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Monitoraggio dell’ orso marsicano

ENCI sostiene il progetto di monitoraggio dell’ orso bruno marsicano

PROTOCOLLO D’INTESA: PER UN'ATTIVITÀ CINOTECNICA SOSTENIBILE

Lunedì 10 dicembre 2018, presso la sede della Regione Abruzzo ad Avezzano, nella sala "Filomena Delli Castelli", è stato sottoscritto un “Protocollo per un’attività cinotecnica sostenibile”, un accordo che, di fatto, ha siglato un’importante collaborazione tra enti ed istituzioni nell’ambito del monitoraggio, gestione e conservazione della fauna sul territorio abruzzese, con particolare riguardo alla tutela dell’orso bruno marsicano.

Oltre ad ENCI e Regione Abruzzo, l’accordo è stato sottoscritto anche dal Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Parco Nazionale della Majella, Parco naturale Regionale Sirente Velino, Riserve naturali Monte Genzana Alto Gizio, Gole del Sagittario, Zompo lo Schioppo e dagli ATC di "Avezzano", “Roveto Carseolano” e “Sulmona”.

Fra gli aspetti più rilevanti l’Accordo prevede che ogni “Ente sottoscrittore, si impegni ad adottare provvedimenti e realizzare un insieme di azioni, come previste dall’Accordo tra Pubbliche Amministrazioni per l’implementazione del Piano di Azione per la Tutela dell’Orso bruno marsicano”.

Questo Accordo nasce in conformità con quanto enunciato dal Piano d’Azione Nazionale per la tutela dell’Orso Bruno Marsicano”, ed il coinvolgimento di Enci riguarda, in particolare, il potenziamento delle opportunità di formazione e specializzazione delle unità cinofile, anche attraverso il potenziamento delle opportunità per la realizzazione di verifiche zootecniche, brevetti, abilitazioni in contesti tecnicamente ed ecologicamente complessi.

L’orso bruno marsicano è specie a forte rischio di estinzione e la sua salvaguardia è una tematica che tocca la collettività tutta. Per questo motivo la partecipazione attiva a questi tavoli da parte di tutti i portatori di interesse, rappresenta la scelta migliore anche ai fini della condivisione di strategie e conoscenze.

Il contributo di ENCI è rivolto principalmente al settore della formazione e specializzazione di unità cinofile ed a valorizzare la qualità delle verifiche zootecniche e dell’attività cinotecnica in generale, favorendo la possibilità di incrementare la diffusione di patrimoni genetici statisticamente preziosi per il mantenimento dell’attitudine al lavoro delle razze iscritte al Libro delle Origini.

Grazie all’impegno di ENCI di questi ultimi anni, il contributo delle unità cinofile in ambito faunistico è diventato realtà consolidata e dall’efficacia tangibile, come, ad esempio, i cani da ferma abilitati ed impiegati nel monitoraggio della beccaccia o di altre specie, secondo il Protocollo operativo nazionale ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale); i cani specializzati nel rilevamento dei pellet fecali, che fino ad oggi hanno permesso di supportare progetti di ricerca riguardanti la distribuzione della lepre italica, e che potranno essere impiegati in progetti analoghi sui grandi carnivori; i cani addestrati al rilevamento della pista  dei selvatici oggetto di studio, (che possono essere ungulati o grandi carnivori),e che rappresentano uno strumento rapido ed efficace per l’indagine sugli areali di distribuzione, per finire, ma non in ordine di importanza, alla selezione morfo funzionale dei cani da guardiania per la protezione delle greggi, che, proprio in Abruzzo, rappresentano la più efficace riposta ecologica per la mitigazione del conflitto tra pastorizia e grandi predatori.

Grazie all’impegno di ENCI di questi ultimi anni, il contributo delle unità cinofile in ambito faunistico è diventato realtà consolidata e dall’efficacia tangibile

Altro aspetto rilevante dell’accordo riguarda il coordinamento, con il coinvolgimento di ISPRA e del Dipartimento di Biologia e Biotecnologie “Charles Darwin” dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, delle attività necessarie per la verifica dell’impatto delle diverse modalità di caccia al cinghiale sul comportamento dell’orso bruno marsicano. Questa attività di ricerca è funzionale al corretto svolgimento del prelievo venatorio nelle aree di presenza dell'orso (ovvero PATOM, ZPE, ZPC, ZSC).

Per questo aspetto ENCI supporterà il progetto dell’Università “La Sapienza” attraverso il coinvolgimento dei propri esperti per gli aspetti richiesti e riguardanti l’utilizzo delle unità cinofile.

Nell’ottica di valorizzazione e tutela della biodiversità, le sinergie sancite da questo protocollo appaiono di buon auspicio quale esempio virtuoso di collaborazione e condivisione di valori ed obiettivi.