come Eisenhower. Caccia e pet therapy Attualmente negli Usa si contano ben 39 Weimaraner Club, attivi in varie iniziative legate alla tutela e alla promozione della razza, come, ad esempio, i cosiddetti “Hunt Tests and Field Trials” (prove di caccia su selvaggina di vario tipo), o le Speciali di Razza, le gare di Agility, Obedience e Tracking, disciplina dove eccelle in maniera particolare. I soggetti che ambiscono al Campionato di Lavoro devono passare attraverso vari gradi di giudizio, partendo dalla qualifica di Junior Hunter, fino a quella di Master e Senior Hunter. Per la docilità del carattere di alcune correnti di sangue, viene impiegato con successo anche in Pet Therapy. Il weimaraner moderno è da considerarsi, quindi, un cane versatile e polivalente che necessita, specialmente da giovane, di un discreto movimento ed esercizio fisico che ama svolgere a stretto contatto con il padrone. Ma la sorpresa più grande, come accennato sopra, riguarda il suo carattere: è un meraviglioso cane da compagnia, intelligente, leale, sensibile ed imbattibile nel dimostrare una devozione assoluta verso il suo nucleo familiare che difende energicamente e all’interno del quale si considera un membro a tutti gli effetti. Soffre l’essere lasciato solo in un angolo o, ancor peggio, in recinti esterni. Adora i bambini e si innamora perdutamente del padrone che dovrà tenerlo sempre in considerazione. Nel nostro Paese l’apprezzamento verso questa razza è in continua crescita e, come selezionatore, mi chiedo spesso quali siano i motivi che lo fanno preferire a soggetti di altre razze che godono di maggior popolarità. Dopo anni di esperienza e di confronto con privati ed appassionati, ho maturato la convinzione che non siano le caratteristiche fisiche sopra elencate; la bellezza colpisce certamente a prima vista, ma non è l’elemento determinante, credo, anzi, sia più il rapporto che instaura con l’uomo a renderlo così speciale. Chi adotta un cucciolo di weimaraner intuisce da subito che c’è qualcosa di profondo che accomunerà la sua esperienza con quella di chi ha avuto la fortuna di possederne uno. E’ qualcosa di imprescindibile che colpisce e lascia intendere che non solo sarà un fedele compagno di vita, ma lo sarà in maniera “totale”. Perché questa è la condizione: una relazione intensa, definitiva, senza mezzi termini. Un weimaraner riempie la vita, da’ tutto se stesso, ama in maniera passionale, in contrasto con quello che si potrebbe dedurre dal suo aspetto fiero e distaccato. Il rapporto diventa assoluto e coinvolgente, e forse è proprio questo che ne determina il successo crescente anche in Italia. E’ un cane completo, con lui si vive un’esperienza diversa. Si comprende avendolo accanto, e’ un’emozione continua e profonda. Molti l’hanno provata. Succede così, da secoli.
Dario Raimondi Cominesi
Weimaraner Club Italia